Le 24 fobie che non conoscevi 

Dalla A alla Z le paure irrazionali più insolite e meno note ai più, ma realmente esistenti secondo i manuali di psichiatria

di Alessandra Montelli

La fobia è qualcosa di più grande della semplice paura: è una paura enormemente dilatata, che diventa esagerata al punto da invalidare chi ne soffre. È il caso per esempio degli agorafobici, che, soffrendo gli spazi aperti e la folla, temono di uscire di casa.

Le fobie nascono da meccanismi inconsci, a volte in seguito ad eventi traumatici che non sempre si ricordano; altre insorgono come sistema di difesa della mente per proteggersi da un pericolo.
Il fobico associa a ciò che teme più di tutto (ad esempio i serpenti) qualcosa di brutto, che non vuole rivivere. E così cerca di mettersi in salvo, mettendosi in allarme. Peccato però che i sintomi sono invalidanti: tachicardia, nausea, vertigini, tremori, paura di svenire, morire o perdere il controllo, panico e senso di costrizione al petto sono sintomi comuni nei fobici. È compito dello psicoanalista riconoscere l'origine della fobia e l'associazione mentale che il soggetto fobico fa con un determinato oggetto. Spetta allo psichiatra invece, prescrivere i farmaci più indicati per controllare i sintomi.

Comune è il tentativo di scansare in tutti i modi possibili oggetti e situazioni temute (ciò che gli esperti chiamano "evitamento fobico"). Un po' meno comune è la consapevolezza di essere fobici di qualcosa.

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