Grey’s Anatomy. Scandal. How to Get Away with Murder. Private Practice. Station 19. E ora arriva la saga Bridgerton nel palmares dell’impero di Shonda Rhimes. Il 25 dicembre approda su Netflix una delle serie più appassionanti e romantiche di sempre in cui la narrazione si svolge tra codici dell’alta società, scapoli e debuttanti in età da marito, balli in maschera, intrighi e pettegolezzi. Come lo sappiamo? Perché abbiamo letto i romanzi della scrittrice americana Julia Quinn a cui si ispira la serie targata Shondaland: una saga letteraria tradotta in 32 lingue e appena rieditata in Italia per Oscar Mondadori.

La Rhimes, la showrunner più pagata del piccolo schermo, sa esattamente cosa vuole il pubblico e offre la combinazione perfetta tra sogno e realtà, passione e sentimento, modernità e tradizione. È grazie a queste armi che il suo primo lavoro per Netflix è entrato nella lista di IndieWire dei programmi televisivi più attesi del 2020. Il trailer è entusiasmante e Julie Andrews che fa da voce narrante in stile Gossip Girl riesce immediatamente a ricreare un luminoso e brillante universo fatto di feste scintillanti complete di trapezisti, fuochi d’artificio, scandali innominabili e amori inaspettati. Ah, e non abbiamo ancora menzionato il sesso! Aspettatevi un discreto quantitativo di scene bollenti. Il tutto in un contesto decisamente politically correct dove la razza non conta, che stride un po’ con l’Inghilterra d’inizio 800 in cui si svolge l’azione.

Volete fare un tuffo nelle incredibili atmosfere ottocentesche? Gli episodi si concentrano su Daphne Bridgerton, la “rampolla” (ma forse questo termine non era ancora stato coniato) di una potente famiglia londinese che sta per confrontarsi con l’attesissimo debutto in società che comporta anche uno stuolo di pretendenti. A sostenerla e aiutarla a “prepararsi” all’età adulta c’è l’affascinante, quanto detestabile, duca di Hastings: i due si accordano per attirare le attenzioni degli altri uomini sulla ragazza, così che lui possa continuare la sua vita da scapolo impenitente. Ma fra di loro le cose si complicano e un semplice scherzo diventa invece un sentimento serio. Ma a “stuzzicare” il gossip, o meglio, i pettegolezzi – perché è così che si chiamano – e ad alimentare le chiacchiere della gente è un misterioso giornalino redatto dall’altrettanto misteriosa Lady Whistledown.

Bridgerton promette di non essere solo la classica storia romantica da guardare tutta d’un fiato tra un panettone e un pandoro: vuole infatti affrontare tematiche serie, contemporanee e talvolta persino scottanti come il razzismo, l’omosessualità e l’emancipazione femminile. Il tutto con un cast interamente formato da attori e attrici britannici under 30. Ma per sapere se riuscirà a centrare l’obiettivo e fare scintille dobbiamo aspettare il giorno di Natale.

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