Viaggiare oggi significa sempre più spesso fare scelte consapevoli. Cercare luoghi belli, certo, ma anche capaci di rispettare l’ambiente, valorizzare le tradizioni e migliorare la qualità della vita di chi li abita. È questa la filosofia che guida i Best Tourism Villages 2025, l’iniziativa dell’UN Tourism che ogni anno seleziona le migliori destinazioni rurali a livello globale.
Nell’edizione 2025 sono 52 i villaggi premiati, scelti tra oltre 270 candidature provenienti da 65 Paesi. Tra questi, l’Italia conquista un posto di rilievo con tre borghi che rappresentano tre modi diversi – ma coerenti – di intendere il turismo sostenibile.
Best Tourism Villages 2025: cos’è la classifica dell’UN Tourism
L’iniziativa Best Tourism Villages by UN Tourism nasce nel 2021 all’interno del programma delle Nazioni Unite dedicato al turismo e allo sviluppo rurale. L’obiettivo è dimostrare che il turismo può diventare uno strumento concreto per sostenere le economie locali, contrastare lo spopolamento e preservare patrimoni culturali e naturali spesso fragili.
Non si tratta quindi di un semplice elenco di località amene, come per esempio è solito fare il magazine Forbes con la sua lista dei 50 borghi più belli del mondo. I villaggi premiati da UN Tourism entrano a far parte di una rete internazionale che favorisce lo scambio di buone pratiche, la formazione e il miglioramento continuo. Con l’edizione 2025, la rete supera i 300 villaggi nel mondo, diventando la più ampia comunità globale di destinazioni rurali impegnate in un turismo responsabile.
I criteri con cui l’ONU seleziona i migliori borghi turistici
Per entrare nella lista dei migliori borghi turistici 2025, ogni località viene valutata da un comitato indipendente sulla base di nove criteri precisi. Tra questi rientrano la tutela delle risorse culturali e naturali, la sostenibilità economica, sociale e ambientale, la qualità della governance locale, l’integrazione del turismo nella filiera territoriale e l’attenzione a sicurezza, salute e infrastrutture.
Il riconoscimento premia quindi i borghi che riescono a mantenere un equilibrio delicato: accogliere i visitatori senza snaturarsi, creare opportunità economiche senza compromettere il paesaggio e garantire benefici reali alle comunità residenti. È questo approccio a rendere la classifica ONU un riferimento sempre più autorevole per chi cerca mete di viaggio autentiche.
I borghi premiati nel mondo: un viaggio tra continenti, culture e paesaggi
La lista dei Best Tourism Villages 2025 disegna una vera e propria mappa del turismo rurale nel mondo, che attraversa cinque continenti e racconta comunità molto diverse tra loro, ma unite dalla stessa attenzione per il territorio. In Europa, accanto ai tre borghi italiani di Arquà Petrarca, Asolo e Bellano, figurano realtà come Bled in Slovenia, celebre per il lago e l’isola al centro dello specchio d’acqua, Pont-Croix in Francia, legato alla tradizione bretone, e Valendas in Svizzera, esempio di recupero architettonico e vita comunitaria nelle Alpi.
Nelle Americhe, il riconoscimento va a villaggi come Carlos Pellegrini in Argentina, porta d’accesso alle zone umide dell’Iberá e simbolo di convivenza tra turismo e biodiversità, Maimará, nel nord del Paese, immerso nei paesaggi andini, e Murillo in Colombia, dove la vita rurale si intreccia con la cultura del caffè e il turismo di montagna.
L’Asia è rappresentata da borghi che raccontano una relazione profonda con la spiritualità e la natura, come Koyasan in Giappone, centro del buddhismo Shingon e luogo di pellegrinaggio, Asuka, culla della civiltà giapponese, e Shodoshima, isola del Mare Interno di Seto, famosa per la produzione di olive e per i suoi paesaggi terrazzati.
