Anche se non avesse vinto, ancora minorenne, due concorsi banditi dall’Agenzia Spaziale Europea, Linda Raimondo sembrerebbe comunque una… “aliena”. Già prima di iscriversi alla facoltà di Fisica all’università di Torino, questa 22enne aveva la passione per le stelle: alle medie ha intervistato Samantha Cristoforetti e chiacchierato via Skype con Margherita Hack, al liceo ha organizzato mostre e conferenze con scienziati.

Oggi, oltre a studiare, Linda Raimondo ha scritto il libro Tra le stelle e un po’ più in là (Mondadori), conduce su Rai Gulp il programma di divulgazione scientifica From the pale blue dot. E ha un sogno: partecipare alla prossima selezione per astronauti.

Linda Raimondo è anche la protagonista del servizio di moda di Donna Moderna in edicola a partire dal 30 settembre 2021. Guarda la gallery:

Chiara Giannoni
1 di 8
– Chemisier di seta organica certificata, con maxi fusciacca drappeggiata in vita (Redemption, 790 euro, tg. 38-42). Anfibi Igi&Co.

Chiara Giannoni
2 di 8
– Cardigan over in maglia sottile a disegni geometrici (Mango, 49,99 euro, tg. XS-XL). Abitino di chiffon stampa animalier con balze, volant sul corpetto e cintura in vita (Kocca, 160 euro, tg. XS-XL). Collant Calzedonia. Stivaletti Bruno Premi. Collane Purelei.


3 di 8
– Giacca di denim taglio boyfriend (Levi’s, 130 euro, tg. XS-L). Abito a pois percorso da fili di lurex, con maniche lunghe e arricciatura in vita (Yes Zee, 74,90, tg. XS-XXL). Sciarpa Piombo x OVS. Mocassini Sebago.

Chiara Giannoni
4 di 8
– Felpa oversize di cotone tie & dye con stampa CF Team (Chiara Ferragni Brand, 351 euro, taglie XS-L). Anello Unoaerre. Collant vintage. Chelsea Boots Ash.

Chiara Giannoni
5 di 8
– Miniabito a sacchetto di jersey con maniche a palloncino, applicazioni di cristalli e maxi colletto in cotone profilato di rouches (Jijil, 179 euro, tg. 38-46). Collant vintage. Sneakers Givova.

Chiara Giannoni
6 di 8
– Camicione di flanella scozzese (Kiabi, 27 euro, tg. XS-XL). Abito floreale a balze di cotone ricamato, con colletto di pizzo (Coach su Zalando, 649,99 euro, tg. 38-44). Biker boots Jimmy Choo.

Chiara Giannoni
7 di 8
– Abitino in broccato di seta con corpetto a bustier (595 euro, tg. 36-44) e dolcevita cropped di cashmere e lana (225 euro, tg. XXS-XL), tutto REDValentino. Gioielli Amen. Collant Calzedonia. Mocassini Sebago.

Chiara Giannoni
8 di 8
– Polo lunga e oversize in piqué di cotone e filato metallizzato (Fred Perry x Charles Jeffrey Loverboy, prezzo su richiesta). Blouson da basket bicolore con patch (Puma, 200 euro, tg. XS-XL). Boots Primadonna Collection.

Da dove nasce la passione per le stelle?
«Sono cresciuta in provincia, dove la sera non ci sono luci intense e si vede il cielo. Ho sempre amato guardarlo, ma non sapevo che ci si potesse andare, finché un giorno mio padre, che collaborava al giornale locale, ha intervistato una ragazza laureata in Astrofisica. L’ho accompagnato e ho capito che volevo studiarla anche io».

Hai dei modelli che ti ispirano?
«Margherita Hack, con cui ho avuto la fortuna di parlare, anche se per pura incoscienza: a 11 anni ho trovato il suo indirizzo Skype e l’ho chiamata. Mi ispira perché è riuscita a essere una scienziata, cosa non facile».

Perché no?
«Perché i criteri di giudizio sono diversi per le donne. Di recente ho dovuto chiudere il mio account Instagram: siccome conduco un programma su Rai Gulp mi dicevano che ci ero arrivata solo perché sono figlia di qualcuno di importante, o perché sono belloccia. Quando una donna ha un minimo di successo, il primo pensiero non è “È brava” ma “Come mai è arrivata lì?”».


«Amo la fisica perché, come la filosofia, cerca una risposta alla domanda più grande: “Da dove veniamo?”. Ogni contributo alla conoscenza comune è un passo per costruire il nostro futuro»


Per avvicinare le ragazze alle materie scientifiche pensi che la scuola conti? O serve più lo sprone della famiglia?
«La famiglia conta fino a un certo punto. Io sono arrivata alla fisica dopo 10 anni di danza classica passati piangendo: mia madre mi voleva ballerina ma io ero negata. Quanto alla scuola, confesso che non ne ho un buon ricordo. Al liceo ho sempre avuto buoni voti ma, quando ho vinto i concorsi dell’Agenzia spaziale europea e ho partecipato all’organizzazione di conferenze e mostre a Bergamo Scienza, i professori si lamentavano se saltavo due giorni di lezioni. La nostra scuola è rigida: se ti distingui, non si sa come gestirti. E poi non è stimolante il modo in cui vengono insegnate le materie scientifiche».

Cioè?
«Ti insegnano le formule astratte, prese dai libri, senza illustrarti la loro applicazione pratica. Invece ognuna spiega il mondo, è qualcosa di reale, quotidiano. Se non ti appassioni a queste materie per conto tuo, rischi di odiarle».

Cosa pensi dei milionari che vogliono andare nello spazio?
«Negli anni ’60 è stata la rivalità tra gli Stati a portarci sulla Luna, oggi per Marte gareggiano i privati: in ogni caso la competizione aiuta, perché stimola la ricerca, riaccende l’entusiasmo per l’esplorazione di altri mondi. Che non è uno spreco di soldi ma un modo di affrontare i problemi da un altro punto di vista».

Nel 2017 hai rappresentato l’Italia al Geospace Astronaut Training, un programma di addestramento in Islanda, dove si allenarono anche i tre uomini sbarcati sulla Luna. Cosa hai fatto?
«Abbiamo seguito lezioni di speleologia e raccolto campioni di roccia da analizzare in laboratorio per capire quali microorganismi vivano in un ambiente così ostile. Era un programma dedicato alle donne: un messaggio forte per indicare che nello spazio ci sono possibilità anche per noi».

Ho una curiosità: come si fa pipì in assenza di gravità?
«Dentro la Stazione Internazionale per fortuna si sta in maglietta e pantaloni! Per far pipì le donne “si legano” a un water e un aspiratore risucchia il liquido evitando che fluttui in giro».

Cosa spinge una ragazza come te a studiare astrofisica?
«Si stima che conosciamo solo il 4% di tutto l’universo. In un certo senso la fisica è come la filosofia, cerca una risposta alle grandi domande esistenziali: da dove veniamo, se siamo soli nell’universo. Pensare che io, un essere minuscolo su un pianeta minuscolo, possa scoprire qualcosa di nuovo è un’ambizione che fa venire i brividi. Ma vale la pena di provarci: ogni contributo alla conoscenza comune è un passo verso il nostro futuro. È una forma di immortalità».

Di Nicolò Milella – foto di Chiara Giannoni – testi moda di Elena Banfi – intervista di Elisa Venco

Make up Bonnie Caria @greenappleitalia Hairstyle Matteo Bartolini @freelancer using Paul Mitchell