Ogni anno Fodor’s Travel pubblica la sua “No List”, un elenco di località splendide ma sovraccariche, dove l’afflusso eccessivo di visitatori sta mettendo in difficoltà territori fragili e comunità locali. Nel 2025 e nel 2026 a finire sotto i riflettori sono mete molto amate (dall’Agrigentino alle Isole Vergini Britanniche, dal Kerala all’Antartide) che iniziano a mostrare i segni di un turismo non più sostenibile. La black list delle mete turistiche insostenibili non punta a “demonizzare” i viaggi, ma a invitare a scelte più consapevoli, mostrando come perfino luoghi remote o strutturati possano essere messi in crisi da un’attenzione eccessiva.

Agrigento, Sicilia: la Capitale della Cultura minacciata dalla crisi idrica

Tra le mete più fragili del 2025 figura Agrigento, che proprio nell’anno in cui è stata Capitale italiana della cultura ha dovuto fare i conti con una gravissima crisi idrica. La combinazione tra siccità, infrastrutture insufficienti e aumento dei visitatori rischia di mettere sotto pressione la Valle dei Templi e il centro cittadino.

La carenza d’acqua ha già provocato chiusure di attività e forti disagi per residenti e strutture ricettive, al punto che il Cartello Sociale di Agrigento parla di una situazione “insostenibile”. Il timore è che il turismo in crescita possa accentuare un’emergenza che tocca famiglie e imprese.

Isole Vergini Britanniche: boom crocieristico e barriere coralline a rischio

Le Isole Vergini Britanniche registrano numeri record: nella sola prima metà del 2024 sono arrivati oltre 683.000 visitatori, di cui il 72% passeggeri di navi da crociera. Una crescita rapida, trainata dal post-pandemia, che però non porta un beneficio economico equivalente ai flussi degli ospiti dei resort, tradizionalmente più redditizi per l’economia locale.

Allo stesso tempo, l’aumento del traffico marittimo e gli effetti del cambiamento climatico mettono ulteriormente in pericolo le barriere coralline, risorsa naturale essenziale per l’ecosistema e l’identità dell’arcipelago.

Kerala, India: frane e sovraffollamento in uno dei paradisi tropicali del Paese

Il Kerala, spesso chiamato “il Paese di Dio”, vive una fase di grande popolarità: oltre 21,8 milioni di turisti indiani e più di 649.000 visitatori internazionali hanno raggiunto la regione nel 2023. Tuttavia, la debolezza dei controlli sul territorio e un’espansione turistica poco regolamentata hanno avuto conseguenze drammatiche.

Nel 2024 frane devastanti hanno colpito vari villaggi, causando centinaia di vittime. Il dato più allarmante: quasi il 60% delle frane verificatesi in India tra il 2015 e il 2022 è avvenuto proprio qui. Un segnale chiaro della fragilità del territorio, che rischia di aggravarsi con l’aumento di visitatori.

Le nuove mete “no” del 2026: dall’Antartide a Montmartre

Guardando al 2026, Fodor’s Travel avverte che altre destinazioni stanno raggiungendo una soglia critica. Nonostante il suo aspetto remoto, l’Antartide rischia di vedere raddoppiare i flussi turistici entro il 2033: un ritmo che gli scienziati definiscono insostenibile per un ecosistema estremamente delicato.

Le Isole Canarie, invece, vivono da mesi proteste contro la pressione del turismo di massa, mentre il governo ha introdotto una eco-tax per proteggere Tenerife.

Anche città come Città del Messico e il quartiere parigino di Montmartre affrontano problemi legati alla gentrificazione, agli affitti brevi e alla “commodificazione” della vita quotidiana. Tra le altre mete in difficoltà figurano la Jungfrau Region in Svizzera, Mombasa e Isola Sacra.

Verso un turismo più responsabile

La black list di Fodor’s non punta a far desistere dai viaggi, ma a promuovere una riflessione: come si può continuare a esplorare il mondo senza danneggiarlo? Scegliere periodi meno affollati, privilegiare soggiorni più lunghi, rispettare norme ambientali e sostenere l’economia locale sono alcune delle azioni che possono fare la differenza.

In un momento storico in cui anche luoghi simbolo di natura incontaminata o patrimonio culturale vacillano sotto il peso del turismo, la responsabilità individuale diventa parte fondamentale del viaggio.