Con l’arrivo in Italia dell’acclamata serie tv The Handmaid’s Tale (da settembre su Timvision), prodotta da Hulu e con protagonista Elizabeth Moss, è il caso di recuperare il classico della letteratura femminista cui la storia è ispirata per le tue letture d’autunno. Si tratta de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood (Ponte alle Grazie), pubblicato per la prima volta nel 1985: il romanzo, spesso descritto come una distopia, è un racconto in prima persona della vita di una “ancella” durante un regime di teocrazia totalitaria che, in un futuro non troppo lontano, ha sottomesso tutte le donne agli uomini. È una lettura per certi tratti angosciante, ma fondamentale. Ma non è il solo libro che ti consigliamo: come sempre, ne abbiamo scelti per tutti i gusti, dal noir di Daniele Bresciani Nessuna notizia dello scrittore scomparso (Garzanti) al romanzo di “rinascita sentimentale” di Daniela Mazzoli, Sarò strana io (Quodilibet), dal nuovo libro di Nicholas Sparks, La vita in due (Sperling & Kupfer), al ricettario strampalato di Livia Aymonino, La lunga notte di Adele in cucina (Giunti).

17 libri da leggere quest’autunno


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“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood (Ponte alle Grazie)

Ho iniziato a leggere Il racconto dell’ancella (Ponte alle Grazie) di Margaret Atwood incuriosita dalle recensioni sulla serie tv tratta dal libro. I critici americani parlavano della potenza di questo telefilm distopico – in onda dal 26 settembre sulla tv on demand TimVision – e di quanto fosse profetico. Così mi sono tuffata a capofitto nel romanzo. E più andavo avanti, più provavo rabbia e disagio. Non fraintendetemi: è un libro bellissimo, ma la storia, forte come un pugno allo stomaco, è di quelle che ti fanno vedere le cose in modo diverso. La trama: in un mondo devastato dai conflitti, dalle radiazioni atomiche e dai rifiuti tossici, gli Usa sono diventati uno stato totalitario di nome Galaad in cui alle donne è preclusa qualsiasi libertà. Le poche che sono ancora in grado di concepire, le “ancelle” appunto, vengono usate come contenitori per produrre bambini. Il loro corpo è di proprietà dei “capitani”, le cui mogli sono troppo anziane per avere figli. Difred (la donna di Fred) è una di queste. Indossa il mortificante abito lungo rosso, i guanti, il copricapo bianco con le alette che la nasconde agli sguardi. Attraverso lei scopriamo l’umiliazione, la solitudine, il vuoto di una società terrificante, misogina e maschilista. La Atwood scrisse questo romanzo nel 1984, e leggendolo si sentono echi di episodi del passato: il progetto nazista per le nascite Lebensborn, la sorveglianza di Stato in Cina e Germania dell’Est, la rigidità religiosa. Oggi, a distanza di 30 anni, risuona ancora come un disperato grido di allarme

Isabella Fava


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“Nessuna traccia dello scrittore scomparso” di Daniele Bresciani (Garzanti)

A volte, chi ci è più vicino non è chi crediamo che sia. Parla di tradimento, e delle maschere che molti indossano, il secondo romanzo di Daniele Bresciani, Nessuna notizia dello scrittore scomparso (Garzanti), uno dei titoli più attesi della rentrée letteraria. Pietro Severi, autore di un bestseller su un serial killer, scompare nel nulla mentre si trova in Irlanda. Emma, giornalista appassionata, idealista, che con Pietro ha avuto una liaison segreta, cercherà di ritrovarlo. E poi, il rapporto padre-figlio, il mondo della criminalità, i meccanismi che regolano la testa degli scrittori, qui con derive nere, alla Stephen King, la ricerca del modo migliore di raccontare una realtà sempre più veloce, e quella speranza chiamata amore. La protagonista femminile rischia di essere travolta dalla caccia all’uomo in cui si trova coinvolta ma, questo possiamo dirlo, non affronterà tutto da sola. Tecnicamente il libro è un thriller dal respiro internazionale. Una storia che ti risucchia, costringendoti a finirla, con un meccanismo di scatole cinesi che sarebbe un delitto svelare. Bresciani riesce a racchiudere, nelle oltre 300 pagine della sua opera, tutti i mali della società attuale, dalla violenza, pubblica e privata, alla crisi economica. Grandi questioni, che possono essere risolte solo continuando ad avere fiducia negli altri, nonostante tutto.

