Quando da bambino Lorenzo Mirandola, oggi ingegnere ambientale, scorge in un libro un’immagine delle luci che danzano nella notte, nel suo cuore scocca una scintilla. «Mi sembrava impossibile che il cielo potesse muoversi così» ricorda e racconta di come tanti anni dopo, trasferitosi in Lapponia, sia diventato un aurora hunter, cioè un cacciatore di aurore boreali (soltanto nell’ultima stagione ne ha viste più di 210 e su Instagram ne parla ai suoi 600 mila follower).

«Il momento più emozionante è quando il cielo si apre e in pochi minuti diventa vivo: colonne di luce, viola intensi, movimenti rapidissimi. Tutti restano in silenzio: l’aurora lascia davvero senza fiato né parole». Ma per uno spettacolo come questo non ci sono biglietti in vendita, bisogna guadagnarselo. «Il consiglio più importante è quello che molti non vogliono sentire: serve tempo. Chi prenota una sola notte sta comprando una possibilità, non un’esperienza» dice Lorenzo. «Il secondo suggerimento è muoversi, macinare chilometri. E poi una dritta meno romantica, ma decisiva: scegliete operatori che ragionino in modo meteorologico, non turistico. Ai tour in bus con 50 persone preferite persone di esperienza. Le app possono essere utili, ma non ti dicono se il cielo è coperto, se sta arrivando neve, se il vento cambierà direzione».
Aurore boreali in Europa: le fake news
E poi c’è una fake news da smontare: l’aurora non è per forza verde e luminosa, a volte è tenue, altre esplosiva. «Le fotocamere con lunghe esposizioni amplificano colori e luminosità, mentre i nostri occhi di notte vedono in bianco e nero» spiega l’esperto. «Se l’aurora è debole, all’orizzonte si scorge solo un arco bianco verde, mentre se è forte, è incredibile a occhio nudo. Allora si muove, cambia forma e attraversa il cielo». La Lapponia resta tra le aree più affidabili al mondo, ma il vero “luogo migliore” per vederla è quello dove il cielo è sereno in quel momento. Ecco perché le Northern Lights possono danzare sulla testa di chi si trova nel Circolo Polare Artico o in Islanda, ma anche in Scozia e perfino nel nostro Paese.
Sulle Dolomiti in Italia
Lo scorso gennaio uno spettacolo di luci verdi e rosse ha reso ancora più scenografico il cielo delle Dolomiti. E non è la prima volta che il fenomeno tipico del Grande Nord viene registrato anche sull’arco alpino. In Alto Adige, la Val d’Ega ha visto l’apertura del primo astrovillaggio d’Europa e ora c’è il Sentiero delle Stelle che collega i comuni di Collepietra e San Valentino in Campo dove il planetario è una tappa obbligata per chi vuole scoprire i segreti dell’universo (suedtirol.info). Con lo sguardo rivolto alla cupola si sperimenta un volo virtuale attraverso galassie lontane poi, fuori, con un po’ di fortuna, si trova l’aurora. A Collepietra, nelle camere di tanti alberghi sono a disposizione degli ospiti telescopi e finestre sul cielo. All’hotel Oberwirt anche la riproduzione di un modulo lunare dell’Apollo 11 trasformato in camera familiare (gasthofoberwirt.com). Chi vuole salire in quota per avere maggiori possibilità, può fare tappa in Val Venosta, al rifugio Maseben e al suo osservatorio astronomico a 2.267 metri di altezza (maseben.it). Qui il cielo sembra più stellato che mai. E c’è persino una hot tube, un mastello riempito con acqua di sorgente riscaldata a legna dove rilassarsi con la neve intorno e le luci che volteggiano sopra la testa.
In van in Lapponia
La parola d’ordine di Artic Road Trips, la società fondata da Lorenzo Mirandola a Rovaniemi, in Finlandia, è “fare il passo più lungo della gamba”, cioè spingersi sempre più in là nella caccia alle luci del nord. I tour di una notte possono percorrere fino a 800 chilometri e durare da 4 a 12 ore (200 euro a persona se si ha successo, altrimenti 20, arcticroadtrips.com). Quelli di più giorni in van possono finire ovunque nel nord della Finlandia, della Svezia e della Norvegia e comprendono la visita a parchi nazionali e fiordi. Gli hotel vengono scelti all’ultimo minuto per dormire vicino ai migliori punti di osservazione. A fine viaggio, ci si porta a casa le immagini scattate dalle guide-fotografi e un’esperienza autentica insieme a persone davvero mosse da passione e curiosità.

In auto in Islanda
Andare a caccia dell’aurora boreale è un’emozione che in Islanda si può vivere in completa autonomia. Basta affittare un’auto a Reykjavik e guidare per un paio d’ore fino alla penisola di Snæfellsnes, un paradiso di ghiacciai, campi di lava, spiagge nere e scogliere a picco (visiticeland.com). Il villaggio di Stykkishólmur è una buona base di partenza, un pugno di case colorate con un ottimo ristorante dove gustare pesce freschissimo (sjavarpakkhusid.is) e un faro immerso nel nero della notte. Di giorno, seguendo la strada costiera nella baia di Breiðafjörður, la sorpresa è avvistare balene, delfini e persino orche. Non c’è bisogno di salire su una barca, bastano pazienza e un binocolo. Poi, la meta è la montagna Kirkjufell, uno dei luoghi più iconici dell’intero emisfero boreale per immortalare l’aurora. Quando l’attività solare è forte e il vento è calmo, le luci si specchiano sull’acqua della vicina cascata, raddoppiando l’effetto luminoso. Mentre la silhouette del picco fa da quinta alle scie verdi, viola e rosa del cielo.
In bici in Scozia
L’aurora ha un nome evocativo nella Scozia del Nord. Si chiama Mirrie Dancers perché come un ballerino luccicante traccia scie e disegni che brillano nel cielo. Non è strano che si veda qui, visto che le isole Shetland, le Orcadi, le Ebridi e Skye si trovano alla stessa latitudine di alcune delle destinazioni più frequentate di Norvegia e Alaska. Non solo: in tutta la regione sono stati individuati alcuni Dark Sky Discovery Sites, luoghi con i livelli bassi di inquinamento luminoso e la vista migliore del cielo notturno. Tra questi c’è l’isola di Rùm, nelle Ebridi Interne, nominata 1° santuario internazionale del cielo buio della Scozia (ce ne sono solo un altro in Galles e 20 nel mondo, visitbritain.com). Il motivo? Non ha illuminazione pubblica, conta 40 residenti e si visita a piedi o in bici. Chi non vuole spingersi così a nord, trova un buono spot al parco della Galloway Forest, a sud di Glasgow, o a Edimburgo. Qui i punti più panoramici sono le colline di Calton e Blackford e Arthur’s Seat, sul sito di un antico vulcano..
Qui puoi vederle via Web
Si chiama aurorawebcams.com il portale messo a punto dal team di Mirandola. In Lapponia, la stagione dell’aurora boreale ha due momenti perfetti, da metà gennaio a inizio aprile per la neve ovunque e l’atmosfera da fiaba, da fine agosto a metà novembre per le temperature meno rigide e i riflessi sui laghi.
Inseguile in camper
Andare a caccia di aurora e potersi fermare a dormire dove le luci sono più attive. È possibile se si affitta un camper in Norvegia magari per passare dai villaggi di pescatori con le case gialle e rosse delle isole Lofoten fino alla città portuale di Tromsø che si trova a 350 km dal Circolo Polare Artico (da 150 euro a notte, camperdays.it).