Si chiama “amicizia orizzontale matura” e compare quando abbiamo imparato a stare di più da sole con noi stesse, a vivere il gruppo non come bisogno quotidiano. È pacata e paritaria, meno attenta alla data di nascita del legame. E tuttavia non ha nulla da invidiare a quelle giovanili: la spontaneità è una dote personale, non anagrafica. Ne parla Contro-filosofia dell’amicizia (Feltrinelli Urra), un bel saggio di Simonetta Tassinari, docente nei licei e counselor, che conferma come col tempo la rinascita delle donne vada spesso di pari passo con la tessitura di una rete fatta di nuove amiche, in un mix di supporto e leggerezza.

Amicizia da adulte: le storie

E tante storie lo testimoniano. «Nel mio romanzo parlo della Castidda: un castello al femminile, un’impresa portata avanti da donne capaci di emancipazione non solo economica, perché a un certo punto creano una rete che è possibilità di volo, sapendo che, in caso di caduta, mani amiche ti accoglieranno» racconta Tea Ranno, 59 anni, giurista e autrice di “Gioia mia(Mondadori). «Anche io ho realizzato la mia Castidda interiore. Nel 2009 ho avuto un gravissimo problema di salute e mi sono ritrovata accanto amiche che si sanno fare “corda che ti tira fuori da un pozzo”. Sono le sorelle per scelta.

Alcune di noi hanno visto il mondo, altre no; alcune si sono dedicate alla famiglia, altre hanno scelto una solitudine “a intermittenza”. Ci piace cucinare insieme, parlare di libri e film, raccontarci la vita. Quando avevo due figlie piccole e una quotidianità complicata, mi sono ritrovata accanto le mamme degli altri bambini e con loro è scattato il primo “mutuo soccorso”.

Tea Ranno, giurista e autrice del romanzo Gioia mia (Mondadori), dove parla di un castello al femmin

Tea Ranno, giurista e autrice del romanzo Gioia mia (Mondadori), dove parla di un castello al femminile

Amiche adulte: un’affinità di anima

Le amiche di adesso invece sono più vicinanza d’anima: resistono a incomprensioni e critiche perché prevale l’“amurusanza”, ovvero il bene. Non si tratta di tappare un buco affettivo: ho una famiglia stabile e bella, ma loro mi aiutano ad apprezzare i “francobolli di felicità”, i frammenti di gioia che, a ben guardare, anche la giornata più nera possiede».

Con gli occhi delle amiche il nero si dissolve, a volte te ne accorgi in viaggio. «Sono andata a piedi da Camaiore a Roma lungo la via Francigena percorrendo il cammino che fa Angela, la protagonista del mio romanzo: una 60enne solare che si ritrova in un matrimonio stagnante e parte per schiarirsi le idee sul proprio futuro» dice Olivia Crosio, milanese, 65 anni, traduttrice, autrice di “La mentalità della sardina” (Arkadia). «Ho superato le mie paure e riscoperto il bello del viaggiare leggera anche nella vita, lasciandosi dietro le persone che non ti fanno stare bene».

La parola alle donne che hanno riscoperto l’amicizia tardiva

«Quando si è sole, si fa amicizia più in fretta: si parla, ci si aiuta, si è tutte uguali. Con alcune di loro sono ancora in contatto. E pensare che da ragazza preferivo le amicizie maschili, le trovavo più rilassanti e divertenti. Poi c’è stato il matrimonio, i figli che mi hanno assorbita per una ventina d’anni, ed è stato bello. A un certo punto, però, ho iniziato a rivalutare le donne» continua Olivia Crosio.

