Le babysitter di oggi sono più preparate e meglio pagate: stando ai dati yoopies.it, il sito di annunci del settore, i compensi sono aumentati del 10% rispetto al 2016. Così cresce anche il numero di ragazze che sceglie questa strada non solo per arrotondare ma come professione. Le opportunità sono ancora più interessanti per chi decide di diventare tata convivente, cioè di occuparsi dei bambini giorno e notte.

«In Italia è un settore poco esplorato ma promettente perché la richiesta c’è e le candidante scarseggiano» spiega Giulia Garroni Parisi di Nanny&Bulter, agenzia internazionale di placement per tate e maggiordomi. «Andare a vivere con un’altra famiglia è una scelta di vita e non tutte le aspiranti babysitter sono disposte a farlo». Per questo i guadagni sono allettanti: da 1.500 per le junior a 4.000 euro per le esperte (oltre a vitto e alloggio).

Cosa fa una resident tata

Sono soprattutto i genitori benestanti a cercare una tata convivente. «Il motivo? A loro volta sono stati cresciuti da tate o sono imprenditori che girano il mondo e hanno bisogno di un punto di riferimento per i bambini» dice Garroni Parisi. «In Italia le più richieste sono le inglesi ma ci sono famiglie italiane in Russia, Emirati e Svizzera che chiedono tate per trasmettere ai figli la cultura del loro Paese». Queste figure non aiutano in casa, si occupano solo dei bambini: educazione, giochi, guardaroba e pasti.

Dove si forma una resident tata

Non esistono corsi specifici, devi costruire il tuo curriculum sul campo. «Le famiglie chiedono la laurea in scienze della formazione, il corso di pronto soccorso pediatrico e di puericultura, un ottimo inglese, la patente ed esperienze come babysitter o negli asili» dice l’esperta. «Fondamentali sono l’atteggiamento e il carattere: discrezione per non invadere la privacy della famiglia, autorevolezza per educare i bambini».

Come trova un impiego

Le famiglie facoltose si rivolgono alle agenzie per trovare la tata ideale. Oltre a nannybutler.it e nannytata.com, ti aiutano i siti di annunci come i-stella.com e lecicogne.net. In genere viene proposta una settimana di prova, poi, si firma un contratto che prevede almeno un giorno e mezzo libero.

LA STORIA: I CONSIGLI DI UNA VERA MARY POPPINS
Laura Bruno, 38enne di Padova, un diploma in dirigente di comunità, dopo esperienze negli asili nido è diventata tata convivente. «Il segreto è spiegare subito il proprio modello educativo e accertarsi che sia condiviso dalla famiglia. I genitori cercano una persona discreta, gentile, ma anche autorevole. Alle famiglie con cui ho lavorato è piaciuto il metodo Montesssori che io applico così come la mia fermezza nel non usare la tecnologia come intrattenimento. Coinvolgere i bambini in piccole faccende domestiche, di riciclo o artigianato che sviluppano capacità di organizzazione e manualità è un plus apprezzato».