Annalisa Monfreda

Generazioni a confronto. Uno “scontro” pieno di speranze

Con sei superospiti e una psicoterapeuta, venerdì 11 novembre a DMLab - con la partnership di BioNike - abbiamo cercato di mettere a fuoco punti di contatto e divergenze in famiglia, sul lavoro e in amore tra generazioni differenti

Da una parte  i Millennials, capitanati dal giovanissimo Jaser (19 anni), youtuber di successo che con i suoi video sdrammatizza i toni enfatici e autocelebrativi di certi rapper; Daniele Brogna (29 anni) che da blogger e youtuber (con due lauree nel cassetto) in cui gioca con i vizi e le manie del mondo del calcio è diventato Social Media Manager per la Colorado Film e, infine, la nostra collaboratrice Enrica Tesio. Trentenne separata con due figli, due gatti e un mutuo (come si definisce lei) ma soprattutto un concentrato di ironia e talento nel parlare di sentimenti (il suo libro La verità, vi spiego, sull'amore sarà  un film con Ambra Angiolini, Caterina Crescentini e Giuliana de Sio). 

Dall'altra parte del ring, invece,  un papà esperto (ha tre figli)  e avventuroso (è un biker che in sella alla sua moto ha attraversato l'Africa, mezza Europa e un po' di Russia): Roberto Parodi, giornalista e scrittore; una giornalista e scrittrice (Cenere di mandorlo è il suo ultimo romanzo), Manuela Stefani, mamma separata di tre figli ormai adulti e donna di grande fascino e il professore di demografia presso l'Università Cattolica di Milano, Alessandro Rosina. 

L'evento DmTalk "Chi è più giovane tra me e te? Generazioni a confronto" è stato organizzato con la partnership di BioNike.

Foto di Lorenzo De Simone/Mondadori Portfolio

1 di 7 - Roberto Parodi, Jaser
2 di 7 - Manuela Stefani, Silvi Calvi, Enrica Tesio
Lorenzo De Simone/Mondadori Portfolio
3 di 7 - Alessandro Rosina, Silvia Calvi, Daniele Brogna
4 di 7 - Lorella Coppo, Direttore Marketing BioNike
5 di 7 - Lorella Coppo, Direttore Marketing BioNike
6 di 7 - Annalisa Monfreda, Maria Beatrice Toro
7 di 7 - Manuela Stefani, Silvia Calvi, Enrica Tesio

Tra confessioni e frecciatine abbiamo così scoperto che:

1. Ai giovanissimi piace confrontarsi con i più grandi. «Se c'è qualcosa da imparare, ne riconosciamo il valore» ha detto Jaser, ciuffo ribelle, faccia pulita e una t-shirt omaggio a Harry Potter. Che poi ha stupito tutti perché, anche se non è un patito della lettura, se deve scegliere preferisce i libri di carta a quelli elettronici. Un vero rivoluzionario!

2. I ragazzi ridono dei grandi che si perdono tra chat e social. «In molte classi i ragazzi creano delle controchat per prendere in giro quelle ufficiali dei genitori» ha raccontato la psicoterapeuta Maria Beatrice Toro. «Messaggi come "buongiornissimo: caffèèèèèè?" di certe mamme fanno morire di vergogna i figli». I ragazzi, insomma, ci guardano. E si aspettano da noi un po' più di sobrietà!

3. Non è vero che i ragazzi rischiano di "perdersi nella rete". I più fessacchiotti, vedi punto 2, siamo soprattutto noi 40-50enni.

4. I cinquantenni dicono che i figli stanno sempre al cellulare e che in casa collaborano troppo poco (e solo su richiesta). Però sono più informati di noi alla loro età. E hanno un'anima green. Magari non apparecchiano la tavola, ma se non saranno prosciugate le risorse del pianeta, insomma, c'è da credere che sarà merito loro.

5. Una lamentela dei ragazzi? «Non è vero che siamo viziati come dite voi». La prova? Se il lavoro non c'è, o rischiano di essere tenuti in panchina, i millennials reagiscono. Possono partire (del resto, sono nati con la valigia) oppure inventarsi un mestiere (le start up sono soprattutto roba loro). Insomma, se i grandi non tarpano loro sogni e possibilità, possono tirare fuori coraggio e talento da vendere. E poi sanno fare gruppo. Molto meglio di noi.

6. Una critica dei matusa? «Siete incostanti, tendete a mollare facilmente alle prime difficoltà» ha dichiarato il professor Rosina. Generazione poliglotta e curiosa ma iperprotetta dalle famiglie e, quindi, sotto sotto, un po' fragile?

7. E in amore? «Non mi sembra che sia cambiato granché» esordisce Manuela Stefani. Perché, giovani e meno giovani, abbiamo tutti la stessa voglia di innamorarci. Il problema di oggi, forse, è riuscire a durare.

8. Ai trentenni piace tenere i rapporti con gli e le ex. E se proprio non si può, almeno ci si spia un po' su facebook. I social come una coperta di Linus?

9. «I social sono una tentazione perché amplificano la fantasia adolescenziale di credere che, fidanzato a parte, in giro ci sia ancora l'Uomo della Nostra Vita» ha detto Enrico Tesio. Ma, in genere, ci credono di più gli e le over 30.

10. Ognuno di noi, in famiglia e nella vita, è destinato a confrontarsi con le altre generazioni. L'importante è non averne paura. Né farsi divorare dall'invidia. «Ogni età ha le sue conquiste, ma bisogna avere uno sguardo allenato e aperto per rendersene conto. E per riuscire a collaborare, anziché competere, con chi ha un'altra età» ha commentato Maria Beatrice Toro a chiusura della serata. Bilancio: nessun ko, molte risate e qualche riflessione da portare con sé.

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