«Molti uomini smettono di crescere e coltivarsi, mentre noi continuiamo per natura ad approfondire e studiare. Questo succede ad Angela nel romanzo: non vuole male al marito, ma se lui si accontenta di vivere sotto lo stesso tetto, lei no. Allora si chiede: devo lasciarlo? E i figli usciti di casa sono ancora figli o adulti con i quali avere un rapporto privilegiato? Ecco allora che ci vengono in soccorso le amicizie mature, quelle che sanno ascoltare senza rivalità. Con le mie condivido camminate ma soprattutto valori di vita, più che il carattere. Quando arriverà il “momento dell’assistenza” so che ci daremo una mano».

Olivia Crosio, in La mentalità della sardina (Arkadia) racconta il viaggio in solitaria di una donn

Olivia Crosio, in La mentalità della sardina (Arkadia) racconta il viaggio in solitaria di una donna

Legami con cui condividere passioni

Dalla condivisione di passioni all’amicizia il passo può essere facile, e anche casuale. Ne sa qualcosa Michela Bonicoli, 39 anni, insegnante di meditazione, mindfulness coach e counselor (Occhidigiraffa.com). «Due anni fa ho realizzato il mio sogno di aiutare gli altri a condurre una vita più felice partendo da se stessi e ho aperto Buddhas Revolution, una scuola online dedicata a mindfulness e meditazioni dove ci si incontra su Zoom e da ottobre anche in presenza a Parma. Mi seguono una settantina di donne che hanno dai 20 ai 70 anni» racconta. «Sono le mie “rivoluzionarie”.

Ognuna impara a esprimere le emozioni in uno spazio privo di giudizio e nel frattempo ascolta le altre. È sulla base di queste condivisioni che sono nati profondi legami di amicizia che chiamo “sorellanza”. Sì, ci definiamo una grande famiglia allargata in cui nessuna di noi si sente mai sola. Alcune si vedono ormai anche fuori dai corsi. In fondo, fin dall’antichità le donne si sono sempre riunite, penso alla Tenda Rossa delle donne di Giacobbe, ai cerchi delle sciamane, alle nostre nonne.

Oggi per colpa della fretta forse è più difficile, ma recuperare questo potere è la vera rivoluzione» aggiunge Michela, che si ispira alla lentezza e alla gentilezza della giraffa, dotata di un collo così lungo da vedere dove gli altri non vedono. «Quando si condividono occhi nuovi, nascono relazioni importanti che alla fine sono reti di salvezza».

Michela Bonicoli
Michela Bonicoli, insegnante di meditazione.

L’amicizia in età adulta è un arricchimento emotivo

A 30 anni si è amiche per necessità. Essere amica della mamma dell’amico di tuo figlio ti serve. Anche perché dove lo trovi il tempo per pensare a una condivisione che non sia “forzata”?

I figli però crescono, «tu riscopri il lusso di sceglierti le amiche e riprovi a essere te stessa» racconta Claudia de Lillo, 52 anni, madre di tre figli, giornalista che ha tenuto per oltre 10 anni una rubrica molto seguita da cui è ora nato il libro “Elasticamente parlando” (Tea). «Quando sei dentro la fase intensiva della maternità, non pensi che potresti tornare a essere quella cosa lì. A me è successo quando al corso di yoga ho conosciuto un’amica, single, che non avrei mai intercettato durante gli anni della maternità. Adesso ci si sceglie per affinità dell’anima. Non è un ripiego, ma un arricchimento pazzesco perché si hanno esperienze diverse».

…e una linfa per l’anima

Claudia de Lillo cita sua madre, 81 anni: «Ogni tanto se ne esce dicendo: “Sono andata dalla Giovannina!” Io le chiedo: “Ma chi è?”. E lei: “La mia nuova amica!”. La linfa che trai da nuovi rapporti è amore. Si dice che in genere arrivi da un nuovo partner, ma succede in qualche modo anche con una nuova amica. Ecco, io mi auguro una vecchiaia con gli amici, un po’ come nei film di Ozpetek. Una situazione allargata, un condominio, una famiglia che ti scegli».

Leonardo Cendamo
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– Claudia de Lillo

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– La copertina del nuovo libro di Claudia de Lillo