Dopo il cottagecore e l‘estetica clean girl, siamo definitivamente nell’anno del poetcore. Secondo gli ultimi dati di tendenza di Pinterest, le ricerche per questo stile sono aumentate del 175%, con termini correlati come abiti con mantella, borsa a tracolla e cravatta che hanno registrato un’impennata. Ma di cosa parliamo precisamente?
Il poetcore, dai libri alle passerelle
Pensate agli abiti di poeti, artisti e pensatori di tutte le epoche: silhouette vittoriane, bohémien anni ’70, mondo accademico filtrato attraverso una lente moderna. Parliamo dell’incarnazione visiva di una vita trascorsa in biblioteche polverose, scrivendo febbrilmente a lume di candela, vagando per brughiere avvolti dalla nebbia (un po’ come Catherine e Heathcliff in Cime tempestose), con nient’altro che i propri pensieri a far compagnia.

Una vena malinconica pervade questa estetica: la tavolozza si orienta verso uno spettro tenue e nostalgico di bianchi pergamena, verdi muschio, neri inchiostro e marroni sbiaditi. Un trend già avvistato da diverse stagioni in passerella, da Miu Miu, Dior e Loewe ad esempio, dove l’attenzione si è spostata verso un approccio al vestire più intellettuale e storico. Queste maison hanno avuto un ruolo determinante nell’allontanarsi dall’estetica iper moderna dell’ultimo decennio a favore di qualcosa di molto più strutturato e storicamente radicato.

L’estetica poetcore non rimane cristallizzata alla stagione invernale, ma viene traghettata verso la Primavera-Estate 2026. Le sfilate dimostrano che non è indispensabile un maglione intrecciato indossato sopra una camicia per sembrare un poeta. Chanel, ad esempio, propone un cardigan aderente con gonna a matita e una borsa porta documenti, mentre da Calcaterra sfila un blazer sciancrato con una gonna a ruota e un sofisticato foulard in seta a perfezionare il look.

Il poetcore nello streetstyle
Un cambiamento di stile già in atto nello streetstyle, ben prima che gli venisse attribuito un nome virale. Ben prima che il poetcore prendesse piede, per strada si stava già sperimentando con il linguaggio del passato, integrando negli abiti tweed accademici, colletti rigidi e gilet strutturati.

Si tratta di un passaggio organico verso un tipo di abbigliamento intellettuale che privilegia la sostanza di un capo rispetto alla sua immediata tendenza. Insomma, se non sei propriamente un topo di biblioteca, perlomeno appari come tale.

Poetcore, come ricreare quest’estetica
Il poetcore si comprende meglio attraverso il modo in cui i vestiti vengono indossati, piuttosto che attraverso ciò che sono. Non è una formula, ma un linguaggio di stile, in cui proporzioni, strati e texture dialogano silenziosamente per creare qualcosa di espressivo senza mai scadere nell’eccesso. Lasciamoci ispirare da L’attimo fuggente, dai poeti maledetti e dalle giacche in tweed con le toppe sui gomiti. In fondo, quello che emerge è il cliché della studentesse di lettere riletto in chiave moda. Se questi codici sembrano appartenere soprattutto al guardaroba maschile, le fashioniste possono stare tranquille: il poetcore si declina anche al femminile. Ecco come fare.
Giocate con proporzioni e strati

Iniziate con un volume morbido, una blusa con maniche a sbuffo in lino o seta costituisce la base, sopra sfoggiate un gilet strutturato in velluto o lana per aggiungere un tocco intellettuale. L’accostamento di romantiche balze a capi sartoriali maschili crea quella silhouette da artista che definisce la tendenza.
Optate per texture tattili

Il poetcore è un’esperienza sensoriale. Attenzione ai tessuti: scegliete quelli che affondano le radici nella storia, inserti in pizzo, velluto stropicciato, tweed, lana pesante. Non temete l’imperfezione; un orlo leggermente sfilacciato o una camicia di lino stropicciata non fanno che arricchire la narrazione di un poeta troppo assorbito dalle metafore per preoccuparsi di un ferro da stiro.
Occhio agli accessori

Questi sono i segni distintivi dell’estetica: nastri al collo, medaglioni d’ispirazione antica, cartelle in pelle usurate. Le calzature dovrebbero orientarsi verso elementi pratici ma vintage: stivali vittoriani stringati, Mary Jane o mocassini splendidamente consumate. Ricordando sempre che è alla base ci deve essere sempre qualcosa di romantico, malinconico e profondamente poetico per ricreare quest’estetica.