A partire dal 12 ottobre 2025 entrerà in funzione il nuovo sistema di ingressi e uscite dell’Unione europea, l’Ees (Entry/Exit System), destinato a rivoluzionare il modo in cui i cittadini extra-UE transitano nei Paesi dell’area Schengen. La novità principale riguarda la sostituzione dei tradizionali timbri sul passaporto con la registrazione digitale di dati biometrici, tra cui impronte digitali e foto del volto. La misura fa parte di un pacchetto più ampio di “frontiere intelligenti”, ideato per rafforzare la sicurezza e rendere più efficienti i controlli ai valichi.

Il sistema sarà gradualmente introdotto nei vari aeroporti, porti e stazioni ferroviarie dei 29 Stati membri. Una volta registrati, i dati dei viaggiatori saranno conservati per tre anni, facilitando i transiti successivi senza dover ripetere tutte le procedure. L’Ees rappresenta quindi un cambio di paradigma nelle modalità di accesso al continente europeo, unendo tecnologia e sicurezza per un’area di libera circolazione già consolidata dal 1995.

Come funziona l’Ees

L’Ees non sostituisce il passaporto, ma lo integra con una piattaforma digitale che raccoglie informazioni biometriche dei viaggiatori extra-UE in soggiorni di breve durata (fino a 90 giorni ogni 180). All’arrivo in uno degli Stati membri, il viaggiatore dovrà sottoporsi a scansione facciale e rilevamento delle impronte digitali, operazioni che prenderanno il posto dei tradizionali timbri manuali. In questo modo, sarà possibile identificare più rapidamente eventuali soggiorni oltre i termini consentiti, casi di furto di identità o uso di documenti falsificati. Per i viaggi successivi, basterà la scansione del passaporto e un’impronta digitale, riducendo tempi e procedure.

Implementazione in Italia

In Italia, a partire dal 12 ottobre, i primi Uffici di Polizia delle frontiere ad utilizzare il nuovo sistema di controlli saranno quelli aerei di Fiumicino e Malpensa e quelli marittimi di Civitavecchia e Genova. L’innovazione tecnologica interesserà tutti gli uffici di frontiera a partire dal 20 ottobre.

L’area Schengen e i Paesi coinvolti

Il nuovo sistema interesserà tutti i 29 Paesi dell’area Schengen: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera. L’area Schengen, istituita nel 1995 e oggi consolidata, consente la libera circolazione tra i Paesi membri, e l’Ees si propone di integrare questa libertà con strumenti moderni di sicurezza.

L’introduzione dell’Ees nei 29 Paesi avverrà in maniera progressiva, a partire dai principali aeroporti e valichi di frontiera, fino a coprire ogni punto di accesso all’area Schengen entro aprile 2026. Questa fase graduale consentirà ai servizi di frontiera di adattarsi alle nuove tecnologie e di gestire eventuali criticità senza interrompere il flusso dei viaggiatori. La Commissione europea prevede un periodo iniziale di sei mesi durante il quale i dati verranno raccolti progressivamente, permettendo di calibrare procedure e sistemi informatici.

Sicurezza e innovazione

L’obiettivo principale del nuovo sistema è rafforzare la sicurezza dei confini esterni dell’UE senza rallentare il traffico dei viaggiatori legittimi. Grazie alla raccolta digitale dei dati biometrici, le autorità potranno individuare più facilmente casi di abuso dei documenti e soggiorni irregolari. L’Ees si inserisce inoltre in un contesto più ampio di innovazione digitale alle frontiere, che include anche l’Etias, il sistema di autorizzazione elettronica di viaggio, e il potenziamento dei controlli automatizzati.