Anche d'inverno i fiori hanno sete 

Abbiamo protetto le radici e i tralci dal gelo. Ma, in questa stagione, oltre ai danni del freddo, le piante rischiano di morire di siccità. Ecco, allora, pianta per pianta, le regole da seguire su quanto e come bagnare

di Anna Maria Botticelli  - 10 Gennaio 2013
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Tag: fiori, piante, acqua

Per non rischiare di perdere le piante che rallegrano il balcone da primavera fino all’autunno inoltrato, è importante continuare a bagnarle. Con moderazione, perché il rischio che l’acqua geli c’è. E, soprattutto, nelle ore centrali della giornata, quando la temperatura è più mite. Per capire quanta acqua serve, occorre osservare i fiori, i frutti, le gemme e le foglie. O, in alternativa, basta seguire questi consigli.

Qui ci vuole 1 litro
È quanto serve alle piante in piena attività quando fa più freddo. Come la camelia che, in questa stagione, si avvicina al periodo di massima fioritura, e gli agrumi (dal limone al mandarino cinese) che sono carichi di frutti dorati. Se manca acqua, infatti, cadono i boccioli e i frutti avvizziscono. L’importante è bagnare, una volta alla settimana, in due o tre step, in modo da inumidire via via tutti gli strati di terriccio, fino ad arrivare a quello più profondo.

Qui basta 1/2 litro
È la dose minima, da dare ogni cinque giorni, per non disidratare le specie su cui sono già spuntate le gemme, che si apriranno in primavera. Come l’ortensia, l’acero e, tra i rampicanti, il
glicine. In questi casi ad avere sete sono le radici superficiali, appena protette da un sottile strato di terra che si asciuga velocemente. L’acqua, dunque, non va versata in un solo punto e di fretta, ma distribuita in modo uniforme, e a piccole dosi, su tutta la superficie.

Qui serve 1 tazza
Ci sono fiori che, d’inverno, sono in letargo. Come i tulipani e i narcisi che nascono dai bulbi piantati in autunno. Per ora i bulbi sanno cavarsela da soli e non avranno bisogno di acqua fino
alla comparsa delle foglie. Attenzione, però, alla disidratazione eccessiva. Se si nota che la terra si riduce di volume e quasi si stacca dalle pareti del vaso, vuole dire che c’è bisogno di acqua. Se manca, infatti, i fiori potrebbero non sbocciare.

E qui 1/2 bicchiere
Alle specie con tanti fiori, come il ciclamino, occorre mezzo bicchiere d’acqua un giorno sì e uno no. Stesso trattamento per le varietà con tante foglie piccole, come l’edera che ricade dalla cassetta. E per le piante mediterranee coltivate in piccoli vasi, dalla lavanda al rosmarino, capaci di reggere la siccità estiva ma non quella invernale. Per mantenere il turgore delle corolle ed evitare che i rami secchino e le foglie cadano, non bisogna temere il freddo: l’acqua, anche se poca, serve costantemente.

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