Il cane è goloso? Puoi educarlo così 

Cibo, acqua e bocconcini non gli mancano. Ma, quando la famiglia è a tavola, il cucciolo cerca in tutti i modi di ottenere qualcosa per sé. Una brutta abitudine che va corretta

di Anna Pugliese  - 05 Settembre 2012
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Tag: cibo, animali, cani

Perché un cane possa crescere sano, vivace e allegro, non basta volergli bene. Serve anche un’alimentazione equilibrata, adatta all’età e alla taglia e, soprattutto, diversa da quella umana. Fargli assaggiare quello che abbiamo nel piatto, infatti, è un errore. «L’apparato digerente del cane è differente dal nostro: ci sono cibi o condimenti che a noi fanno bene e che, invece, per il quattrozampe equivalgono a veleno» spiega Laura Ceccolini, educatrice cinofila. Non solo. «Ogni bocconcino che gli allunghiamo sotto il tavolo è un extra fuori pasto. Che il cane può anche gradire ma che, alla lunga, lo farebbe ingrassare, oltre a creargli aspettative e stress inutili ogni volta che ci mettiamo ai fornelli».

Ci vuole un gioco ad hoc
Quando la famiglia è a tavola il cane deve restare tranquillo nella sua cuccia. Si avvicina alla cucina o alla sala da pranzo? Va riaccompagnato al suo posto e premiato con un biscottino per cani. Se, invece, il cucciolo ha già preso l’abitudine di elemosinare i bocconcini golosi, bisogna rieducarlo al più presto. «Si comincia con l’allontanarlo dalla stanza in cui si mangia tutte le volte che la famiglia si mette a tavola» spiega Laura Ceccolini. «All’inizio non sarà facile ma, se lo si accompagna in un’altra zona della casa con parole tranquille e gentilezza, pian piano si adatterà a  questa nuova regola. Per tenerlo occupato, poi, lo si può lasciar  giocare con un kong, una palla in caucciù con un foro all’interno dove  nascondere le sue crocchette o dei pezzettini di mela». Così il  golosone potrà soddisfare in modo sano e adeguato la sua voglia di  stuzzichini. Ma non bisogna avere fretta: l’abitudine di “chiedere” il  cibo dei padroni può essere dura a morire, specie se radicata da tempo. In questo caso servono pazienza e costanza».

L'idea in più: un giretto al parco
Il cane fa i capricci e non vuole saperne di girare al largo dalla tavola apparecchiata? «Meglio portarlo a fare un giretto all’ora di pranzo» aggiunge l’esperta. «Bastano 10-15 minuti nel giardinetto sotto casa perché il quattrozampe non pensi più al cibo. Certo, questo comporta che, a turno, in famiglia ci si sacrifichi per uscire. Ma, così, il cucciolo si abituerà a stare lontano dai profumini della cucina e dalle tentazioni».

L'importante è non cedere
Per non ritrovarsi al punto di partenza, è fondamentale non fare eccezioni, neanche nelle occasioni speciali, come Natale. «Tutti i famigliari devono collaborare: basta cedere una volta, e il cucciolo tornerà alle vecchie abitudini» concludel'esperta.

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