Annarita Briganti


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“Il mare dove non si tocca” di Fabio Genovese (Mondadori)

A volte fa bene tornare indietro nel tempo e ricordare quando eravamo bambini. Come guardavamo il mondo, quanto ci sembravano strani o affascinanti gli adulti, cosa ci faceva battere il cuore: il primo giorno di scuola, le feste, l’oratorio… Il mare dove non si tocca (Mondadori) di Fabio Genovesi ci riporta a quelle emozioni. È la storia di Fabio, un ragazzino un po’ impacciato che vive ai margini di un paese della Versilia con la sua grande famiglia, i Mancini: mamma, babbo, nonna e una serie di zii, uno più “pazzo” dell’altro. Fabio viene tagliato fuori dai compagni, che lo giudicano strano perché indossa la felpa di Paperino, perché legge manuali su come allevare lombrichi, perché in classe ha legato con Piccolo Massimo, che sembra un bimbo di 6 anni anche se ne ha 12, perché ama passare il tempo con gli anziani (è esilarante la scena in cui legge un libro piccante alle nonnine di una casa di riposo). Fabio è travolto dalla vita, dalle cose più grandi di lui, corre velocissimo sulla sua bici «per sentire il cuore che esce dalle orecchie e il vento che gli ruba le lacrime». Il quarto romanzo di Genovesi è una storia di formazione stralunata e rocambolesca. Ti fa rivivere quel senso di leggerezza di quando eravamo bambini. E ti commuove con i suoi squarci pieni di grazia: «Ci sono cose così giganti da travolgere tutto, e tu voli via con loro e ridi e piangi insieme, e sventoli le mani a caso nell’aria piena di fulmini e tuoni, tuoni e fulmini, in braccio a una tempesta che si chiama felicità».

Isabella Fava


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“Gulliver” di Jonathan Swift (Mondadori)

Gulliver desidera girare il mondo, ma quando si imbarca in cerca di avventure, un naufragio lo porta sulla sconosciuta spiaggia di Lilliput, popolata di minuscoli omini che lo considerano una minaccia. Dopo il successo internazionale arriva anche in Italia Gulliver (Mondadori), il classico del 1726 di Jonathan Swift che Mary Webb e Lauren O’Neill hanno rispettivamente riscritto e illustrato per renderlo adatto ai ragazzi dai 10 ai 14 anni. Un’occasione per avvicinare tuo figlio a un libro mai così attuale: anche se mostriamo grandi differenze, siamo tutti esseri umani che abitano e amano questo Pianeta.


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“Sarò strana io” di Daniela Mazzoli (Quodilibet)

Sarò strana io (Quodlibet) è un romanzo originalissimo composto da testi brevi, o a volte brevissimi come aforismi, scritti ogni sera dall’autrice prima di andare a dormire. Frammento dopo frammento la storia si compone: al lettore il compito di ricostruire i legami fra i fatti come se stesse sfogliando un mazzetto di istantanee. La protagonista è l’autrice stessa, che si racconta in un momento di rinascita e trasformazione con un’autenticità disarmante e un’ironia tagliente. Da una parte c’è la fine di una relazione con un «giovane fidanzato filosofo», dall’altra un nuovo innamoramento per un uomo chiamato semplicemente «il tipo che mi piace». In mezzo ci sono le vulnerabilità a cui tutti siamo esposti mentre siamo innamorati: l’ansia del telefono («La telepatia non è una scienza esatta; tutte le sere io pensavo “chiama, chiama, chiama”. Ma lui non chiamava»), l’euforia o la disperazione che lottano per il comando delle emozioni, le fantasie ottimistiche o catastrofiche. «D’altronde uno che sparisce, se te lo dice, lo sanno anche i bambini che vuole essere fermato e convinto che non ha senso. Invece non succede, anzi è altamente probabile che ti lascino andare. Spesso stanno già cambiando la serratura mentre tu proveresti a rinfilare la chiave». Leggere il romanzo di Daniela Mazzoli è come sbirciare la commedia dell’esistenza dal buco di quella serratura: si intravede ogni volta qualcosa, s’immagina il resto. È, cioè, come un piccolo osservatorio sull’innamoramento e la vita, di cui sono colti, con acume e divertimento, soprattutto gli aspetti più paradossali.

