Se siete nati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta avete certamente assistito all’ascesa (e poi alla caduta nel decennio successivo) di Wanna Marchi e della figlia Stefania Nobile in quello che è stato uno dei casi mediatici più celebri della storia italiana. Una vera e propria truffa – chi non ricorda il sale che non si scioglieva nel bicchiere di acqua – passata attraverso le case di tutti gli italiani.

Wanna Marchi: una truffa vera

Oggi quella vicenda torna sul piccolo schermo. Il 21 Settembre arriva infatti su Netflix la docu-serie Wanna di Alessandro Garramone che, in quattro episodi e attraverso 22 testimonianze, 60 ore di interviste e immagini tratte da oltre 100 ore di materiali d’archivi,o cercherà di ricostruire gli eventi in modo preciso e accurato. Wanna racconta un caso che ha fatto scalpore attraverso le testimonianze di tutte le persone coinvolte, dalle dirette interessate alle vittime, passando per figure più significative dell’allora nascente mondo delle tv private e delle televendite. Insomma, una storia “affascinante” che si è districata tra le pieghe di realtà regionali fino ad allargarsi all’Italia intera.
Come ha fatto un’estetista a raggiungere tanto potere ce lo racconta proprio la docu-serie.

Wanna Marchi

Trama e anticipazioni della docu-serie Wanna

Lo stile aggressivo con cui Wanna Marchi si rivolge agli spettatori è il marchio di fabbrica degli show in cui proponeva creme dimagranti miracolose. Per tutti gli anni ’80 la sua immagine e i suoi prodotti impazzano, rendendola ricchissima (guardate il trailer per scoprire quanto guadagnavano lei e la figlia!) e famosa, insieme al suo unico e vero braccio destro, la figlia Stefania. Le due passano dal successo alla clamorosa caduta quando “l’impero Wanna Marchi”, perché è proprio di un impero che si trattava, si sgretola fino a lasciarle sul lastrico. Un disastro che scatena nelle due la voglia di riscatto.

Wanna Marchi vendeva bellezza e fortuna

Dopo avere venduto l’illusione della forma fisica perfetta, passano infatti a commercializzare l’unica cosa che nessuno aveva mai pensato di vendere: la fortuna. Creme dimagranti e antirughe lasciano così il posto ad amuleti e numeri benedetti venduti insieme al “Maestro di vita” Do Nascimento. Questa strepitosa macchina da soldi si sarebbe però poi rivelata essere una truffa clamorosa, realizzata grazie alla complice e insospettabile televisione.


1 di 5

2 di 5

3 di 5

4 di 5

5 di 5

La serie Wanna non difende le truffatrici

Fin dall’annuncio della docuserie Netflix, si è sollevato un polverone alla sola idea di dedicare un documentario a un personaggio come Wanna Marchi: il rischio che la sua figura tanto carismatica quanto controversa venisse presentata sotto una luce positiva era dietro l’angolo.

Indubbiamente il documentario “flirta” con questa idea ogni tanto, ma nel complesso riesce a evitarla: non c’è in alcun modo la volontà di supportare né tantomeno difendere quella donna, anzi, quelle donne, che dal nulla hanno dato vita a un impero.
Anche perché (questa una delle parti più interessanti del documentario) Wanna Marchi e Stefania Nobile non sono in alcun modo interessate a difendersi. Più volte la coppia ribadisce di non essere assolutamente pentita di ciò che ha fatto. E di essere pronta a ripetere tutto perché non solo non colpevole, ma perché «i coglioni vanno truffati».

D’accordo???