Se c’è un momento in cui la bellezza delle Dolomiti diventa ancora più incredibile quello è il tramonto, quando le pareti di dolomia riflettono i raggi del sole colorandosi di rosa, rosso e viola, dando vita al fenomeno dell’enrosadira. La spiegazione scientifica fa appello alla composizione della roccia, ma ci sono leggende che ne spiegano la ragione con affascinanti storie di re, principi, principesse e rigogliosi giardini di rose (da cui deriva il nome tedesco del Catinaccio, Rosengarten). E se c’è un periodo in cui la Val di Fassa dà il suo meglio quello è l’autunno, quando le località si svuotano di turisti, i sentieri diventano silenziosi e gli alberi sfoggiano la palette di colori del foliage.

Autunno al femminile tra le cime delle Dolomiti

Uno dei luoghi ideali dove ammirare l’enrosadira e fare una completa immersione nell’ossigeno è il passo Dona: da qui, a 2.516 metri di altezza, quando cala il sole si ha uno splendido scorcio sul Gruppo Sella, la Marmolada, il Sassolungo e il Pordoi. A pochi minuti a piedi si trova il lago di Antermoia, lo specchio glaciale dall’originale forma a cuore, incastonato nel gruppo del Catinaccio. Le acque immobili di questo piccolo gioiello alpino riflettono ogni dettaglio del paesaggio che le abbraccia: il cielo terso, le bianche pareti verticali, i grandi ghiaioni.

Il cammino più semplice per arrivarci parte da Campitello di Fassa (TN) e prosegue fino al rifugio Micheluzzi (che si può raggiungere anche in navetta per evitare i primi 500 metri di dislivello). Da lì si percorre in piano la val Duron e in tre ore e mezzo si sale al rifugio Antermoia (rifugioantermoia.com) e al lago che a fine ottobre si trasforma in uno specchio gelato. Chi vuole continuare ha poi a disposizione un percorso ad anello che porta al lago Secco e alla cima Scalieret.

Survival Camp 4Women: la montagna non è più cosa da uomini

Val di Fassa trekking per donne al Sass Pordoi

Il 3 e 4 ottobre il gruppo Donne di Montagna propone un Survival Camp 4Women di due giorni con trekking e notte proprio al rifugio Antermoia. «Offriamo viaggi ed esperienze outdoor pensati per donne di tutte le età, per promuovere condivisione, benessere psicofisico e inclusione. La montagna non è più una cosa da uomini, oggi vive della passione di tante alpiniste, scalatrici, guide, rifugiste» racconta Marzia Bortolameotti, founder e accompagnatrice di media montagna (donnedimontagna.com). «In questi due giorni, oltre a camminare in uno scenario incredibile e liberato dai turisti, impareremo a usare cartine e bussola, filtrare l’acqua dei ruscelli, accendere un fuoco con l’acciarino e orientarci con le stelle. Il tutto con contorno di vini, piatti tipici, tante storie e risate condivise».

Autunno in Val di Fassa: trekking e benessere

Del resto la parola d’ordine dell’autunno in Val di Fassa è Mental wellbeing e si traduce in un ricco carnet di weekend a tema dal 20 settembre al 9 ottobre. Il 20 e 21 settembre Donne di Montagna organizza due giorni di trekking e yoga, il 26 e 27 settembre è in programma un’escursione sulle Dolomiti in mountain bike, il 10 e 11 ottobre si cammina e si fa pilates, il 18 e 19 si parla di cultura ladina e mindfulness (fassa.com). E non è finita. Perché dal 13 ottobre fino al 9 novembre ogni giorno si può partecipare a lezioni gratuite di yoga, pilates, Tai Chi, Qi Gong e meditazione negli alberghi, nell’Istituto Culturale Ladino di San Giovanni di Fassa (TN), ma anche tra sentieri e boschi.

Un momento di Forest Bathing. Foto: Mattia Rizzi/Apt Val diFassa.

Il potere terapeutico della natura

La natura qui ha un grande potere terapeutico. Ne è convinta Katiuscia Rasom che ha lasciato il lavoro come architetto per diventare guida di Shinrin-yoku, il bagno nella foresta di tradizione giapponese che lei propone in Val di Fassa. «Tra gli alberi ho ritrovato il silenzio, il ritmo lento e me stessa» racconta. «Con passeggiate di tre ore nel bosco aiuto le persone a staccarsi dalla quotidianità. A sentire il corpo, percepire la natura, meditare e condividere le emozioni. La scienza dice che questa pratica migliora pressione arteriosa e frequenza cardiaca perché al nostro passaggio gli alberi liberano nell’aria i monoterpeni, molecole che attivano cellule citotossiche del sangue capaci di fortificare il sistema immunitario. È un’esperienza che faccio fare anche di notte quando, al buio, udito, olfatto e tatto si acuiscono e la percezione della natura è fortissima».

Anche la fassana Irene Deflorian ha detto addio al posto fisso in banca per insegnare Tai Chi e Qi Gong in valle. «La ripetizione di movimenti lenti in ascolto del corpo e in armonia con l’ambiente diventa meditazione e crea benessere» spiega. «Quando ci si ritrova su un prato, tra gli alberi, ai piedi di una montagna, il nostro corpo si allinea con il campo energetico della natura e fa il pieno di ossigeno accrescendo i benefici delle pratiche che insegno». Sono due testimonianze che provano quanto sia forte il richiamo della natura in Val di Fassa. Qui, i tempi lenti dell’autunno, le attività all’aria aperta e i sapori genuini della tradizione sono il modo migliore per riconnettersi con se stessi e prolungare il ritmo rilassato delle vacanze agostane.