Il 26 novembre 2010, la tredicenne Yara Gambirasio usciva dalla palestra del suo paese — Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo —, dove si allenava nella ginnastica ritmica, e non fece più ritorno a casa. Era una ragazza come tante: figlia, alunna, appassionata di sport, attaccata alla sua comunità. Quel giorno però la normalità cambiò, e con la sua scomparsa ebbe inizio una delle indagini più complesse e seguite della cronaca italiana.
Quindici anni dopo, accanto alle sentenze, ai dibattiti e alla memoria di una famiglia, restano anche le immagini e le narrazioni: film, serie tv, documentari che hanno cercato di dare una spiegazione a quella vicenda.
Yara Gambirasio: la scomparsa, le indagini, la figura di Bossetti
La tragica vicenda di Yara Gambirasio ha lasciato un segno indelebile nella memoria degli italiani. Il corpo della ragazza venne ritrovato solo tre mesi dopo la scomparsa, il 26 febbraio 2011, in un campo a Chignolo d’Isola, a pochi chilometri dal suo paese. L’indagine vide un dispiegamento straordinario di mezzi tecnico-scientifici: la traccia genetica denominata “Ignoto 1” divenne l’asse attorno al quale si sviluppò la caccia al colpevole.
Nel giugno 2014 fu arrestato Massimo Bossetti, muratore di Mapello, successivamente condannato all’ergastolo per omicidio pluriaggravato. È in questo scenario che cinema, tv e documentari hanno provato a raccontare i fatti e le tante domande che restano.
Il film Yara di Marco Tullio Giordana
Nel 2021 è uscito il film Yara, diretto da Marco Tullio Giordana. Prodotto da Taodue/Mediaset, ha debuttato nelle sale italiane il 18 ottobre, poi è approdato su Netflix il 5 novembre. Nella versione tv è andato in onda in chiaro nel giugno 2025 su Canale 5. Con una durata di circa 96 minuti, interpreta Yara l’attrice Chiara Bono, mentre Isabella Ragonese veste i panni della PM Letizia Ruggeri.
Il film si concentra per lo più sull’indagine: le tracce, la caccia al Dna, l’arresto di Bossetti. Evita volutamente di entrare in dettagli eccessivamente privati della vittima, per mantenere un tono sobrio e rispettoso.
Ignoto 1 – Yara, DNA di un’indagine: la docuserie Sky
Nel 2017 è stata trasmessa la docuserie Ignoto 1 – Yara, DNA di un’indagine, prodotta dall’inglese Amber Tv e l’italiana Run to Me Film in collaborazione con Sky e Bbc. La serie è composta da 4 episodi, ognuno incentrato su una fase dell’indagine: dal ritrovamento della ragazza alla scoperta del profilo genetico, fino al processo e alle proteste della difesa. Regia di Hugo Berkeley per la coproduzione internazionale.
“Ignoto 1” esplora, in modo dettagliato e tecnico, la ricerca del Dna, l’analisi dei profili, i prelievi su migliaia di persone, e rende tangibile quella che è stata definita «la più ambiziosa caccia all’uomo su base genetica mai intrapresa in Italia». Il tono è informativo e asciutto, privilegiando la cronologia degli eventi e il rigore delle fonti. È un titolo che permette di capire la complessità investigativa più che riflettere sul dramma personale.
Il caso Yara – Oltre ogni ragionevole dubbio: cinque puntate tra inchiesta e controversie
Un altro contributo televisivo significativo è la mini-serie di 5 episodi Il caso Yara – Oltre ogni ragionevole dubbio, uscita su Netflix nel luglio 2024. La serie ripercorre il caso con un’impostazione investigativa che non evita le zone grigie della vicenda: le contestazioni sulla prova del Dna, le difese dell’imputato, la pressione mediatica.
Scalpore ha suscitato l’intervista a Massimo Bossetti che, nonostante la condannata in via definitiva all’ergastolo, si professa innocente. La docuserie è stata inoltre criticata per aver trasmesso gli audio privati che Maura Panarese, mamma di Yara, lasciò sulla segreteria telefonica della figlia 13enne scomparsa. Della ricostruzione dei fatti e del valore di questa serie tv, Donna Moderna aveva intervistato il cronista Stefano Nazzi.
Speciali tv e brevi documentari: quando l’attualità torna sul caso Yara
Oltre ai titoli maggiori, il caso di Yara è tornato più volte in televisione in formato “speciale” o “approfondimento”. Per esempio, lo speciale Il Caso. Yara Gambirasio, i misteri irrisolti (disponibile sulla piattaforma RaiPlay) ha ripreso in tempi più recenti alcuni nodi ancora aperti dell’indagine e del processo.
In generale questi brevi documentari o speciali consentono al pubblico di tornare sul caso con aggiornamenti o nuovi elementi, mantenendo viva la memoria collettiva e offrendo uno “zoom” rapido su punti magari meno noti: ad esempio l’uso della sorveglianza telefonica, il dossier dei Dna, le polemiche su alcuni interrogatori.
Yara Gambirasio tra true crime e memoria collettiva
Il fenomeno di narrazione che si è sviluppato intorno al caso Yara rientra nella categoria del true crime, un genere che negli ultimi anni ha trovato spazio anche in Italia. Film come Yara, serie docu come Ignoto 1, speciali televisivi: tutti concorrono a costruire non solo il resoconto dei fatti, ma un’immagine collettiva — e selettiva — della vicenda. Il pubblico vi si avvicina con un doppio sguardo: da una parte la volontà di capire, dall’altra la consapevolezza che la narrazione è scelta, tagliata, modellata.
Proprio per questo è importante non perdere di vista che dietro ogni titolo ci sono una ragazza, una famiglia, una comunità ferita. E che il confine tra informare, sensibilizzare e spettacolarizzare è sottile.
Quando scegliamo cosa guardare – un film, una serie, un documentario – entriamo in una forma di memoria attiva: decidiamo di partecipare al racconto, consapevoli che nessuna produzione può “chiudere” del tutto il mistero. Ciò che resta, spesso, è la domanda: cosa significa davvero cercare la verità? E che peso hanno immagini e testimonianze quando la giustizia non basta da sola?