Omar Sy e il fascino indiscusso di Lupin

La serie ispirata alle avventure del ladro gentiluomo è in cima alla top ten delle più viste e Netflix ha appena confermato la seconda stagione. Merito di una trama coinvolgente e del fascino senza tempo del personaggio che ha conquistato intere generazioni

Arriva la seconda stagione di Lupin

Misterioso e intrigante come 007 ma simpatico e divertente come Checco Zalone. Omar Sy con la serie Lupin targata Netflix sta facendo impazzire milioni di persone in tutto il mondo: è tra le più viste non solo nel nostro Paese ma in tutta Europa e negli Stati Uniti. E Netflix ha appena annunciato la seconda stagione: sarà composta da 5 episodi e verrà lanciata in estate.

Assane Diop, nome in codice “Lupin”

Avevamo conosciuto l'attore francese Omar Sy nello strabiliante "Quasi amici" e ora lo ritroviamo sul piccolo schermo nei panni del mitico Arsenio Lupin, il celebre ladro gentiluomo creato da Maurice Leblanc agli inizi del Novecento come antagonista di Sherlock Holmes.

Omar Sy nella serie interpreta in realtà il personaggio di Assane Diop, figlio di un immigrato senegalese. Sarà Assane Diop ad assumere le vesti del famoso ladro gentiluomo, Lupin. Guarda il video in cui Omar Sy/Assane Diop/Lupin si racconta:

Perché Lupin piace tanto

La serie riflette in modo grandioso le complesse macchinazioni di Lupin fatte di piani ingegnosi, rapine impossibili e fughe infinite, ma senza il cinismo del noir poliziesco: semplicemente con il piacere di un gioco. Insomma il Lupin di Netflix piace e raccoglie consensi tanto che tutti ormai aspettano con ansia la seconda stagione. E non è cosa da poco visto che si tratta di una produzione francese (non ce ne vogliano i cugini d'Oltralpe) e considerate le iniziali polemiche per un Arsenio Lupin di colore.

Il mix di dramma, giallo e di un mito senza tempo ne hanno fatto immediatamente una serie di successo che nulla ha a che fare con "l'incorreggibile e inafferrabile" - chi non ha canticchiato almeno una volta la sigla del cartoon alzi la mano - manga degli anni Ottanta: i due creatori George Kay e François Uzan hanno scelto di non immaginare Arsène Lupin nella Parigi del 2020, ma di raccontare la storia di un uomo influenzato dal personaggio di fantasia e con continui rimandi letterari, citazioni e omaggi all'opera prima.

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La prima stagione di Lupin

Veniamo ora alla trama: pronti a scoprire di più sul nuovo alter ego di Lupin? È notte (ma questo era facile immaginarlo visto che i migliori "colpi" avvengono proprio in notturna) e Parigi è silenziosa. Tra le stanze del museo del Louvre un addetto alle pulizie si ferma davanti alla Gioconda con un sorriso malizioso che durante la serie impareremo ad amare.

Si tratta di Assane Diop, figlio di un immigrato senegalese, che sta per trasformare il museo parigino nella cornice del colpo del secolo. L’obiettivo? Sottrarre lo splendido collier della regina Maria Antonietta pronto per andare all’asta per 20 milioni (e non vi spoileriamo la cifra a cui verrà poi battuto!). Ovviamente Assane Diop come Arsenio Lupin non sbaglia un colpo e tutto sembra risolversi nel migliore dei modi.

Ma c’è un doppiogiochista che scende in campo a sparigliare le carte e, quando scopriamo che 25 anni prima, il papa di Assane è stato accusato e incarcerato per il furto dello stesso collier, nulla è più come sembra.

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