Sei cose che non sapevi sulle malattie sessualmente trasmissibili

L'esperto di malattie sessualmente trasmesse spiega come comportarsi per una serena vita sessuale

<p>Quando si parla di <b>malattie veneree</b>, chi è veramente a <b>rischio</b>? Sfatiamo il mito secondo il quale è necessario avere una quantità infinita di partner e rapporti occasionali non protetti per preoccuparsi della propria salute. Ne basta uno di rapporto senza precauzioni - e non è neanche detto che debba essere con uno sconosciuto - per farsi due domande e magari correre a fare delle analisi. Ipotizziamo che una sera ad una festa tra te e un tuo amico scocca la famosa <b>scintilla</b>, dunque parliamo di una persona che conosci e che, per quello che ne sai te, sta bene e non ha una <b>vita sessuale promiscua</b>. Sorvoli sull'uso del <b>preservativo</b> perché non ce lo avete, e poi di lui ti fidi. Ora ipotizziamo che effettivamente questo ragazzo sia una persona a posto, ma che un mese prima la stessa scintilla che è scoccata per te fosse scattata con un'altra ragazza, stesso problema con il preservativo, ed ecco che automaticamente siamo già indirettamente entrate in contatto con un'altra persona. Ora ipotizziamo che quest'altra persona non sia poi così ligia alle norme della<b> buona prevenzione</b> e che abbia avuto altri rapporti non protetti. Ecco che all'improvviso il bacino di persone e di <b>infezioni</b> con le quali potremmo essere entrati in contatto si allarga in maniera esponenziale.</p> Credits: Olycom

Quando si parla di malattie veneree, chi è veramente a rischio? Sfatiamo il mito secondo il quale è necessario avere una quantità infinita di partner e rapporti occasionali non protetti per preoccuparsi della propria salute. Ne basta uno di rapporto senza precauzioni - e non è neanche detto che debba essere con uno sconosciuto - per farsi due domande e magari correre a fare delle analisi. Ipotizziamo che una sera ad una festa tra te e un tuo amico scocca la famosa scintilla, dunque parliamo di una persona che conosci e che, per quello che ne sai te, sta bene e non ha una vita sessuale promiscua. Sorvoli sull'uso del preservativo perché non ce lo avete, e poi di lui ti fidi. Ora ipotizziamo che effettivamente questo ragazzo sia una persona a posto, ma che un mese prima la stessa scintilla che è scoccata per te fosse scattata con un'altra ragazza, stesso problema con il preservativo, ed ecco che automaticamente siamo già indirettamente entrate in contatto con un'altra persona. Ora ipotizziamo che quest'altra persona non sia poi così ligia alle norme della buona prevenzione e che abbia avuto altri rapporti non protetti. Ecco che all'improvviso il bacino di persone e di infezioni con le quali potremmo essere entrati in contatto si allarga in maniera esponenziale.

<p>In alcuni casi si, ad esempio “l'<b>infezione</b> più comune in Italia è quella da <b>HPV</b>, caratterizzata dalla presenza di <b>condilomi</b>, ovvero <b>verruche genitali</b> dall'aspetto decisamente poco gradevole. Generalmente non è la più grave delle infezioni ma esistono diversi ceppi di HPV e alcuni di questi possono causare il <b>cancro della cervice</b>”, spiega a Donnamoderna Giampiero Girolomoni, il <b>presidente della SiDeMast</b> (Società Italiana di dermatologia medica, chirurgia, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse). Tuttavia, le <b>malattie</b> più insidiose sono proprio quelle che non danno sintomi e non sono dunque riconoscibili a occhio nudo. La <b>Clamidia</b>, ad esempio, nel lungo periodo “può causare <b>infiammazioni croniche</b> dell'apparato genitale interno e delle tube e dar luogo a complicazioni importanti tra cui l'<b>infertilità</b>”, spiega Girolomoni. Tra le malattie sessualmente trasmesse (MST) nel nostro Paese ci sono anche <b>gonorrea</b>, la <b>sifilide</b>, l'<b>epatite b e c</b>, l'<b>hiv</b>, mentre sono più rari i casi di tricomonia, linfogranuloma venereo.</p> Credits: Olycom

In alcuni casi si, ad esempio “l'infezione più comune in Italia è quella da HPV, caratterizzata dalla presenza di condilomi, ovvero verruche genitali dall'aspetto decisamente poco gradevole. Generalmente non è la più grave delle infezioni ma esistono diversi ceppi di HPV e alcuni di questi possono causare il cancro della cervice”, spiega a Donnamoderna Giampiero Girolomoni, il presidente della SiDeMast (Società Italiana di dermatologia medica, chirurgia, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse). Tuttavia, le malattie più insidiose sono proprio quelle che non danno sintomi e non sono dunque riconoscibili a occhio nudo. La Clamidia, ad esempio, nel lungo periodo “può causare infiammazioni croniche dell'apparato genitale interno e delle tube e dar luogo a complicazioni importanti tra cui l'infertilità”, spiega Girolomoni. Tra le malattie sessualmente trasmesse (MST) nel nostro Paese ci sono anche gonorrea, la sifilide, l'epatite b e c, l'hiv, mentre sono più rari i casi di tricomonia, linfogranuloma venereo.

<p>Assolutamente si. “E' sufficiente il <b>contatto mucosa</b> su mucosa perché <b>virus</b> e/o <b>batteri</b> passino da una persona all'altra”, spiega il presidente SiDeMast. La trasmissione della malattia sessuale può dunque avvenire anche solo attraverso <b>petting</b> e sfregamenti, per questo motivo il <b>preservativo</b> andrebbe applicato molto prima dell'eiaculazione e della penetrazione, per tutto l'<b>atto sessuale</b>.</p> Credits: Corbis

Assolutamente si. “E' sufficiente il contatto mucosa su mucosa perché virus e/o batteri passino da una persona all'altra”, spiega il presidente SiDeMast. La trasmissione della malattia sessuale può dunque avvenire anche solo attraverso petting e sfregamenti, per questo motivo il preservativo andrebbe applicato molto prima dell'eiaculazione e della penetrazione, per tutto l'atto sessuale.

