Immagina di essere in un paese delle valli trentine, magari Moena o Cavalese, una domenica di settembre. L’aria è frizzante, profuma di legno e di erba di montagna. Prima senti un suono profondo, quasi ancestrale, che si allarga tra i pendii come una promessa: è il campanaccio. Poi, all’improvviso, la curva del sentiero si anima. Mucche, capre, pecore e cavalli, dopo mesi di pascolo, tornano alle stalle del fondovalle, insieme ai pastori che hanno vegliato su di loro durante l’estate. È la desmontegada, il ritorno degli animali dall’alpeggio, antica tradizione che tra settembre e ottobre colora i borghi trentini.

Malga Cercen in Val di Rabbi. Foto: Marco Simonini

Una festa che unisce persone, animali, natura

«Per noi è l’evento più importante dell’anno. Ci si ritrova dopo un’estate divisa tra alpeggi e malghe. C’è malinconia, ma anche gioia. È un ritorno a casa in tutti i sensi» racconta Eleonora Cemin, allevatrice primierotta di 29 anni. Amante degli animali, ha iniziato a frequentare la stalla vicino casa da bambina, imparando a mungere. «Guardavo le mucche scendere dall’alpeggio e sognavo di esserci anch’io, tra loro, un giorno». Quel giorno è arrivato e oggi Eleonora è tra i tanti giovani custodi di saperi antichi che, reduci da un’estate in simbiosi con la montagna, rincasano. Seguendo un ciclo che si rinnova nella tradizione. «Mi piace tutto di questo lavoro, ogni stagione ha il suo ritmo. Devi esserci sempre, ma per me è passione pura».

L’allevatrice Eleonora Cemin. Foto: Of Projects

Cos’è la desmontegada?

Oltre che momento celebrativo per le persone e per tutta la comunità, oggi la desmontegada è anche una festa aperta al turismo consapevole. Gli animali sfilano adorni di ghirlande e corone: una varietà di fiori e decorazioni che mette in risalto il legame profondo tra l’uomo e la natura. È un tripudio di tinte e profumi che fa scattare immediatamente l’applauso della folla bipartita ai lati della strada. I volti dei malgari, che camminano con fierezza accanto alle loro bestie, raccontano mesi di albe sui pascoli, mungiture all’aria aperta, notti stellate a mille metri.

La desmontegada di Predazzo, in Val di Fiemme. Foto: Daniele Lira

«Per me gli istanti più emozionanti sono quelli della sfilata in paese. La mostra delle vacche si tiene due giorni prima e, se vinci, alla tua mucca puoi mettere un campanaccio “speciale”, con la targhetta del premio. Durante la sfilata sento solo il forte suono di quei campani: è da pelle d’oca» racconta Eleonora. Insieme agli allevatori come lei, e agli animali, in paese arrivano anche i frutti preziosi di un’estate in quota: formaggi unici, prodotti lassù in malga con latte fresco arricchito dall’aroma dei fiori e delle erbe di montagna, che ora si possono gustare anche a valle.

Malga Sasso Piatto in Val di Fassa. Foto: Pietro Masturzo

Un viaggio in Trentino in occasione delle desmontegade

La magia delle desmontegade si ripete in tutto il Trentino da fine agosto a ottobre, con un calendario fitto di appuntamenti (vedi il paragrafo alla fine di questo articolo). Dalla Val Rendena alla Val di Fassa, passando per il Primiero, la Val di Non e la Paganella, ogni ritorno dall’alpeggio ha un’anima diversa: c’è chi punta sul folklore, chi sul racconto gastronomico, chi sull’esperienza. L’importante è esserci. Magari organizzando un weekend lento che abbini scoperte diverse: escursioni (approfittando di una stagione in cui i sentieri sono meno affollati), visite a borghi, musei, cantine, fattorie e castelli, cultura, cibo e musica.

Alpeggio in Val di Fiemme. Foto: Paolo Pellegrin

«Consiglio di non venire solo la domenica, quando c’è la sfilata. Vale la pena fermarsi qualche giorno prima: da metà settimana ci sono tante attività da provare in tranquillità, come degustazioni o passeggiate a cavallo. Così ti godi il territorio, magari dormendo in agriturismo e provando i “menù desmontegada” preparati per l’occasione» suggerisce Cemin.

Non un ritorno qualunque

Lasciati guidare dal ritmo della montagna: ciascuna valle ti accoglierà con la sua voce e le sue storie. Come quella di Eleonora. Il suo entusiasmo tradisce una verità: ogni desmontegada disegna un ritorno a casa fisico, ma anche emotivo.

Come un metronomo naturale, riconnette con ritmi e saperi che sembravano perduti, in un’epoca che corre veloce

Il tempo segue ancora le stagioni, il lavoro si misura con i gesti di sempre e la festa nasce spontanea dalla gioia di un ciclo che si rinnova. Nell’eco dei campanacci, ecco la vera modernità: saper custodire ciò che non ha fretta di cambiare.

Malga Sasso Piatto in Val di Fassa. Foto: Pietro Masturzo

Le desmontegade 2025 da non perdere, in tutto il Trentino

30 agosto-6 settembre – PINZOLO (Val Rendena). Rendi omaggio alla razza bovina Rendena e ai suoi formaggi, con sfilate e visite in fattoria. Il momento clou? L’elezione della “reginetta” fra le mucche più belle.

12-14 settembre – CAVALESE (Val di Fiemme). Alla Desmontegada de le Caore assaggi il Fior di capra spalmabile, partecipi a laboratori “mani in pasta” e scopri gli agriturismi aderenti alla Strada dei formaggi delle Dolomiti.

20 settembre – SORAGA (Val di Fassa). Mercato bio, formaggi freschi, musica, balli popolari, costumi tipici, aperitivi contadini: che magia entrare nel mondo dei ladini, che continuano a coltivare lingua e tradizioni nel cuore delle Dolomiti.

25-28 settembre – VALLE DI PRIMIERO. Ai piedi delle Pale di San Martino, il programma della 25° Gran festa del desmontegar è ricco di eventi e proposte, come il “Dì del formai”. Punto di partenza perfetto: il Caseificio di Primiero.

25-26 ottobre – TASSULLO – VILLE D’ANAUNIA (Val di Non). Formai dal mont è un festival con laboratori, assaggi, percorsi sensoriali e attività per tutta la famiglia. Un viaggio che inizia tra i prati e finisce sulla tavola, profuma di fieno e sa di vero.

E in tante altre valli – da Moena a Pieve Tesino – ogni comunità celebra a modo suo la fine dell’alpeggio. Date e dettagli su visittrentino.info/it/guida/desmontegade.