Roberto Moliterni


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“Il mago e la figlia del boia” Olier Potzsch (Neri Pozza)

Il quarto capitolo di una delle serie più lette al mondo, che racconta le avventure del boia con l’anima Jakob Kuisl, si apre in Baviera nel 1666 con una protagonista femminile indimenticabile, Magdalena, figlia di Jakob. Teatro dei ripetuti colpi di scena è il monastero di Andechs, famoso per le reliquie miracolose e la birra. Un romanzo storico documentato con il surplus di un’atmosfera da brivido.

Alessandra Appiano


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“La lunga notte di Adele in cucina” di Livia Aymonino (Giunti)

Come si affronta l’autunno della vita? Attraverso l’originale “diario-ricettario” di un’eterna ragazza che non riesce a capacitarsi di essere approdata ai 60, resoconto appassionato di una generazione che credeva di cambiare il mondo a suon di musica, poesia e ideali. Ma anche quando tutto sembra perduto si può imbandire una fantastica cena per gli amici, perché il cibo e l’amore non tradiscono mai.

Alessandra Appiano


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“Non tornare indietro” di Sophie Hannah (Garzanti)

Mentre porta i figli a scuola, Nicki passa davanti a una villa che conosce bene. C’è la polizia, perché nella notte si è consumato l’omicidio del noto opinionista Damon Blundy. Irrazionalmente, fa una veloce inversione di marcia e scappa. Peccato che le telecamere la registrino, trasformandola nella sospettata numero uno. E che lei non possa spiegare il motivo del gesto insensato, perché rivelerebbe un segreto ancor più insensato.

Alessandra Appiano


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“Bodhisattva Blues” di Eduard Canfor Dumas (Piemme)

Ed si trova a uno stallo, senza una donna e con un lavoro precario. Eppure un tempo era un Bodhisattva: una persona che aiuta gli altri a trovare l’illuminazione. Il buddismo lo aveva salvato, anche se poi era subentrato il disincanto. Quando però le cose rotolano verso il precipizio, capisce che deve ritrovare certi saggi principi da applicare nella quotidianità. Per arrivare al centro della sua anima.

Alessandra Appiano


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“Il rifugio delle ginestre” di Elisabetta Bricca (Garzanti)

Sveva fa la copywriter e ha dimenticato il suo passato felice, quando ogni estate scorrazzava nei campi. La madre in punto di morte le strappa una promessa: deve tornare in Umbria per conoscere il vero padre. Appena giunta nella sua terra, il ciondolo che ha sempre tenuto al collo con una radice di ginestra le dà forza. Perché il fiore mostra attaccamento alle origini ed è il simbolo di una ricerca necessaria, che parte da lontano.

Alessandra Appiano


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“La vita in due” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer)

Non è facile fare il “mammo”, come s’intitola uno dei capitoli più belli di questo romanzo, consigliato a tutte le famiglie che stiano affrontando una separazione. Nicholas Sparks colpisce ancora con La vita in due (Sperling & Kupfer). Parlando a cuore aperto ai lettori, che lo seguono da più di 20 anni, stavolta lo scrittore americano non si concentra sull’amore romantico, che pure appare, a un certo punto, ma sul rapporto genitorifigli. Russell, un pubblicitario affermato, è costretto a mettersi in proprio, avendo perso il lavoro sicuro che aveva, e deve fare i conti con l’abbandono da parte di sua moglie. A dargli la forza di andare avanti c’è sua figlia, London, della quale si ritrova a occuparsi da solo, tra i vari giri che tutte le mamme compiono ogni giorno per i loro bambini (il corso di disegno, danza, tennis, la passeggiata in bicicletta, i compiti dall’amichetto). E, come accade quando affrontiamo la vita di petto, senza farci schiacciare dal dolore, le cose cambiano verso, in senso buono. Il protagonista rivede una sua vecchia fiamma, con esiti che non sveliamo. Il rapporto con la bambina cresce, si rafforza, regala nuove prospettive a entrambi. Il futuro non sembra più un incubo e l’autore, padre di 5 figli, racconta una storia di nuovi inizi, di certo autobiografica ma nella quale possiamo ritrovarci tutti. Con un suggerimento alle coppie in crisi: evitate la guerra. Non è con gli avvocati che si protegge la propria prole, ma con dialoghi civili, affetto e sostegno reciproco.

