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Come proteggere gli occhi in estate

Pensiamo a difendere la pelle dalle scottature ma non a proteggere gli occhi. Eppure d’estate anche la vista ha bisogno di tante attenzioni: il caldo disidrata l'occhio, peggio ancora se si usano le lenti a contatto si sta tanto al pc o smartphone

Un'équipe a tua disposizione per tutto agosto

Per tutto il mese di agosto hai un’équipe al tuo fianco pronta a rispondere ai tuoi dubbi sulla salute degli occhi. Sono gli specialisti della Clinica Oculistica dell’Università di Catania diretta dal professor Teresio Avitabile e rispondono alle lettrici il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17 al numero 3452410530 oppure via mail t.avitabile@unict.ita

Come stanno i tuoi occhi? Probabilmente in questi giorni di calura anche tu li senti sempre “asciutti” e arrossati. Già, perché anche loro in estate hanno bisogno di più attenzioni.

Con il caldo aumenta la secchezza degli occhi

Per esempio puoi chiedere all’oculista se durante il giorno puoi instillare un prodotto sostitutivo delle lacrime per combattere la secchezza oculare: ce ne sono di diversi formati, spray, monodose, tradizionale nel flaconcino. «Nei mesi estivi in pronto soccorso aumentano le patologie correlate alla disidratazione dei tessuti» spiega Teresio Avitabile, direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Catania e presidente della Siso, Società Italiana di Scienze Oftalmologiche. «Con le temperature più elevate infatti il corpo vitreo, che è formato per il 98% da acqua, tende a disidratarsi e a diventare più disomogeneo. Per questo, se per esempio si iniziano a vedere in un occhio miodesopsie, cioè le mosche volanti, e lampi, bisogna recarsi in pronto soccorso, per escludere una rottura della retina, l’evento che precede il distacco vero e proprio». Un problema che, per fortuna, non è la regola per tutte. Ma che deve essere un invito a stare più attente alla salute degli occhi nella quotidianità.

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Come combattere la disidratazione degli occhi


Professore, cominciamo dal caldo che ci sta opprimendo. Cosa dobbiamo fare per tenere lontano il rischio di disidratazione agli occhi?
«Con l’aumento delle temperature incrementa l’evaporazione dell’acqua contenuta nel film lacrimale, cioè lo strato di lacrima che riveste la superficie dell’occhio. Le buone regole sono limitare l’utilizzo delle lenti a contatto e ridurre le ore al tablet e al computer, perché entrambe queste abitudini possono peggiorare il problema. Se però si aggiungono altri sintomi come bruciore e la sensazione di sabbia negli occhi, oppure di un corpo estraneo che punge l’occhio, è bene rivolgersi all’oculista per una valutazione della superficie oculare. Lo specialista può prescrivere i cosiddetti sostituti lacrimali, colliri da instillare, che aiutano a lubrificare l’occhio, a proteggerlo dalla secchezza oculare e anche da un rischio più alto di infiammazioni e infezioni».

Non fare mai il bagno con le lenti a contatto

Abbiamo scoperto che non va bene nuotare con le lenti: ma se usiamo gli occhialini o la maschera?
«No, vanno evitate comunque e le spiego perché. Le lenti tendono ad assorbire come spugne qualsiasi liquido con cui vengono a contatto e questo è il motivo per cui poche gocce di acqua di mare possono aumentare il rischio di infezioni provocate dai microorganismi patogeni presenti nell’acqua. E poi la lente con la pressione dell’acqua si può deformare e le difficoltà nella rimozione possono causare lesioni alla cornea. Meglio allora acquistare occhialini e maschere subacquee dotati di lenti graduate».

Indossare sempre gli occhiali da sole, anche se nuvoloso

Quest’anno più che mai, la luce è intensa: quando dobbiamo indossare gli occhiali da sole?
«Indossiamoli sempre, anche in città, anche quando il cielo è coperto. Sono un vero investimento che facciamo per la salute dei nostri occhi. Sono fondamentali per proteggere la retina dai danni delle radiazioni ultraviolette, un rischio che vale per tutti, ancor di più per chi ha gli occhi chiari: tenga presente che il tessuto retinico è composto da cellule che, al contrario delle altre, non vengono sostituite una volta morte o danneggiate e quindi vanno protette con attenzione. Un buon paio di lenti da sole ci aiuta a evitare l’esposizione prolungata e non protetta ai raggi solari che, ci dicono gli studi, alla lunga può causare o accelerare patologie oculari come la cataratta e la maculopatia senile».

Come scegliere gli occhiali da sole

Suggerimenti per la scelta degli occhiali da sole?
«Innanzitutto, bisogna verificare che sulla montatura sia presente la marcatura Ce. Significa che gli occhiali da sole sono stati fabbricati con materiali sicuri come stabilito dai regolamenti europei e che la montatura non contiene sostanze tossiche per la pelle. Teniamo poi presente che non è il colore ma è il materiale di cui è costituita la lente a schermare dalle radiazioni ultraviolette. Per questo vanno controllate le indicazioni che sono allegate agli occhiali: le lenti devono garantire una protezione completa dai raggi UV, in linea con quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità».

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Come scegliere gli occhiali da sole per i bambini

Occhiali da sole anche per i bimbi?
«Assolutamente sì, con due attenzioni in più. Farli indossare prima di acquistarli: devono aderire bene al viso e non cadere sul naso, per questo se il bambino è molto piccolo, meglio il modello “tutto tondo”, cioè che si fissa alla nuca. Secondo consiglio: attente al colore delle lenti. Evitatele troppo scure: il bambino potrebbe avere la sensazione di vederci meno bene e cercare di toglierseli continuamente».

Interventi di cataratta: oggi anche sotto i 60 anni

Sempre più spesso, gli interventi per cataratta vengono eseguiti negli under 60. Ma la ragione non è un abbassamento dell’età in cui si manifesta il disturbo. «Sono cambiati i criteri con i quali si decide di operare» risponde il professor Avitabile. «Oggi il momento giusto, secondo le linee guida, è quando il paziente inizia a riscontrare una riduzione della capacità visiva che interferisce con le sue attività». Il cristallino naturale viene sostituito con uno artificiale, in anestesia topica, cioè con l’instillazione di collirio anestetico negli occhi, e l’intervento dura circa un quarto d’ora. Per una visione il più possibile naturale, oggi viene effettuato un calcolo preoperatorio molto preciso con formule dedicate a seconda della situazione del paziente, in modo da impiantare un cristallino su misura». In più, con l’intervento si può anche correggere il difetto visivo, compreso l’astigmatismo molto elevato. Esiste perfino la possibilità di impiantare lenti intraoculari multifocali per la visione da vicino e da lontano. «La valutazione però va fatta in base al proprio stile di vita perché la qualità della visione non è ottimale in condizioni di basso contrasto oppure di notte» consiglia il professore. Ultimo, ma non meno importante, oggi la sostituzione del cristallino si può eseguire in entrambi gli occhi anche a breve distanza uno dall’altro, cosa che in passato era più difficile.

Le regole per portare le lenti a contatto

1 Non riutilizzare il giorno dopo le lenti a contatto “one day”. Sono composte da un materiale a durata limitata. E se non le sostituisci, apri la porta a virus e batteri.
2 Non travasare la soluzione salina, perché così non è più sterile: se vuoi tenerne una confezione in borsa, acquista un formato mignon.
3 Non cercare di togliere le lenti a contatto se sono molto aderenti agli occhi. Irrorale con un collirio a base di lacrime artificiali e se ancora non si muovono vai in pronto soccorso.

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