Come affrontare malattia coniuge

Gli eventi traumatici della vita, come i lutti, le malattie, la perdita del lavoro, le separazioni, gli improvvisi trasferimenti, anche se certamente terribili, inaccettabili e imprevedibili, fanno parte del ciclo di vita di ogni persona e costringono perciò ciascuno di noi a rivedere i propri equilibri, le proprie sane ed insane abitudini e spesso a rimettere in discussione i rapporti più significativi dal punto di vista affettivo.

Come affrontare il lutto di un genitore dopo la separazione
 

Si tratta di periodi di crisi (crisi dal greco antico crusis = cambiamento, passaggio, transizione) che possono comportare momenti molto difficili da affrontare, fasi depressive, destabilizzanti, causa di ansia e disorientamento…insomma prove in cui la vita ci mette alla prova volenti o nolenti. La rete sociale in questi casi rappresenta un’ancora di salvezza preziosa e poter contare su qualcuno che sia disponibile ad ascoltare e a supportare concretamente è vitale per chi in quei momenti si sente perso e disperato.

Chi può contare su di un partner, un familiare, un amico, un professionista umanamente valido, ha il 60% in più di probabilità di sviluppare resilienza, ossia quella dote che permette di reagire di fronte alle situazioni oggettivamente stressanti, che apparentemente possono apparire senza alcuna soluzione e non lasciarsi andare alla più profonda disperazione, sviluppando gravi stati di ansia o depressione.

E’ quindi ormai scientificamente provata l’importanza delle relazioni affettive in questi casi, nel giocare un ruolo essenziale dal punto di vista psicologico e salutare. Ciò avviene soprattutto attraverso la libera esternazione delle proprie paure, la possibilità di parlare delle proprie ansie sul futuro, attraverso la comunicazione empatica e la condivisione intima con l’altro, come la possibilità di chiedere aiuto a chi si considera essere capace di darlo o offrirlo con disponibilità e affetto.

Quando un uomo o una donna scopre di essere malato (pensiamo ad un tumore o a qualsiasi altra malattia dagli esiti incerti e dalle prognosi poco chiare), la prima reazione è l’incredulità e in seguito la disperazione. Le reazioni possono variare asseconda della personalità e dell’umore che la persona presenta, ma comunque si susseguiranno diversi vissuti, che porteranno a sbalzi di umore, disorientamento, insicurezza, angoscia, tristezza e paura riguardo al futuro.

In questi casi perciò sentire che il proprio partner c’è e ci sarà comunque, che si dimostrerà tendenzialmente disponibile a supportare affettivamente e praticamente l’altro nei momenti più difficili, vuol dire poter velocemente uscire dal vissuto di disperazione che accompagna chi scopre di soffrire di una malattia difficilmente curabile o addirittura incurabile.

Se ciò al contrario non dovesse avvenire, la relazione stessa potrà essere messa in discussione, poiché non reggerà allo stress e alla pressione psicologica che inevitabilmente si riverserà su entrambi. Potrà essere seriamente compromessa, fino ad esaurirsi, poiché percepita non più come fonte di sicurezza e stabilità. Uno dei coniugi potrebbe persino ammettere di non essere all’altezza della situazione e di non reggere alla rabbia, alla disperazione o alle ansie di chi vive la condizione di malato, decidendo di interrompere la relazione e scegliendo la separazione. Potrà altresì accadere che chi vive la malattia scelga di viverla in isolamento, considerando il partner inadeguato, o pensando così di proteggerlo da troppa sofferenza.

Alcune relazioni al contrario potranno però anche semplicemente resistere, ma cambiando con il tempo i  connotati interni, nel bene o nel male.  A volte alcune relazioni devono maturare, essere messe alla prova da questi eventi, perché possano diventare più solide, o meno illusorie e meno idealizzate, bensì più consapevoli agli occhi dei rispettivi partners ed in questi casi potranno forse perdere un po’ di leggerezza, ma diventare altresì più stabili e più vere, invecchiando bene come il vino…Saranno queste le relazioni che potranno durare tutta la vita, affrontando diversi momenti stressanti e quindi restare in piedi nonostante le avversità che la vita ci riserva e restare uniti “finchè morte non ci separi”, come direbbe chi si è sposato, credendoci davvero.