Diciamoci la verità, molto spesso l’idea di costringere il corpo in posizioni acrobatiche e allungamenti estremi, soprattutto superati i 50 anni, non solo non ci attira, ma rischia di danneggiarci anziché generare benessere. Il Vayus Flow nasce proprio per rispondere a questa esigenza di dolcezza ed efficacia, proponendosi come lo yoga ideale per una longevità felice che non si misura in anni, ma in qualità del movimento. Al centro di questo metodo ci sono i cinque vayus, le correnti energetiche che, secondo la tradizione yogica e dell’Ayurveda, regolano le funzioni vitali e psicologiche di ciascuno di noi.
Come funziona il Vayus Flow
Prendendo ispirazione da queste conoscenze millenarie, il Vayus Flow propone un percorso in cui ogni “corrente energetica” diventa l’occasione per esplorare l’individuo, a partire dallo studio dell’anatomia e delle funzioni fisiologiche correlate, seguendo il principio per cui il corpo è la manifestazione più densa dell’energia. Assecondare queste correnti interne invece di forzare una posizione permette di lavorare sui processi che governano l’organismo, dal respiro alla digestione. Così, un corpo che si muove sentendosi al sicuro alleggerisce il carico sul sistema nervoso, regalando una sferzata di vitalità. Questo approccio innovativo è frutto di anni di ricerca di Enzo Ventimiglia, stimato coach internazionale con un background che unisce lo yoga, il pilates, le arti marziali e il Franklin Method. Con il Vayus Flow Ventimiglia porta in Italia il primo approccio strutturato all’allenamento fasciale, ribaltando il vecchio paradigma dell’allungamento a tutti i costi.
Un metodo che mette al centro l’energia, unendo corpo e mente
In un mondo che ci costringe alla staticità per ore davanti a uno schermo, il corpo non ha bisogno di essere stirato fino al suo limite. Ha bisogno di sintonizzarsi con le sue correnti interiori. «Questo genere di yoga – ci dice Enzo Ventimiglia – aiuta chi lo pratica a sentire concretamente come fluisce l’energia. I movimenti sono multidimensionali e sono legati proprio all’energia del primo respiro. Attraverso il fluire del movimento si crea una connessione profonda con i vayus, le correnti energetiche, unendo corpo e mente. Lezione dopo lezione l’obiettivo è individuare i vari squilibri individuali e lavorarci in modo mirato, ripristinando la naturale intelligenza corporea. In quest’ottica le asana non sono traguardi da raggiungere, ma un mezzo prezioso per comprendere meglio come siamo fatti. Si tratta di una pratica fluida che, mentre sblocca l’energia, interviene anche in modo molto profondo sul funzionamento del nervo vago».
Il Vayus Flow mantiene la mobilità nel tempo
Se a occhi chiusi sollevate un braccio e sapete esattamente dove si trova nello spazio, il merito è della fascia. Questo tessuto connettivo, ricco di nervi e recettori, avvolge muscoli, organi e vasi sanguigni in una rete continua. La fascia è molto di più di un semplice involucro perché modula la tensione muscolare, distribuisce i carichi proteggendoci da eventuali traumi, e grazie all’altissima concentrazione di propricettori (i sensori di posizione e movimento) viene definita il “sesto senso” del nostro corpo. «Se questa rete è organizzata ed elastica, i muscoli scivolano bene tra loro, i carichi vengono assorbiti in modo efficiente e ogni movimento richiede meno sforzo. La fascia è la struttura che ci permette di abitare il corpo con intelligenza, a qualsiasi età» sottolinea Enzo Ventimiglia. Con il passare degli anni, e in modo ancora più evidente per le donne a causa del calo degli estrogeni in menopausa, il collagene nelle fasce si riduce. I tessuti diventano meno elastici ed emerge quella tipica rigidità mattutina, con mal di schiena e una minore capacità di recupero. Il Vayus Flow agisce proprio qui, stimolando la tridimensionalità della fascia attraverso movimenti circolari e a spirale, ma anche con tecniche di tocco e automassaggio che risvegliano la sensibilità dei tessuti. Muovere la fascia in modo multidimensionale anziché allungare un muscolo alla volta è ciò che mantiene la mobilità articolare negli anni.
La memoria del corpo
C’è un altro aspetto straordinario: la fascia ha una sua memoria. Accumula le tensioni emotive, le posture di protezione e i ricordi traumatici legati alla nostra storia personale. «Il corpo ricorda tutto quello che abbiamo vissuto» conclude Ventimiglia. «Muoversi con consapevolezza significa anche imparare a riconoscere e sciogliere quelle tensioni stratificate, costruendo un rapporto più autentico con noi stessi, a qualsiasi età».
Inoltre quando forziamo una posizione provando dolore, il sistema nervoso si attiva portando rigidità. Il Vayus Flow propone l’opposto, ovvero muoversi nel rispetto della propria fisiologia, stipulando una sorta di “patto di sicurezza” che, unito alla corretta attivazione del nervo vago, spegne la nostra risposta allo stress, migliorando tutte le funzioni vitali. Per ricominciare finalmente ad abitare il corpo con gioia, energia e senza sforzo.