In Africa, entrano nella lista villaggi come Chamarel a Mauritius, noto per la Terra dei Sette Colori e per l’impegno nella tutela ambientale, e Grand River South East, dove il turismo si sviluppa attorno ai fiumi, alle foreste e alle tradizioni locali.
Il Medio Oriente completa il quadro con comunità come Masfout negli Emirati Arabi Uniti, situata tra le montagne dell’Hajar e simbolo di un turismo alternativo al deserto urbano, e Azraq, in Giordania, legata a un’oasi che da secoli rappresenta un punto vitale per uomini e animali.
Insieme, questi borghi mostrano come il turismo rurale possa assumere forme diverse, adattarsi ai contesti culturali e climatici più vari e diventare uno strumento concreto di sviluppo locale, senza rinunciare all’identità dei luoghi.
Arquà Petrarca, il borgo dei Colli Euganei dove visse il poeta
Nel cuore dei Colli Euganei, in provincia di Padova, Arquà Petrarca lega la propria identità a una delle figure più importanti della letteratura italiana. Qui Francesco Petrarca trascorse gli ultimi anni della sua vita e qui morì nel 1374. La Casa del Petrarca, oggi museo, conserva manoscritti, arredi e testimonianze che raccontano il rapporto tra il poeta e questo paesaggio collinare.
Il borgo si sviluppa attorno a piazza Petrarca, con la Loggia dei Vicari e la Chiesa di Santa Maria Assunta, mentre poco distante si trova la tomba del poeta, ancora oggi meta di visite. Arquà è anche un punto di partenza ideale per esplorare il Parco Regionale dei Colli Euganei, grazie a sentieri che attraversano vigneti, uliveti e boschi.
A tavola, il simbolo locale è la giuggiola, da cui nasce il tradizionale brodo di giuggiole, un liquore dolce e aromatico. Tra i vini del territorio spiccano il Fior d’Arancio DOCG e il Colli Euganei Rosso, spesso proposti insieme a piatti della cucina veneta nelle osterie del borgo.
Asolo, la città dei cento orizzonti amata da Eleonora Duse
Soprannominata la “città dei cento orizzonti”, Asolo si trova sulle colline trevigiane ed è da secoli un luogo di attrazione per artisti e intellettuali. Qui visse a lungo la grande attrice Eleonora Duse, che scelse il borgo come rifugio e oggi riposa nel cimitero di Sant’Anna.
Il centro storico ruota attorno a piazza Garibaldi, con i suoi portici e i caffè storici. Salendo verso l’alto si raggiunge la Rocca medievale, da cui lo sguardo spazia sulla pianura veneta, mentre il Museo Civico conserva opere di artisti come Lorenzo Lotto e testimonianze della storia locale. Il Castello della Regina Cornaro ricorda invece la stagione rinascimentale legata a Caterina Cornaro.
Asolo è anche una meta enogastronomica: qui nasce l’Asolo Prosecco Superiore DOCG, che accompagna piatti della tradizione veneta come il baccalà mantecato o le paste fresche fatte a mano, spesso servite nelle trattorie del centro.
Bellano, sul Lago di Como tra orridi, lago e tradizioni
Affacciato sulla sponda orientale del Lago di Como, Bellano è noto soprattutto per l’Orrido di Bellano, una gola naturale scavata nei secoli dal torrente Pioverna. Le passerelle sospese permettono di camminare all’interno del canyon e osservare da vicino cascate e formazioni rocciose, rendendolo uno dei siti naturalistici più visitati della zona.
Il borgo conserva un centro storico raccolto, con vicoli che scendono verso il lago e palazzi affacciati sull’acqua. Tra i luoghi da visitare c’è la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, che custodisce affreschi rinascimentali, e il lungolago, ideale per passeggiate tranquille con vista sulle montagne del Lario.
Bellano mantiene vive anche le proprie tradizioni: la Pesa Vegia, festa popolare che rievoca antichi mestieri, anima ogni anno il paese. In cucina dominano i piatti di lago, come il missoltino e i risotti di pesce, protagonisti della ristorazione locale.