Sara Morganti, la forza della passione

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Alle Paralimpiadi concorrerai per vincere una medaglia nel dressage. Sei una  donna di grande esempio per tante altre, soprattutto per quelle che si  trovano ad affrontare una  malattia così impegnativa. C’è qualcosa che vorresti dire alle donne che fronteggiano sfide così difficili nella vita di ogni giorno?

Se dovessi dare un consiglio sarebbe quello di andare giorno per giorno  ponendosi sempre un obiettivo futuro da raggiungere. Con una malattia come la mia a volte l'obiettivo non si raggiunge e in quel caso dobbiamo puntare a un altro obiettivo. Questa è la vita. Ci sarannno alti e bassi, ma se abbiamo un progetto e cerchiamo di costruirlo sempre concentrandosi su ciò che va bene alla fine si possono anche realizzare  dei sogni come quello che sto per realizzare io. Se qualcuno mi avesse detto al momento della diagnosi che avrei un giorno partecipato alle Paralimpiadi non ci avrei mai creduto e invece eccomi qua sulla strada per Londra.

La disciplina in cui gareggi prevede un partner, nel tuo caso  un cavallo, che compete assieme a te per vincere. Che rapporto c’è con  questo compagno di squadra decisamente speciale?

Il  rapporto che ho con la mia Royal Delight va ben al di là delle nostre  performance sportive. Tra noi si è creato un legame molto stretto.  Appena mi sente arrivare in scuderia mi chiama e già sono contenta. Mi   piace passare il tempo con lei e coccolarmela. Quando mi è possibile la   porto con mio marito a brucare l'erba. E poi si lavora. Le chiedo  molto, anzi moltissimo, ma quando monto cerca sempre di comprendere le  mie  richieste "speciali". Speciali perché le strategie con cui devo   ottenere una determinata risposta dal cavallo sono, a causa della mia  disabilità, differenti da quelle che mette in atto un cavaliere  normodotato. Grazie al feeling che ogni giorno è sempre più grande, la  cavalla trova sempre la strada per esaudire le mie richieste anche se  volte con un po' di pigrizia.

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L'intervista alla stella della squadra italiana di dressage paralimpico, che ha superato le difficoltà dovute alla sclerosi multipla con grande tenacia ed è pronta per partire per le Paralimpiadi di Londra 2012. Scopri cosa ci ha raccontato

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