Annarita Briganti


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“Gli effetti collaterali delle fiabe” di Anna Nicoletto (Piemme)

Melissa ha creduto nell’Amore, pagandone le conseguenze. Quando, disoccupata e disillusa, incontra Stefano, non crede ai segnali di Cupido. Ci manca pure un figlio di papà viziato, per chiudere il cerchio degli errori. Ma il ragazzo è anche l’erede di un’importante azienda, l’unico in grado di offrirle il lavoro dei suoi sogni. Un romanzo garbato, con un principe azzurro moderno e inaspettato: il posto fisso.

Alessandra Appiano


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“Le cose che credevamo di sapere” di Mashuda Snaith (Corbaccio)

Da quando è scomparsa la sua amica del cuore, Ravine si è ammalata. A 18 anni soffre di dolori cronici che le impediscono di muoversi. La mamma, per aiutarla a guarire, le regala un diario dove raccontare il presente senza speranza e il passato felice. Nutrita dai piatti materni e dai preziosi ricordi della sua infanzia, Ravine trova la forza di affrontare la vita. Un romanzo intenso, che insegna a ricominciare.

Alessandra Appiano


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“Sempre libera” (Bao Publishing)

Tra i tanti modi per celebrare i 40 anni dalla scomparsa di Maria Callas, il 16 settembre del 1977, il più sorprendente è Sempre libera (Bao Publishing): una storia a fumetti sulla vita del mitico soprano. Scritta e disegnata da Lorenza Nattarella, racconta i successi, le passioni e i tormenti della Divina con leggerezza e ironia. Troverai l’amore vero con Aristotele Onassis e quello platonico con Pier Paolo Pasolini, la rivalità con Renata Tebaldi e l’incontro con Luchino Visconti, che fece della Callas un’icona.


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“Valeria senza veli” di Elìsabet Benavent

Ritroviamo le 4 amiche madrilene, coi loro amori e i loro sogni, nell’ultimo episodio della fortunata saga di Valeria, dove l’erotismo sottile si mischia a brillanti colpi di scena. È estate, la stagione degli incontri e dell’irrequietezza: Valeria si sente soffocare dal rapporto con Bruno. La corte del suo ex l’attira come un magnete, perché la passione si nutre di segreti. Un romanzo fresco, all’insegna della spensieratezza.

Alessandra Appiano


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“Mad – Nessun limite” di Cloé Espositor (tre 60)

Provate ad avere una sorella perfetta che ha avuto tutto dalla vita: un marito fascinoso, un bambino bellissimo, una condizione sociale prestigiosa. E provate a nascere con il cuore a destra, dalla parte sbagliata, senza averne azzeccata una. Sarebbe così strano uccidere la sorella per vendicarsi del destino? Una storia esplosiva che rimesta nel torbido dei legami familiari senza tabù e ipocrisie.

Alessandra Appiano


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“Boss Man” di Vi Keeland (Sperling & Kupfer)

Si incontrano nel bagno di un ristorante, dove Reese si è rifugiata per chiamare la sua migliore amica. Lui, attraente quanto indisponente, ascolta il resoconto della serata catastrofica ma, a sorpresa, arriverà al suo tavolo per liberarla dal petulante spasimante. Chi poteva immaginare di imbattersi ancora in quell’affascinante soggetto in una metropoli? E che fosse il suo capo? Un romanzo pieno di colpi di scena, proprio come l’amore.

Alessandra Appiano

Mondadori Comics
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“Bataclan – Terrore a Parigi”, di Anne Giudicelli e Luc Brahy (Mondadori Comics)

Il 13 novembre saranno due anni dai tragici attentati terroristici che colpirono Parigi. Che cosa successe davvero quella notte? Questo libro è un reportage a fumetti (dal taglio giornalistico), che ripercorre nei dettagli gli eventi sanguinosi che avvennero in Francia in quei giorni. Le tavole, realizzate dal disegnatore Luc Brahy, riproducono i retroscena, gli eventi e i protagonisti di quei terribili momenti.

Quali furono le motivazioni dei terroristi, il loro modus operandi e i legami che li univano allo Stato Islamico? “Bataclan – Terrore a Parigi“, proprio come un vero e proprio documentario, introduce nuovi punti di vista e informazioni inedite.