C’è un luogo, nel cuore dell’Arabia Saudita, dove sta prendendo forma un progetto destinato a cambiare il modo in cui immaginiamo il viaggio aereo: si tratta del King Salman International Airport di Riyad. Non un semplice scalo, ma una vera e propria città dell’aria, concepita per accogliere – quando aprirà nel 2030 – fino a 120 milioni di passeggeri l’anno, con un obiettivo ancora più ambizioso: raggiungere 185 milioni entro il 2050.

Un’esperienza di viaggio, prima ancora di partire

Immagina di arrivare in un terminal che sembra un’oasi: vetrate che lasciano entrare la luce del deserto, giardini interni, spazi aperti che uniscono il ritmo dell’architettura contemporanea alla quiete della tradizione araba. È questa la visione dello studio Foster + Partners, chiamato a dare vita a un progetto che vuole trasformare l’aeroporto in un’esperienza sensoriale, non solo funzionale.

Il King Salman International sorgerà su 57 chilometri quadrati (avrà all’incirca le stesse dimensioni di Manhattan, a New York) con sei piste di decollo e atterraggio, terminal multipli e aree dedicate al relax e allo shopping. Tutto pensato per rendere l’attesa parte del piacere del viaggio. Un luogo dove la tecnologia si mette al servizio del comfort e il design racconta un’Arabia Saudita che si apre al mondo con eleganza e ambizione.

Boeing Riyad Air

L’anima del nuovo viaggio saudita

Dietro la costruzione di questo colosso si muove un progetto ben più ampio, quello di Vision 2030, il piano saudita che ha come obiettivo quello di diversificare e liberalizzare il sistema economico ritenuto troppo dipendente dal petrolio. L’aeroporto di Riyad sarà il cuore pulsante di questo cambiamento, un punto di incontro tra oriente e occidente, e la base naturale per Riyad Air, la nuova compagnia di bandiera che collegherà la capitale con le principali città del mondo. E lo farà con uno sguardo attento all’ambiente: parte dei mezzi di costruzione utilizzerà biodiesel, mentre il masterplan prevede impianti a basso impatto e una gestione energetica orientata all’obiettivo net zero entro il 2060.

Una nuova porta sul mondo

Per i viaggiatori la nascita del King Salman International Airport significa nuove rotte, nuove occasioni e, forse, un nuovo modo di guardare all’Arabia Saudita. Negli ultimi anni il Paese ha iniziato ad aprirsi con coraggio al turismo internazionale, mostrando i suoi tesori nascosti: le antiche città nabatee di AlUla, i paesaggi lunari del deserto di Rub’ al-Khali, le oasi costiere del Mar Rosso con i suoi resort di lusso. Il nuovo aeroporto renderà tutto questo più accessibile, trasformando Riyad in un hub naturale per chi ama andare oltre le rotte battute. Un luogo dove fermarsi qualche ora potrebbe già bastare per sentire il fascino di un Paese che si sta reinventando.