mestruazioni scarse

Mestruazioni scarse? Tutto quello che devi sapere

Avere mestruazioni scarse potrebbe sembrare una gran fortuna: a volte è davvero così, altre volte c'è altro dietro: vediamoci chiaro

Mestruazioni scarse o ipomenorrea

Ognuna di noi ha quell’amica che quando si chiacchiera tra donne tira fuori la sua grande fortuna: ha mestruazioni molto scarse, le basta un salvaslip, non ha mai problemi quando va al mare e non teme di macchiarsi i nuovi pantaloni bianchi che ha appena acquistato… Ma se questo dono divino che tanto invidiamo non fosse semplice fortuna? Approfondiamo!

Ogni donna è unica, così come lo sono le caratteristiche del ciclo mestruale di ognuna: ci sono donne con mestruazioni nella media, donne con un ciclo abbondante e lungo, altre invece hanno perdite scarse per un paio di giorni – e sì, sotto sotto le invidiamo tutte! Se sei tra queste, ti consigliamo di continuare a leggere: le mestruazioni scarse possono essere perfettamente normali e addirittura possono essere giustificate dalla genetica, ma a volte c’è altro alla base di questo fenomeno!

Cos’è l’ipomenorrea e quali sono i sintomi

Per ogni caratteristica del ciclo gli scienziati hanno ben pensato di creare un sostantivo dedicato, perciò se le tue mestruazioni sono molto scarse parliamo di ipomenorrea. In termini di quantità, l’ipomenorrea è caratterizzata da perdite inferiori a 20 ml durante tutta la durata delle mestruazioni: in genere infatti le perdite di sangue ammontano a circa 35 ml.

La quantità delle mestruazioni è proporzionale allo spessore raggiunto dall’endometrio prima dello sfaldamento mensile: questo è direttamente influenzato dal livello di estrogeni circolanti, perciò se l’ipomenorrea è legata ad un endometrio meno sviluppato è anche correlata a bassi livelli di estrogeni – parliamo quindi di condizione di ipoestrogenismo. Infatti, mestruazioni scarse possono presentarsi anche in condizioni particolari come, per esempio, gli estremi della vita fertile: al suo inizio, poco dopo il menarca, le mestruazioni possono essere irregolari e tendenzialmente scarse; al suo termine, nel periodo premenopausale, avviene la stessa cosa a causa di un processo ovulatorio irregolare che porta lo spessore endometriale a svilupparsi in maniera anomala.

Ovviamente, però, quando l’ipomenorrea è una condizione presente in maniera costante costituisce una vera e propria anomalia del flusso mestruale: l’ipomenorrea può essere fisiologica, ma le sue caratteristiche e soprattutto le sue cause dovrebbero sempre essere valutate da un ginecologo, soprattutto se presente in maniera costante. Perciò, se hai un ciclo molto scarso e non hai ancora effettuato una visita di controllo è il momento di prendere coraggio e prenotare! Nel frattempo continua a leggere e scopriamo insieme le cause di questo fenomeno.

ipomenorrea

Quali sono le cause dell’ipomenorrea?

Le mestruazioni scarse, come abbiamo visto, sono legate a bassi livelli di estrogeni: questo aspetto può avere alla radice diverse cause, partendo, per esempio, dagli effetti dei semplici contraccettivi fino ad arrivare a ragioni anatomiche, organiche o emozionali. Vediamo insieme in qualche semplice punto quali possono essere le principali cause dell’ipomenorrea:

  • Contraccezione: i contraccettivi a base ormonale possono causare una riduzione delle perdite mestruali. Pillole contraccettive, cerotti ormonali e dispositivi intrauterini medicati (IUD), per esempio, sono dispositivi ormonali contenenti estrogeni a bassi livelli: questa condizione indotta di ipoestrogenismo riduce, come abbiamo visto, la crescita endometriale – et voilà, per molte donne il flusso diminuisce notevolmente e questo effetto “collaterale” viene spesso apprezzato.
  • Squilibri ormonali: gli estrogeni non sono i soli a controllare il processo ovulatorio e il ciclo mestruale, perciò alterazioni dei livelli di ormoni come prolattina, ormoni androgeni, insulina (es. diabete) o anche degli ormoni tiroidei (es. ipo o ipertiroidismo) possono influire sul normale processo di proliferazione endometriale e, così, anche sulla quantità di flusso.
  • Utero di dimensioni ridotte: può essere una caratteristica presente dalla nascita oppure creatasi in seguito ad un’operazione chirurgica; una superficie endometriale minore porta, logicamente, a minori perdite. Raramente, però, l’ipomenorrea indica un’ipoplasia uterina.
  • Sindrome di Asherman: si tratta di una vera e propria patologia che comporta l’ostruzione della cavità uterina per via della formazione di plurime aderenze – formazioni similcicatriziali – che comportano ipomenorrea, con flusso sempre meno abbondante in correlazione all’estensione delle sinechie, fino all’amenorrea (mestruazioni assenti).
  • Formazioni uterine: la presenza di formazioni come miomi uterini, polipi o cisti può influire sulla quantità di flusso.
  • Quantità di grasso: la quantità di ciccetta presente nel nostro corpo – sì, anche le maniglie dell’amore! – è direttamente correlata al livello di estrogeni; adipe e ormoni sono strettamente legati e, per farla semplice, una quantità ridotta di tessuto adiposo – che, per esempio, può essere data anche da un’attività fisica eccessiva – può portare all’ipomenorrea che, in condizioni esterme, può arrivare fino all’amenorrea (come avviene per esempio nelle donne affette da anoressia).
  • Stress: gli ormoni dello stress, come il cortisolo o l’adrenalina, influiscono direttamente sui livelli di estrogeni e progesterone e, se presenti in quantità eccessive, possono causare diverse alterazioni che portano, tra le altre, anche all’ipomenorrea. In questo caso si parla di ipomenorrea secondaria e spesse volte lo stress psicofisico è correlato a traumi consistenti.

Per individuare le cause che scatenano questa condizione è possibile eseguire dei test oltre alla visita di controllo ginecologica: analisi del sangue, ecografie o anche la risonanza magnetica possono spesso dimostrarsi strumenti validi per individuare i fattori coinvolti nel fenomeno.

Conseguenze dell’ipomenorrea

L’ipomenorrea, di per sé, non ha conseguenze particolari: molte donne la vedono, come abbiamo ironizzato all’inizio, come una fortuna. Tuttavia, è possibile che l’ipomenorrea si leghi ad una maggior difficoltà nel concepimento: se l’endometrio è, in un certo senso, sottosviluppato l’embrione, una volta raggiunta la cavità uterina, potrebbe incontrare maggior difficoltà nell’impianto – ma, in ogni caso, il concepimento è totalmente possibile!

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