Due o tre cose che ho imparato da Tina sull’amore

12 08 2014 di Donatella Gianforma
Credits: Anonimo. Tina Modotti a San Francisco, USA, 1920 ca. © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Un fotografo scatta questo ritratto nel 1920 a una giovane sarta immigrata. Lui non lo sa ma quella ragazza è destinata a diventare una delle artiste più celebri del Novecento. Nella retrospettiva dedicata a Tina Modotti, “Fotografia, passione e rivoluzione”, c’è tutta la sua storia. La mostra si può visitare fino al prossimo 5 ottobre nella Corte Medievale di Palazzo Madama, a Torino (www.palazzomadamatorino.it).
Credits: Anonimo. Tina Modotti a Hollywood, Los Angeles (USA), 1920-21 © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Prima di incontrare Edward Weston, il grande artista di cui diventerà discepola, modella e amante, Tina arriva a recitare a Hollywood. Interpreta tre film ma lascia il cinema senza rimpianti per dedicarsi alla fotografia.
Credits: Foto di anniversario, Tina Modotti ed Edward Weston © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Celebrano il loro legame posando davanti all'obbiettivo come una coppia qualsiasi. Ma non lo sono. Tina Modotti ed Edward Weston, entrambi grandi artisti, si sono amati appassionatamente e hanno lavorato insieme per sei anni. Lui ha lasciato la famiglia e ha seguito Tina in Messico dopo averla conosciuta a Los Angeles. Il loro sodalizio umano e artistico li ha tenuti legati per tutta la vita.
Credits: Tina Modotti. Julio Antonio Mella © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Il ritratto esposto a Torino del giovane guerrigliero cubano Julio Antonio Mella. Tina lo incontra nel Messico post rivoluzionario degli anni Venti. I due militano entrambi nel Partito comunista, sono innamorati ma la loro felicità dura poco. Lui viene assassinato sotto gli occhi di Tina.
Credits: Tina Modotti. Julio Antonio Mella sul letto di morte © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
L'assassinio di Mella è uno dei momenti più drammatici della vita di Tina. Oltre al dolore per la perdita dell'amante subisce le accuse di complicità nell'omicidio da parte della polizia messicana. Per difenderla interviene anche il pittore Diego Rivera.
Credits: Tina Modotti. Donna di Tehuantepec © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Credits: Tina Modotti Madre con bambino di Tehuantepec © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Credits: Tina Modotti Falce, martello e sombrero © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
"Ciò che accadeva nel Messico post rivoluzionario suscitò l'attenzione degli intelletti più sensibili e ribelli di mezzo mondo" racconta lo scrittore Pino Cacucci nel catalogo della mostra Tina Modotti (Silvana editoriale) "Qualcuno era già affermato. Mentre nella miriade di talenti sconosciuti non pochi avrebbero realizzato proprio in Messico le opere destinate a rendere immortali i loro nomi. Tina Modotti ne fu l'esempio più evidente".
Credits: Tina Modotti Fili del telegrafo © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Credits: Tina Modotti. El Manito © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Tina Modotti ha preso la lezione di Edward Weston e l'ha fatta sua. Gioca con le forme e i simboli per darci una visione sorprendente della realtà. Qui fotografa la silhouette di una pianta tradizionale messicana in modo da farla apparire simile a un artiglio.
Credits: Tina Modotti Marcia di campesinos © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Credits: Tina Modotti Uomini che aggiustano le reti © Archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti
Foto


Quando sono entrata a Palazzo Madama, a Torino, per visitare la mostra Tina Modotti. Fotografia, passione, rivoluzione mi aspettavo di incontrare "solo" una grande fotografa. Ho scoperto anche una donna eccezionale che ha sfidato tutto nella vita.



La povertà

(figlia di un muratore, a 17 anni si è imbarcata da sola su un piroscafo per l'America)



 Il perbenismo

(i ritratti di lei, nuda, firmati dal suo amante Edward Weston sono tra i più erotici della storia della fotografia)



Il dolore

(quando l'uomo che le ha regalato la passione assoluta, il bellissimo guerrigliero Julio Antonio Mella, viene assassinato sotto i suoi occhi, lei trova il coraggio di riprenderne il corpo addormentato).



La solitudine

(per inseguire i suoi ideali si lascia alle spalle gli amici e gli amori di una vita e muore sola su un taxi a 45 anni, mentre attraversa la notte di Città del Messico. Non si saprà mai se a ucciderla è stato un  infarto o una vendetta politica).



Tina era capace di innamorarsi delle persone e delle cose. Senza risparmiarsi.

Penso che a molte di noi oggi manchi l'audacia intelligente di questa donna che nella breve parabola di una esistenza bruciata dalle passioni ha saputo anche esprimere il suo talento.
E oggi ci dà una bella lezione di modernità sugli ex e le storie che finiscono.

Lei ha imparato a fotografare sotto la guida di un grande artista, Edward Weston. Solo che lui, oltre che maestro, era anche amante. Quando si sono conosciuti lei aveva venticinque anni e un marito, lui  trentaquattro, una moglie e quattro figli.  Sono stati insieme per anni, poi la vita e nuovi amori li hanno divisi.




Ma lei non ha mai smesso di guardare a Weston come a un mentore e un amico.



"Ti auguro di ottenere tutto cio che meriti" gli scrive dopo la loro prima separazione, quando Edward, trattenuto dalle sue responsabilità familiari e dalle necessità economiche, lascia che Tina si trasferisca da sola a Città del Messico.

"Quello che mi hai dato in bellezza e sensibilità è una parte permanente di me, e rimane con me non importa dove mi conduca la vita" le dichiarerà Weston pochi mesi prima dell'incontro tra Tina e Julio Antonio, l'uomo di cui lei si innamorerà follemente.




Ma allora si può restare legati ai nostri ex? Si può apprezzare, stimare chi abbiamo amato ma non amiamo più?


Voi cosa ne pensate? Vi è successo?


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