Il desiderio di viaggiare resta forte anche in un periodo in cui molte persone devono fare i conti con spese più alte e budget più limitati. Rinunciare alle partenze, però, non sembra essere un’opzione. Al contrario, sempre più italiani stanno ripensando il modo di organizzare i propri viaggi. È in questo contesto che emerge il Flexploring, una nuova tendenza che combina il desiderio di esplorare con una grande capacità di adattamento.

Il viaggio non è più una sequenza rigida di tappe prestabilite, ma un percorso che può cambiare lungo la strada, seguendo opportunità, offerte o semplicemente nuove idee nate durante il tragitto.

Cos’è il Flexploring e perché sta cambiando il modo di viaggiare

Il termine Flexploring nasce dall’unione di due concetti chiave: flessibilità ed esplorazione. Descrive un approccio al viaggio più dinamico, in cui la libertà di modificare i piani diventa parte integrante dell’esperienza.

Secondo una ricerca realizzata da Ipsos Doxa per Trainline, nel 2026 quasi la metà degli italiani dichiara di voler viaggiare più dell’anno precedente. Allo stesso tempo cresce la consapevolezza che, per farlo, è necessario pianificare con maggiore attenzione. Il 70% degli italiani indica, infatti, il budget come fattore decisivo nella scelta delle proprie vacanze.

Questo scenario ha dato origine a un cambiamento di mentalità. Il viaggio non viene più pensato come un itinerario immutabile, ma come un’esperienza che può adattarsi alle circostanze. Si parte con un’idea, ma si resta aperti alla possibilità di cambiare programma, aggiungere una tappa o modificare i tempi.

Come stanno cambiando le abitudini di viaggio degli italiani

Il Flexploring si traduce in comportamenti concreti. Sempre più viaggiatori sono disposti a modificare i propri piani anche durante il viaggio. Secondo la ricerca, il 63% degli italiani cambia itinerario o programma mentre è già in movimento.

Un altro elemento che emerge con forza è la crescente attenzione alla bassa stagione. Il 78% degli italiani afferma che sceglierebbe di viaggiare in periodi meno affollati se ne avesse la possibilità. Questo permette spesso di trovare prezzi più convenienti e di vivere le destinazioni con maggiore tranquillità.

Il risultato è un modo di viaggiare più strategico. Chi parte cerca di ottimizzare ogni aspetto dell’esperienza, trovando il giusto equilibrio tra budget, libertà e desiderio di scoperta.

Perché il treno è il mezzo preferito dai Flexplorer

In questo nuovo scenario il treno emerge come uno dei mezzi più adatti a sostenere il Flexploring. Quasi la metà degli italiani, il 46%, lo considera la soluzione preferita per i propri spostamenti. Tra i più giovani della Gen Z la percentuale sale al 51%.

Le ragioni sono legate soprattutto alla comodità e alla praticità. Il 47% dei viaggiatori apprezza la possibilità di muoversi senza dover guidare, mentre il 35% considera un grande vantaggio l’arrivo diretto nei centri urbani. Questo permette di iniziare a esplorare una città fin dal momento in cui si scende dal treno.

La possibilità di scegliere tra diverse tipologie di collegamento, dall’alta velocità, come la nuova tratta dall’Italia a Vienna, ai treni regionali, contribuisce inoltre a rendere il viaggio più flessibile. In questo modo i viaggiatori possono decidere di fermarsi più a lungo in una destinazione oppure cambiare programma con maggiore facilità.

Viaggiare con più libertà e spendendo meno

Il Flexploring non è solo una risposta alle difficoltà economiche. Rappresenta anche un modo più contemporaneo di vivere il viaggio, così come ad esempio lo slow-mo travel o il Souljourn. Sempre più persone preferiscono lasciare spazio all’imprevisto e alle opportunità che possono nascere lungo il percorso.

Questa libertà permette di trasformare ogni spostamento in un’esperienza più personale. Si può scegliere l’alta velocità per un fine settimana in una grande città europea, un treno regionale per scoprire località meno conosciute oppure combinare diversi mezzi di trasporto per costruire un itinerario su misura.

Il viaggio, in questo senso, diventa meno rigido e più creativo. Non conta soltanto la destinazione finale, ma il modo in cui si arriva e le scelte che si fanno lungo la strada.