Elisabetta Gnone scrittrice Fairy Oak
La scrittrice Elisabetta Gnone, 55 anni, vive in campagna, nel Monferrato, con il marito e 2 cani.

Elisabetta Gnone: «Così ho creato la magia di Fairy Oak»

Elisabetta Gnone è l’autrice dell’amatissima saga fantasy che celebra la natura e l’amicizia. In occasione del nuovo capitolo, ci svela come è nata. E qual è il suo segreto: «Scrivo per divertire la bambina che è in me»

C'è un libro di un’autrice inglese, Katherine Rundell, che si intitola Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio: la sua tesi è che i libri per ragazzi ci aiutano a ritrovare quello che magari non sapevamo nemmeno di avere perso. Sono partita da questa idea quando ho iniziato a leggere La storia perduta (Salani), il nuovo libro della saga di Fairy Oak, per capire come l’autrice Elisabetta Gnone avesse fatto a costruire un mondo che ha conquistato milioni di ragazzine e ragazzini. E mi sono ritrovata catapultata in un villaggio dalla natura sontuosa e prepotente, tra fate e maghi, laghi e scogliere. Un universo accogliente e magico.

«Ogni tanto fa bene leggere libri per ragazzi» le ho detto. «Perché ci fa questo effetto?». «Forse per lo stesso motivo per cui certi autori scrivono libri per ragazzi» mi ha risposto durante la nostra chiacchierata su Zoom dalla sua casa sulle colline del Monferrato, con uno dei suoi cani accucciato sotto la scrivania. «Astrid Lindgren, l’autrice di Pippi Calzelunghe, disse una cosa bellissima: “Scrivo per divertire il bambino che è in me”. Io scrivo per la stessa ragione. Nei libri per ragazzi deve essere presente la speranza. È un ingrediente fondamentale, e di speranza abbiamo bisogno tutti».

Il potere della natura
Una delle illustrazioni di Claudio Prati e Valeria Turati contenute in La storia perduta.
Un'altra delle illustrazioni di Claudio Prati e Valeria Turati contenute in La storia perduta.
Un’immagine del libro-diario Un anno al villaggio (sempre Salani) uscito in contemporanea al libro.
Dal libro-diario Un anno al villaggio (Salani).
Dal libro-diario Un anno al villaggio (Salani).
Dal libro-diario Un anno al villaggio (Salani).

Ma com’è nato il mondo magico di Fairy Oak?

«Ero uscita dalla Walt Disney, dove avevo creato la serie delle Witch, perché volevo dedicarmi ad altro. Facevo consulenze editoriali, avevo lavorato con Roberto Benigni su Pinocchio, mi avevano chiesto un nuovo libro, sempre con ragazzine e streghe, ma non mi interessava. Ero appena tornata da un viaggio bellissimo in Bretagna e Normandia con mio marito e ho detto: voglio parlare di natura. Insieme a lui abbiamo sfogliato i National Geographic degli anni ’50 per ritrovare le atmosfere scozzesi, i villaggi, le brughiere. Ho cominciato a mappare un mondo nella mia testa. A lui dicevo: “Ma lo sai che in quel villaggio alla fine del ponte c’è una spiaggia?” o “C’è un sentiero per arrivare lì”. Intanto cresceva in me il desiderio di raccontare quel mondo ai bambini. Fairy Oak nasce come metafora naturalistica, con una natura potente e sana che ha diverse manifestazioni: venti forti, soli che bruciano, piogge, neve, la scogliera, i laghi, i fiumi, i torrenti... Posti dove i bambini possono immergersi ed esplorare».

Così sono arrivate le protagoniste: le gemelle Vaniglia e Pervinca, la luce e l’ombra, una col potere di creare, l’altra con quello di distruggere.

«Sono la natura, né buone né cattive, necessarie entrambe, indivisibili e opposte. Come il ciclo delle stagioni: in autunno e inverno sembra che tutto vada distrutto, mentre è la capacità di rigenerarsi, ricaricarsi per tornare a fiorire e maturare in primavera ed estate. E poi volevo raccontare l’importanza dell’equilibrio. Se una cosa prende il sopravvento sull’altra si genera il caos: nella mia storia, per esempio, c’è il Terribile 21 che vuole dominare nell’oscurità. Infine volevo parlare di amicizia, di quanto sia bello e importante essere amici da giovani. E della fiducia che bisognerebbe dare ai ragazzi permettendo loro di sbagliare, di fallire, di ricominciare».

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I suoi romanzi sono pieni di profumi, colori, sapori, a cominciare dai nomi dei personaggi. Chi legge prova delle sensazioni, avverte, ascolta. Come riesce a farlo?

«Mi ci calo proprio dentro, immagino di essere lì, in compagnia di quei personaggi. Il nuovo libro, La storia perduta, l’ho scritto a 10 anni di distanza dall’ultimo della saga. Tornare in quel mondo non è stato immediato. Ho dovuto ritrovarlo. Ma poi, una volta entrata, sono diventata di nuovo parte di quell’insieme: ho incontrato i suoi abitanti, li ho sentiti parlare, ho rivisto quei posti».

Perché ha aspettato così tanto?

«Non era in programma. L’ultimo libro l’ho intitolato Addio, Fairy Oak proprio per tagliare i ponti. Avevo paura di stancare, preferivo il sapore del desiderio. Però continuavano ad arrivare lettere di ragazzine che, finita la trilogia, mi dicevano “E ora dove vado?”, non “Ora cosa leggo?”. Questo mi ha spinto a scrivere ancora perché ho pensato: “Allora siete state con me!”. Le prime lettrici di Fairy Oak, che adesso hanno 20-30 anni, mi hanno mandato molti messaggi: hanno preso La storia perduta e lo sfogliano per ritrovare un po’ di pace. C’è un futuro medico che mi ha scritto: “Quando proprio non ne posso più, leggo qualche pagina perché mi calmo e torno a combattere”. Affrontiamo un anno che è proprio infame. Per fortuna io vivo immersa nella natura, dove trovo conforto a tutto quello che sta succedendo, e ho pensato che se potevo dare un piccolo contributo per migliorare lo stato d’animo degli altri era riaprire le porte di Fairy Oak. Mettiamoci poi che il 2020 è anche il 15esimo anniversario dal primo libro della serie, Il segreto delle gemelle... Quindi, se era da fare, era questo il momento».

Ma lei com’era da bambina? Leggeva molto?

«Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia equilibrata con una mamma che ci leggeva le favole. E siccome lei e papà erano naturalisti, nelle fiabe gli animali non venivano mai uccisi. Però io leggevo solo fumetti e i miei erano disperati. Finché non mi sono imbattuta in La collina dei conigli di Richard Adams ed è stato amore».

Fairy Oak, una saga da 4 milioni di copie

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Fairy Oak è una saga fantasy ambientata nell’omonimo villaggio dove umani privi di poteri, detti Nonmagici, convivono in pace con maghi, streghe e fate. Protagoniste sono le sorelle Vaniglia e Pervinca Periwinkle.

Il primo libro, Il segreto delle gemelle, è uscito nel 2005, seguito da L’incanto del buio e Il potere della luce. A questa trilogia si sono poi aggiunti i 4 volumi di I quattro misteri. A 10 anni dall’ultimo romanzo, è ora in libreria per Salani La storia perduta. Vaniglia e Pervinca sono diventate grandi: mentre guardano le vecchie foto riaffiorano i ricordi di un anno speciale. E di un mistero da scoprire...

 

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