Le nuove nuvole

Nell’Atlante internazionale delle nubi sono state inserite 12 nuove nuvole, appena scoperte. «La più importante è Volutus: lunga, simile a un tubo orizzontale» dice Marina Baldi dell’Istituto di biometeorologia del Cnr. «La più spettacolare? Asperitas: vista da sotto, ha l’aspetto del mare in tempesta. Poi ci sono 5 nubi che si formano per fattori non meteorologici, come la Flammagenitus, causata dagli incendi, o la Homogenitus, dovuta alle ciminiere o agli aerei, che una bufala definisce “scie chimiche”». Su www. wmocloudatlas.org, con il tasto “cerca”, si può identificarle.

MichaelBruhn
1 di 11
– Volutus

EricVanLochem
2 di 11
– Murus

GeorgeAnderson
3 di 11
– Homomutatus

Jarmo Koistinen
4 di 11
– Homogenitus

George Anderson
5 di 11
– Homogenitus

SteveWillington
6 di 11
– Flumen

Lee TszCheung
7 di 11
– Cavum

Matthew Clarke
8 di 11
– Cauda

Steve Willington
9 di 11
– Cauda

Yves Courtel
10 di 11
– Cataractagenitus

Gary McArthur
11 di 11
– Asperitas

Il “papà” delle nubi

In Inghilterra lo chiamano “Namer of the clouds”, colui che ha dato il nome alle nuvole. Chi è? Luke Howard, un quacchero proprietario di una farmacia a Londra e meteorologo dilettante.
È stato lui, all’inizio del 1800, a spiegare al mondo l’importanza delle nubi e a dare loro i primi nomi in latino: Cumulus, Stratus, Cirrus, Cirrostratus, Cirrocumulus. Gli stessi che usiamo ancora oggi.

Le note celestiali

Nicolas Reeves, do- cente dell’università del Québec, è riusci- to a registrare le “no- te” prodotte dalle nuvole, grazie a una particolare “meteo- arpa”. Si tratta di uno strumento musical- tecnologico che, puntando un fascio di laser verso il cielo, traduce i dati raccol- ti in suoni. La musica delle nuvole di pas- saggio in diverse cit- tà si può ascoltare su www.cloudharp.ca

I capolavori che svaniscono

Aria, fumo e acqua sono gli ingredienti con cui ci incanta Berndaut Smilde, 35enne olandese, “l’artista delle nuvole”. Ricrea in musei e spazi chiusi nubi che si formano e dissolvono davanti agli spettatori. «Le nuvole hanno un che di inafferrabile e allo stesso tempo universale» dice. «Perciò le persone ne sono così affascinate». Per vedere le sue opere, www.berndnaut.nl.

Il gioiello dell’architettura

Una bozzolo candido, avvolto da 14.000 metri quadrati di fibra di vetro microforato, che galleggia dentro una teca gigantesca in acciaio e vetro. È la Nuvola, il polo congressuale romano firmato dall’archistar Massimiliano Fuksas, che ha avuto l’ispirazione volando sull’Atlantico. Il punto forte? «La luce. I pavimenti di travertino bianco riflettono quella che arriva dal tetto di vetro, a cui si sommano una miriade di led: così la luminosità si disperde e si moltiplica» dice Fuksas. Info su www.nellanuvola.it

La Nuvola