Il ritocchino si fa sempre meno evidente e invasivo. Ma non è l’unica strada per rallentare i segni dell’età: c’è anche chi, come Melissa Satta, racconta di far ricorso all’ozonoterapia. La showgirl, in una intervista a F., ha infatti rivelato: «Da anni faccio ozonoterapia. Avevo cominciato a causa di un dito rotto e poi ho scoperto i benefici di questa terapia che è fortemente antinfiammatoria. Assumo vitamina D, creatina, aminoacidi». Ma non è l’unica vip a sfruttare i benefici dell’ozono in chiave anti-age: come lei anche Belèn Rodriguez e Martina Colombari, che è stata tra le prime a parlarne pubblicamente.

I vip e l’ozonoterapia

Tra le celebrities non è un mistero: per chi vuole restare giovane il più a lungo possibile, l’ozonoterapia è una delle tecniche più in voga. La ex Miss Italia aveva spiegato già tempo fa di farne uso per i suoi effetti anti-invecchiamento e per ridurre le tossine nel sangue, aggiungendo di ricorrere anche a flebo di vitamine per rinforzare il sistema immunitario. Poi anche Belèn Rodriguez ha confermato di utilizzare lo stesso tipo di trattamento, come Elena Santarelli e Chiara Ferragni, tra le altre. L’ultima in ordine di tempo a rilanciare la “cura” è ora Melissa Satta, che già tempo fa su Instagram aveva postato alcuni scatti mentre, su un lettino di un ambulatorio, spiegava come funziona l’ozonoterapia.

Come funziona l’ozonoterapia

«Dopo i viaggi, le mangiate e le bevute è arrivato il momento di fare un po’ di detox», raccontava ai followers. L’ozonoterapia, o ossigeno-ozonoterapia, di fatto ha un’azione antinfiammatoria, soprattutto in pazienti che soffrono di lombosciatalgia e patologie specifiche della colonna vertebrale. Nata per contrastare i sintomi delle malattie reumatologiche, consiste prevalentemente in infiltrazioni paravertebrali, per trattare ernie e discopatie lombari o intra-articolari in caso di artrosi e artriti, o ancora nei punti dolenti come per tendiniti e trigger point). Ma può avvenire anche tramite infusioni (o insufflazioni rettali).

Come agisce la terapia e perché è anti-aging

La miscela che viene somministrata è a base di ossigeno e ozono: proprio quest’ultimo ha proprietà antidolorifiche, anti-infiammatorie, ma anche antiossidanti e rigeneranti. È questo il motivo per cui in alcuni casi viene proposta contro dolori, ma anche per trattamenti anti-age. «L’ozono è un potente agente ossidante e l’ipotesi alla base di alcuni trattamenti è proprio che uno stimolo ossidativo controllato possa attivare risposte cellulari protettive e meccanismi di riparazione. Questo non significa, però, che somministrare ozono equivalga a ringiovanire la pelle», spiega Ilaria Proietti, dermatologa presso l’UOC di Dermatologia dell’Universitaria La Sapienza, di Roma.

Ozonoterapia e invecchiamento della pelle: cosa sappiamo davvero

«L’invecchiamento cutaneo comporta una progressiva perdita di collagene, elasticità e idratazione, accentuata dall’esposizione solare. Nonostante alcuni studi preliminari suggeriscano possibili benefici dell’ozonoterapia, mancano ancora evidenze scientifiche solide sulla sua efficacia anti-age – spiega Proietti – Come dermatologa, la considero un ambito di ricerca interessante, ma non un’alternativa ai trattamenti dermatologici consolidati. È fondamentale distinguere le promesse estetiche dai risultati scientificamente dimostrati».

Non è una tecnica moderna

A prescindere dagli usi più recenti in un’ottica di longevity, l’ozonoterapia era uno dei trattamenti impiegati fi dalla Prima Guerra Mondiale, per curare ferite e cancrene, grazie al potere anti-infettivo e batteriostatico, cioè di stabilizzazione dei batteri. «Le applicazioni dermatologiche più studiate dell’ozonoterapia riguardano il trattamento complementare delle ferite croniche e delle ulcere, grazie alle sue potenziali proprietà antimicrobiche e riparative. Sono state esplorate anche applicazioni nell’acne e nelle cicatrici, ma le evidenze scientifiche sono ancora insufficienti per raccomandarne l’uso routinario», sottolinea ancora la dermatologa.

Gli altri usi dell’ozonoterapia

Oggi l’utilizzo è stato esteso e prevede anche, appunto, il trattamento di condizioni di dolore cronico, come per la fibromialgia, artrosi (specie ad anca e ginocchio), le spondiloartriti e spondiloartrosi, e le artriti in generale, come supporto alle terapie convenzionali. Sono fondamentali, però, la prescrizione e il controllo medico, perché dosaggio e concentrazione vanno calibrati a seconda delle specifiche necessità del paziente, come ricorda anche Proietti: «L’ozonoterapia non è priva di rischi: l’inalazione è tossica, mentre le procedure sistemiche richiedono particolare cautela, soprattutto in presenza di favismo, gravidanza o specifiche patologie come tiroidite, anemia e epilessia».

Aumentano le flebo di vitamine

Come raccontato da Melissa Satta e, ancor prima, da Martina Colombari questa tecnica viene però sempre più spesso associata all’assunzione di vitamine. Setta ha spiegato di non farsi mancare la vitamina D, la creatina e gli amminoacidi. Altri vip non hanno nascosto di effettuare perioche flebo di vitamine, come per l’influencer Tommaso Zorzi. Trattamenti sui quali, al netto di qualche perplessità e alcune controindicazioni, pesano anche i costi: in base alle tipologie e ai nutrienti utilizzati, una seduta può costare tra i 100 e i 300 euro, arrivando anche a 500. Considerando pacchetti ripetuti, il prezzo può diventare ancora più proibitivo per i very normal people.

Pro e contro

Tra i benefici delle flebo di vitamine ricordati dai sostenitori ci sono una maggiore vitalità, grazie soprattutto alla vitamina B12, un rafforzamento del sistema immunitario (vitamina C), un recupero maggiore e più rapido dagli sforzi fisici e una pelle più luminosa, per l’azione di antiossidanti come il glutadione. Per quanto riguarda la sola pelle, invece, la dermatologa ricorda: «Per mantenere una pelle giovane e sana, la prevenzione è fondamentale: fotoprotezione quotidiana, skincare personalizzata e, quando necessario, trattamenti mirati come peeling, laser, filler a base di acido ialuronico e biostimolatori come acido polilattico o idrossiapatite di calcio».

Le nuove frontiere anti-age e i consigli tradizionali

«Un ruolo crescente è svolto anche dalla medicina rigenerativa, che mira a stimolare i naturali processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti, migliorando progressivamente la qualità cutanea. Anche un’alimentazione equilibrata, ricca di antiossidanti, vitamine e proteine, contribuisce alla salute della pelle. Attenzione, invece, alle flebo di vitamine: in assenza di carenze documentate, non esistono prove solide della loro efficacia anti-age. Il segreto è un approccio personalizzato che unisca prevenzione, stile di vita sano e trattamenti scientificamente validati», conclude Ilaria Proietti.