Diventa mediatore culturale 

Con il boom dell'immigrazione, cresce il bisogno di professionisti capaci di aiutare gli stranieri a integrarsi nel nostro Paese.
Quali sono i corsi da seguire e le possibilità per trovare un impiego

di Annalisa Piersigilli  - 19 Giugno 2008

Molti stranieri hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a integrarsi nel nostro Paese. Ecco perché sta crescendo la richiesta di una nuova figura professionale, il mediatore culturale. Che, come dice il nome, fa da ponte tra mondi diversi.

"Spiega agli immigrati come accedere ai servizi sociali, li assiste nel disbrigo di pratiche burocratiche, come iscrivere i figli a scuola, fare la carta d'identità" spiega Monica Luongo, docente del master in mediazione culturale dell'Università Roma Tre. "Suggerisce anche il modo più facile per risolvere un problema, nel rispetto della loro cultura. Per questo è fondamentale che conosca bene una lingua straniera e i costumi e gli usi dei popoli".

Qui impari

La via più veloce per diventare mediatore culturale è avere il diploma di scuola media superiore e seguire un corso di specializzazione organizzato dal Comune o dalla Provincia (quasi sempre gratuito). Ma per una preparazione più specifica, le strade da seguire sono altre. Cioè queste.

Prima ci si laurea in sociologia, lettere o scienze della comunicazione, poi si frequenta un master universitario in mediazione culturale. Il corso è annuale, a numero chiuso, e dà la possibilità di fare esperienza sul campo.

L'alternativa è frequentare un corso triennale di laurea in mediazione culturale e linguistica. Qui si studiano due lingue straniere e le materie giuridiche-economiche internazionali.

Qui trovi posto

Non esiste ancora un albo professionale nazionale dei mediatori culturali. Ma le possibilità di impiego sono comunque tante. Il primo sbocco è quello di lavorare nelle istituzioni pubbliche. Per esempio, nelle scuole per aiutare i bambini stranieri a inserirsi in classe.

Oppure negli uffici di collocamento, nei consultori, nei tribunali o negli ospedali, per assistere gli immigrati nel rapporto con la pubblica amministrazione. Ma si può trovare impiego anche nelle Ong per realizzare progetti internazionali.

Indipendentemente dal lavoro svolto, il mediatore culturale è nella maggior parte dei casi un freelance che viene assunto a progetto.

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