Il lavoro pubblico torna al centro dell’attualità. L’Agenzia delle Entrate ha infatti programmato migliaia di nuove assunzioni nel triennio 2026-2028, con una parte consistente degli ingressi già concentrata nel 2026.
Il piano risponde a due esigenze precise: da un lato il ricambio generazionale legato ai pensionamenti, dall’altro il rafforzamento degli uffici, centrali e territoriali, chiamati a gestire funzioni sempre più complesse.
Per chi è interessato a un impiego stabile nella Pubblica amministrazione, capire quando usciranno i bandi, quali profili sono richiesti e come presentare la domanda diventa quindi fondamentale.
Assunzioni Agenzia delle Entrate 2026: quanti posti sono previsti e in che tempi
Secondo la programmazione ufficiale, nel prossimo triennio l’Agenzia delle Entrate prevede oltre 3.200 nuove assunzioni. Il dato più rilevante riguarda proprio il 2026, anno in cui dovrebbe concentrarsi più della metà degli ingressi, con circa 1.700 nuovi posti. Le restanti assunzioni saranno distribuite tra il 2027 e il 2028.
Parallelamente, il Piano dei fabbisogni del personale segnala anche migliaia di posti ancora vacanti, sia tra il personale non dirigenziale sia nelle posizioni di coordinamento. Un quadro che spiega perché i concorsi e le procedure di reclutamento restino una priorità per l’amministrazione finanziaria.
Quali profili cerca l’Agenzia delle Entrate
La quota più consistente delle assunzioni riguarda i funzionari, in particolare nell’area giuridico-tributaria. Si tratta di figure destinate alle attività di accertamento, controllo fiscale e gestione dei rapporti con i contribuenti.
Accanto ai funzionari, sono previste assunzioni di:
- assistenti, con compiti amministrativi e di supporto operativo;
- profili tecnici e informatici, legati alla digitalizzazione dei servizi;
- un numero limitato di dirigenti di seconda fascia, necessari per il coordinamento degli uffici;
- posti riservati alle categorie protette.
Una parte delle posizioni potrà essere coperta anche tramite scorrimento di graduatorie già esistenti o attraverso procedure di mobilità da altre amministrazioni.
Chi può partecipare ai concorsi e con quali requisiti
I requisiti di accesso cambiano in base al profilo per cui ci si candida.
Per i funzionari è richiesto il possesso di una laurea, generalmente in discipline giuridiche, economiche o affini. Per gli assistenti, invece, è sufficiente il diploma di scuola secondaria di secondo grado.
I bandi per le posizioni dirigenziali prevedono titoli di studio più elevati e requisiti professionali specifici. Restano comunque validi i requisiti generali per l’accesso al pubblico impiego, come:
- cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea;
- idoneità fisica all’impiego;
- godimento dei diritti civili e politici.
I dettagli definitivi saranno indicati nei singoli bandi, compresi eventuali titoli preferenziali.
Quando escono i bandi e come presentare la domanda
Le procedure concorsuali saranno avviate progressivamente a partire dal 2026. Non tutte le selezioni sono ancora calendarizzate nel dettaglio, ma i bandi verranno pubblicati secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
La domanda di partecipazione dovrà essere presentata esclusivamente online, attraverso le piattaforme dedicate ai concorsi pubblici. Nei bandi saranno indicati:
- le prove d’esame previste;
- le modalità di candidatura;
- le scadenze da rispettare.
Per chi è interessato, diventa quindi importante monitorare con attenzione le comunicazioni ufficiali, così da non perdere l’uscita dei bandi e i termini per l’iscrizione.