Blu o verde? L’Istria toglie dall’impasse perché i suoi due volti – quello blu del mare e quello verde delle foreste – si fondono e si confondono. La mattina si passeggia sotto una volta di querce; il pomeriggio si sta a mollo nell’Adriatico turchese che leviga i ciottoli di baie e calette. In più, questa penisola a forma di cuore regala una serie di esperienze lontane dal solito che mettono tutti d’accordo, dai gourmet impenitenti a chi non resiste alla voglia di fare acquisti di qualità.

Vista del mare a Rovigno, oltre un colonnato

Fai shopping nella Città Vecchia

Vicolo nella città vecchia di Rovigno
Federica Presutto

La Repubblica di Venezia si respira ancora a Rovigno/Rovinj. E non c’è da stupirsi, visto che la Serenissima ha fatto il buono e il cattivo tempo qui per 500 anni, da fine 1200 a fine Settecento. Alla repubblica marinara, giusto per fare qualche esempio, si devono la pavimentazione del pittoresco saliscendi di vicoli della Città Vecchia in elegante pietra d’Istria che sembra avorio (ed è scivolosa: evitare tacchi e infradito), il campanile della chiesa di Santa Eufemia ispirato a quello della veneziana San Marco e, ultima ma non ultima, la lingua, quell’istro-veneto che si sente parlare fluentemente per la città.

Una barca nel mare davanti a Rovigno, Istria
Silvija Jačić

Per sapere di più su questa comunità, c’è l’Ecomuseo Batana, intitolato all’imbarcazione locale d’eccellenza. La batana, appunto, che solca ancora questi mari. Chi vuole portarsene a casa una, all’Ecomuseo può acquistare coloratissimi esemplari, in miniatura.

Ingresso di un atelier di ceramica a Rovigno
Federica Presutto

A proposito di shopping, nella Città Vecchia spicca lo showroom di Brakovic Ceramics: dai piatti alle lampade, fino a divertenti soprammobili a forma di pesce con le fauci spalancate, solo pezzi unici in ceramica creati da Nedo e dalla sua compagna Marijana.

Prova le degustazione d’olio (e non solo)

Bicchierini per degustazione oli
Federica Presutto

Nella campagna una ventina di chilometri da Rovigno/Rovinj, se ne sta nascosto Meneghetti Wine Hotel & Winery. L’unico Relais & Châteaux istriano che – oltre a suite e ville, un ristorante avvolto da vigneti e un beach club – offre degustazioni dei quattro tipi d’olio prodotti in casa. Per l’assaggio, Leccino, Buža, Rosijola, Bjelica vengono versati in piccoli bicchieri di vetro a coppa. Per sprigionare ogni singola sfumatura, fruttata o speziata che sia, scaldare prima il contenitore tra le mani. Meneghetti è anche un’azienda vinicola, si può quindi completare la visita qui alzando i calici, e così scoprire quella che si preferisce delle 13 etichette. Punta di diamante, la Malvasia istriana.

Ingresso della distilleria Aura, Istria
Federica Presutto

Si brinda anche da Aura, distilleria a conduzione familiare in quel di Pinguente/Buzet. L’offerta spazia dalla biska, tipicissimo liquore che nasce dall’incontro tra grappa di vinacce e vischio bianco, al Teranino, altrettanto tipico, fatto con vino rosso Teran profumato da 10 spezie, fino al gin e al limoncello. Per gli astemi, marmellate fatte in casa. Dopo un visita guidata tra le botti e gli alambicchi della distilleria, è bello concedersi un aperitivo accompagnato da formaggi e salumi.

Partecipa alla caccia al tartufo

Pezzi di tartufo in una cucina con ciotole e gli appositi utensili
Federica Presutto

Truffy e Stella, rispettivamente un dalmata e un lagotto romagnolo, corrono a zig-zag nel sottobosco di querce. Di colpo, i due cani si fermano e iniziano a scavare: è il momento più emozionante della caccia al tartufo organizzata da Karlić, dal 1966 un’autorità in materia. L’azienda si trova nel bosco di Montona, territorio d’elezione per la crescita di questo alimento e, oltre alla caccia, offre degustazioni e vende una serie di prodotti che vanno dall’olio al cioccolato, tutti rigorosamente ai tartufi.

