I pollini vengono rilasciati dalle piante e trasportati grazie al vento e a forme di vita come gli insetti. A seconda del contesto geografico e del clima possono compiere un viaggio lungo molti chilometri percorrendo grandi distanze.

Nei soggetti allergici il polline può scatenare reazioni di ipersensibilità: questo avviene quando il sistema immunitario sviluppa una risposta infiammatoria localizzata.

Fra i sintomi più comuni delle allergie ai pollini, che dai dati sembra colpire circa il 20% della popolazione, troviamo difficoltà respiratorie, congestione nasale, occhi che pizzicano e lacrimano, sensazione di oppressione, gonfiore agli occhi e occhiaie, pressi al petto, diminuzione di gusto e olfatto.

Rispetto al comune raffreddore, la reazione allergica ha una durata maggiore, fra i dieci giorni e le due settimane.

Ecco le cose da sapere sul calendario dei pollini nel Nord, Sud e Centro Italia.

Graminacee

I pollini delle Graminacee, della famiglia nota come Poaceae o Gramineae, rappresentano la principale fonte di allergia in Italia: 30-40% per quanto riguarda l’Italia del Sud e le isole, mentre al centro colpisce con una percentuale fra 60 e 70%, fra il 70 e 85% per l’Italia del Nord.

La loro diffusione riguarda tutte le latitudini, perché si adattano facilmente agli ambienti umidi o nei boschi, così come nelle aree più desertiche e ricche di sabbia. Fra i molti luoghi in cui è presente nel mondo, è possibile osservare la sua presenza nel Mediterraneo, dove cresce spontaneamente lungo le coste.

È facile avvistare le tipiche infiorescenze, spighette, delle Graminacee durante la fine della primavera e all’inizio dell’estate. Nel Nord Italia, in particolare da fine aprile fino a settembre per tutta la bella stagione; nel centro Italia soprattutto nei mesi da aprile a luglio e poi a settembre, mentre nell’Italia del Sud dalla fine di marzo all’inizio di luglio, e per tutto il mese di settembre.

Asteracee composite

Se recenti studi sembrano aver confermato l’origine in Sud America, bisogna dire che le piante appartenenti alla famiglia delle Asteracee, Asteraceae, sono diffuse ovunque e in Europa, sul territorio italiano, troviamo circa 700 specie delle oltre 20mila che fanno parte di questa famiglia di spermatofite.

Fra le Asteracee troviamo anche piante commestibili e officinali, che trovano grande impiego, dalla cucina all’erboristica, come cicoria, cardo, carciofo, tarassaco, radicchio, lattuga, calendula, arnica e camomilla.

Nel Nord, Centro e Sud Italia è necessario fare attenzione alle Asteracee composite durante tutto il mese di agosto e nella prima metà di settembre; nel nord e al centro dalla seconda metà di luglio. Nel Nord Italia, inoltre, per tutto il mese di settembre e al sud il periodo può protrarsi fino alla prima metà di ottobre.

Parietaria

Dalla seconda metà di aprile fino alla fine di settembre è necessario tener presente l’allarme Parietaria per quanto riguarda l’Italia del nord, mentre al centro la diffusione dei pollini avviene nel periodo dalla seconda metà di marzo alla prima metà di ottobre. Dalla seconda metà del mese di gennaio fino all’inizio di luglio, poi per tutto l’autunno, durante i mesi di settembre, ottobre e novembre, per quanto riguarda l’Italia del Sud.

Conosce grande diffusione nel bacino del Mediterraneo. È possibile vedere esemplari del genere Parietaria officinalis per strada, fra le siepi o i muri a secco, lungo i bordi dei sentieri oppure nei boschi.

Betulacee

Diffuse nelle zone temperate fredde è possibile trovare esemplari dalla Pianura Padana all’Appennino Tosco-Emiliano: la famiglia delle Betulaceae anche sulle Alpi, fino a un’altitudine di 1700 m.

Febbraio e marzo sono i mesi cruciali per tutto il territorio italiano, fino all’inizio di aprile. Nell’Italia del Nord il calendario dei pollini legato alle allergie nei confronti delle Betulacee si estende anche al mese di aprile, mentre per il Sud Italia va considerato a partire dalla seconda metà di gennaio fino alla prima metà di maggio.

Cupressacee

Sono 17 i generi appartenenti alle Cupressacee, di cui il più numeroso è il Juniperus, che conta 50 specie. Il genere Cupressus, cipresso, fa parte delle Cupressaceae. Identificano piante molto resistenti, in grado di adattarsi a terreni diversi e resistere alla siccità.

Utilizzate per il legname, ma anche in cucina (per esempio, le bacche di ginepro), gli allergeni del cipresso possono indurre l’organismo a sviluppare asma allergico da cupressacee, accompagnato da arrossamento degli occhi e rinite allergica.

Il periodo di pollinazione anemofila nell’area mediterranea occupa il periodo relativo a febbraio, marzo e aprile; nel Centro e Sud Italia può interessare anche il mese di gennaio. Il periodo critico per l’asma allergico da cupressacee può estendersi anche all’autunno e interessare specialmente il periodo da ottobre a dicembre fino alla fine dell’inverno, aumentano le problematiche a livello respiratorio.

Oleacee

Per quanto riguarda la propagazione dei pollini in Italia del Nord, Centro e Sud è importante tener conto, principalmente, dei mesi di aprile, maggio e giugno; questo periodo critico può estendersi fino alla prima metà di luglio nell’Italia del sud.

La famiglia delle Oleacee, che deriva dal termine che si riferisce all’albero dell’olivo, in lingua latina, include 27 generi e in genere tende a svilupparsi nelle zone temperate caratterizzate da un clima caldo. L’ulivo trova grande diffusione nel bacino del Mediterraneo, dalla Toscana alle regioni come Sicilia, Puglia e Sardegna.

Platanacee

Famiglia molto antica, diffusa già nel periodo Cretaceo, il genere Platanus cresce spontaneo in Italia meridionale: in Europa viene coltivato per l’utilizzo del legname oltre che a scopo ornamentale.

All’interno del continente europeo è possibile osservare la presenza di questi alberi, di grande pregio e bellezza, all’interno di giardini, parchi e viali: sfruttati da secoli per decorare le strade nei contesti urbani e rurali, queste piante sopportano l’inquinamento e sono molto resistenti.

Il periodo critico per i pollini in Italia del Nord, Centro e Sud occupa i mesi di aprile e maggio; al sud in genera termine all’inizio di maggio.