<p>Si, è l'unico vero metodo preventivo che esiste. “Oggi stiamo assistendo ad un calo della popolarità dei preservativi che invece vent'anni fa, con l'avvento di <b>HIV</b>, erano largamente utilizzati e avevano permesso di ridurre in maniera ponderale il <b>contagio</b> da <b>malattie veneree</b>”, afferma il presidente SiDeMast. Rispetto a 20 anni fa, in cambio, oggi un'alternativa al preservativo classico c'è, ovvero il <b>condom al femminile</b>, che “se correttamente applicato protegge dalle MST esattamente come quello maschile”, spiega Girolomoni. Unico consiglio, fare un po' di pratica su come si utilizza perché le prime volte può non essere semplicissimo. Un'altra novità che in un futuro potremmo vedere tra gli scaffali della farmacia è il <b>condom</b> che <b>cambia colore</b> se rileva la presenza di alcune <b>malattie sessualmente trasmissibili</b>. Il preservativo intelligente si chiama '<b>S.T.EYE'</b> ed è stato ideato da tre teenager inglesi della Isaac Newton Academy di Ilford nell’Essex (Uk). Entrando in contatto con determinati antigeni virali o batterici, il condom cambia colore: verde per la <b>Clamidia</b>, viola per il <b>Papillomavirus</b> (HPV), blu per la <b>Sifilide</b> e giallo per l’<b>Herpers virus</b>, tutti rigorosamente <b>fluorescenti</b> in modo tale da poter essere ben visibili anche al buio.</p> Credits: Olycom

Si, è l'unico vero metodo preventivo che esiste. “Oggi stiamo assistendo ad un calo della popolarità dei preservativi che invece vent'anni fa, con l'avvento di HIV, erano largamente utilizzati e avevano permesso di ridurre in maniera ponderale il contagio da malattie veneree”, afferma il presidente SiDeMast. Rispetto a 20 anni fa, in cambio, oggi un'alternativa al preservativo classico c'è, ovvero il condom al femminile, che “se correttamente applicato protegge dalle MST esattamente come quello maschile”, spiega Girolomoni. Unico consiglio, fare un po' di pratica su come si utilizza perché le prime volte può non essere semplicissimo. Un'altra novità che in un futuro potremmo vedere tra gli scaffali della farmacia è il condom che cambia colore se rileva la presenza di alcune malattie sessualmente trasmissibili. Il preservativo intelligente si chiama 'S.T.EYE' ed è stato ideato da tre teenager inglesi della Isaac Newton Academy di Ilford nell’Essex (Uk). Entrando in contatto con determinati antigeni virali o batterici, il condom cambia colore: verde per la Clamidia, viola per il Papillomavirus (HPV), blu per la Sifilide e giallo per l’Herpers virus, tutti rigorosamente fluorescenti in modo tale da poter essere ben visibili anche al buio.

<p>La prima cosa da fare è <b>sciacquarsi</b> subito con un po' d'<b>acqua</b>, può sembrare banale ma in realtà farlo subito dopo l'atto riduce di molto la possibilità di <b>contagio</b> perché “i <b>germi</b> responsabili di queste <b>malattie</b> sono molto sensibili all'ambiente esterno, nel quale non riescono a sopravvivere -  afferma Girolomoni - ovviamente non bisogna aspettare sei ore prima di lavarsi ma farlo immediatamente”. Seconda cosa, rivolgersi ad un <b>ginecologo</b> che possa intervenire e fare tutti i test del caso. Non bisogna dimenticarsi che il <b>pap test</b>, che andrebbe fatto di routine almeno una volta all'anno, individua la presenza di un'<b>infiammazione</b>, ma la <b>diagnosi</b> vera e propria va fatta con apposite indagini diverse per ogni malattia.</p> Credits: Corbis

La prima cosa da fare è sciacquarsi subito con un po' d'acqua, può sembrare banale ma in realtà farlo subito dopo l'atto riduce di molto la possibilità di contagio perché “i germi responsabili di queste malattie sono molto sensibili all'ambiente esterno, nel quale non riescono a sopravvivere -  afferma Girolomoni - ovviamente non bisogna aspettare sei ore prima di lavarsi ma farlo immediatamente”. Seconda cosa, rivolgersi ad un ginecologo che possa intervenire e fare tutti i test del caso. Non bisogna dimenticarsi che il pap test, che andrebbe fatto di routine almeno una volta all'anno, individua la presenza di un'infiammazione, ma la diagnosi vera e propria va fatta con apposite indagini diverse per ogni malattia.

<p>Assolutamente si, infatti “un terzo delle persone che hanno una <b>malattia sessualmente trasmissibile</b>, ne hanno anche un'altra - afferma Girolomoni - la vera <b>incidenza</b> delle MST è difficile da individuare perché ci sarebbe l'obbligo da parte degli specialisti di denunciare i casi, in realtà la denuncia di queste malattie è molto complessa quindi spesso non viene fatta”, conclude lo specialista.</p> Credits: Olycom

Assolutamente si, infatti “un terzo delle persone che hanno una malattia sessualmente trasmissibile, ne hanno anche un'altra - afferma Girolomoni - la vera incidenza delle MST è difficile da individuare perché ci sarebbe l'obbligo da parte degli specialisti di denunciare i casi, in realtà la denuncia di queste malattie è molto complessa quindi spesso non viene fatta”, conclude lo specialista.

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