Partecipare alla ricerca fa capire bene il perché questo fungo sotterraneo sia così prezioso e costoso. Togliere gli stivali forniti per la “caccia”, assistere allo show cooking davanti ai fornelli nell’ariosa sala a vetrate e lasciarsi andare agli assaggi fa capire, invece, perché il tartufo sia così apprezzato. Pezzo forte in menu: la frittata, ma non come l’intendiamo noi…

Prova la passeggiata segreta

Sole tramonta nascondendosi dietro il borgo di Montona, Istria
Federica Presutto

L’istro-veneto è parlato anche a Montona/Motovun, fiabesco borgo annidato in cima a una collina, non a caso è stato edificato nel Medioevo come fortezza. Il modo migliore per esplorarlo e carpire i suoi segreti è al seguito di una guida locale come Matte Mekiš. In sua compagnia si fa il giro delle mura e la passeggiata è resa ancora più interessante da storie e aneddoti.

La cittadina di Montona, Istria
© ET Istria

Durante il camminamento, Matte indica una stradina bianca che serpeggia nella campagna sottostante: era il tracciato dell’ex ferrovia a scartamento ridotto costruita dagli austriaci per collegare Trieste a Pola. Procedeva talmente piano che i passeggeri facevano in tempo a scendere, rubare i frutti sugli alberi tutt’intorno e risalire! Proprio sotto le mura, ecco la casa del pilota di Formula 1 Mario Andretti, illustre figlio di Montona e campione del mondo nel 1978, che da bambino si lasciava scivolare lungo le ripide vie del borgo su carretti assemblati alla bell’e meglio. Ancora oggi, a Montona organizzano “gare” con questi carrettini fatti in casa.

E poi c’è la triste storia di Diletta Michiel, moglie del podestà di Venezia Marco Michiel, mandata a morte dal suo stesso marito con accusa di stregoneria nel 1271. La verità è che l’uxoricida ambiva alla sua ricca dote.

Regalati una cena tra le stelle

Piatto con insalata, fiore viola, fettine di mele del ristorante JAZ by Ana Roš Poreč, Istria
Federica Presutto

Se l’è tatuate addosso, le sue tre stelle Michelin. Sulle dita della mano di Ana Roš – la Chef slovena che ha cambiato le regole del fine dining – sono incisi gli astri guadagnati nel suo ristorante di Caporetto, Hiša Franko. Però le vacanze, da vera buongustaia, Ana le ha sempre trascorse in Istria e sul porto della bella cittadina di Parenzo/Poreč ha aperto il suo ultimo locale, JAZ by Ana Roš Poreč. Lei lo riassume telegrafica così, andando dritta al punto: «Interpretazione del territorio, piatti stagionali, un luogo dove togliersi la giacca e leccarsi le dita». Esempio, piatti come “L’interpretazione di Ana dell’insalata Waldorf: mele, sedano rapa, olio al levistico, barbabietole semi-essiccate, condimento al kefir”.

Grande attenzione anche alla mixology con drink tipo “Ana Negroni: gin, sorbo selvatico e riduzione del mosto di Ribolla”. Cocktail da gustare dopo una passeggiata lungo il Decumano, la via principale di Parenzo/Poreč lasciata qui dai romani, con sosta nella basilica Eufrasiana per lustrarsi gli occhi nell’oro dei mosaici del VI secolo. Proprio a Parenzo si trova anche il più nuovo degli hotel istriani, Pical Resort, Valamar Collection, faraonica cittadella sul mare con oltre 500 camere, tre spiagge, Spa, 11 piscine tra interne ed esterne, altrettanti ristoranti e nove bar. Gruppi di amici, coppie, famiglie, son tutti accontentati.