Ogni autunno, la comunità internazionale della mixologia attende con ansia un appuntamento che negli anni è diventato un vero e proprio rito: l’annuncio dei World’s 50 Best Bars. Non si tratta soltanto di una classifica, ma di un viaggio che attraversa culture, stili di ospitalità e modi diversi di vivere l’esperienza del bere. La cerimonia del 2025 si è svolta a Hong Kong, al Kai Tak Cruise Terminal, trasformato per una sera in una vetrina globale dove bartender, giornalisti e appassionati si sono ritrovati per celebrare il meglio dell’arte del cocktail.

Il podio e i grandi protagonisti

In cima alla classifica 2025 si piazza il Bar Leone, proprio a Hong Kong, che conquista il titolo di miglior bar al mondo, superando il vincitore dello scorso anno, Handshake Speakeasy (Città del Messico), che scivola al secondo posto. Terza e quarta piazza parlano spagnolo: Sips e Paradiso, entrambi a Barcellona, confermano la vitalità della scena iberica. A chiudere la top five c’è il londinese Tayēr + Elementary, un locale che unisce con stile sperimentazione culinaria e miscelazione d’avanguardia. La top ten prosegue, dal sesto al decimo posto, con un altro bar londinese, il Connaught, per arrivare all’italiano Moebius (Milano) e ancora Line (Atene), Jigger & Pony (Singapore) e Tres Monos (Buenos Aires).

Bar

L’Europa, New York e l’Italia in ascesa

Un dato curioso di questa edizione riguarda l’Europa, che si conferma il continente più rappresentato con quasi la metà dei locali in classifica. New York resta invece la città con la concentrazione più alta di indirizzi premiati, segno che la sua tradizione nel mondo dei cocktail continua a rinnovarsi. L’Italia, come spesso accade, non resta a guardare: Moebius Milano ha stupito tutti scalando ben 31 posizioni fino ad arrivare settimo, aggiudicandosi così anche il premio come «Highest Climber». Un risultato che testimonia quanto la scena milanese stia diventando un riferimento internazionale.

Dietro le quinte della classifica

Ma come funziona davvero la classifica? Dietro le quinte c’è una giuria composta da oltre 800 esperti tra bartender, giornalisti e consulenti, che votano in forma anonima, indicando le esperienze più memorabili vissute negli ultimi diciotto mesi. Non si premia soltanto il cocktail in sé, ma l’insieme che rende unico un bar: il servizio, l’atmosfera, la capacità di sorprendere e accogliere. Le votazioni vengono poi controllate da Deloitte per garantire trasparenza e indipendenza. Un sistema che, per quanto autorevole, non è esente da critiche: alcuni lo accusano infatti di favorire i locali già noti e di concentrarsi troppo su grandi città e aree turistiche, lasciando in ombra realtà meno centrali ma altrettanto meritevoli.