Elisa Macellari illustrazione per Donna Moderna

Un amore sbagliato mi ha messo in trappola

Dal 2015 la scrittrice Chiara Gamberale ha una rubrica su Donna Moderna dove si confronta con le lettrici sui problemi di coppia, sesso e relazioni affettive

Ogni settimana pubblichiamo le risposte di Chiara Gamberale alle domande delle lettrici, sia online che sulla carta. Per scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Cara Chiara,
sono Elena, 57 anni, mamma di S., una 18enne bella come un fiore selvatico e altrettanto selvatica nel carattere e nell’animo. 4 anni fa io e S. ci siamo viste rubare, da una malattia lenta e crudele, un papà e un marito presente e premuroso. Anni difficilissimi, poi un grande vuoto. Tuttavia, mi sono rimboccata le maniche e ho accompagnato S. come meglio ho potuto, facendole da padre e da madre, affrontando le difficoltà e le bufere di un’adolescenza già impegnativa di suo. In tutto questo, mi sono dimenticata di esistere. Poi, ho incontrato un uomo a cui mi sono affezionata e che, pur concedendomi poche briciole della sua vita complicata, mi ha dato l’illusione di poter avere ancora qualcuno da amare e da cui, magari, essere amata. Io di questo uomo sono innamorata, lui mi è affezionato. Il nostro rapporto non equilibrato mi crea inquietudine e sofferenza. Viviamo lontani, ci vediamo poco, io sempre con il telefono in mano, in attesa. Tanto coraggiosa nell’affrontare una tragedia, quanto fragile e vulnerabile nel rapporto affettivo. Come si può accettare di vivere di briciole, per paura della solitudine? Dove è finita la forza che ho dimostrato di possedere anni fa? Chiara, durante la presentazione de L’isola dell’abbandono mi hai scritto una dedica: Elena, fuori dal labirinto! Ogni tanto apro il libro, e mi soffermo sulle tue parole.
Elena

Mia cara Elena,
che fatica orientarsi in quel labirinto e uscirne sani e salvi… La tua fragilità arriva da quegli anni neri che ti hanno costretta a stare in guardia, sempre pronta, per tua figlia. Si diventa fragili quando si toglie l’armatura, quando si resta scoperti, esposti. Una persona di cui mi fido mi ha insegnato a chiamare amori briciola quelli che ci fanno l’elemosina del loro tempo, e che noi ci facciamo bastare perché li pensiamo indispensabili. Ma non sono indispensabili, sono tossici. Tu sai che cosa vuol dire avere davvero qualcuno accanto, e sai anche che solo chi c’è stato davvero ci può mancare. Dunque, Elena, metti via quel telefono, e continua a camminare, a cercare l’uscita. Sarà lei, a un certo punto, a venirti incontro. Perché se c’è una cosa, una soltanto che ho capito dell’amore è che non ci dà quello che meritiamo. Ci dà quello che siamo convinti di meritare.

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Disegno di Elisa Macellari

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