Bonus nido e bonus bebè: in arrivo proroghe e aggiustamenti

04 12 2018 di Lorenza Pleuteri
Credits: Shutterstock

Il congedo maternità cambia formula. Con il consenso del medico, ad esempio, si potrà lavorare fino al nono mese, utilizzando i cinque mesi dopo la nascita. Il punto sulle novità

Bonus per l’asilo nido o l’assistenza a casa

Un emendamento alla legge di Bilancio, in lavorazione in Parlamento, conferma il bonus asilo nido e porta il bonus annuale da 1.000 a 1.500 per il triennio 2019-2021, nel 2022 l'entità della somma potrà essere confermata o rideterminata. Si tratta del contributo che viene erogato alle famiglie per aiutare a pagare le rette di asili nido pubblici e privati autorizzati e per far assistere a domicilio i bimbi più piccoli con malattie croniche. Previo consenso del medico, inoltre, le future mamme potranno andare a lavoro fino al nono mese prima del parto, utilizzando poi per intero i cinque mesi del congedo per il periodo successivo.

I soldi saranno spalmati su 11 rate mensili di uguale importo (dagli attuali 90,91 euro a 136,36 euro), sulla base della documentazione dell’esborso sostenuto mese per mese. Per il sostegno a casa la somma verrà invece pagata in una unica soluzione, direttamente al padre o alla madre che lo richiede.

Questa forma d’aiuto – sempre che l’emendamento passi e senza modifiche o limitazioni – è destinata ai genitore dei minori nati o adottati a partire dal primo gennaio 2016, residenti in Italia, con cittadinanza italiana o comunitaria. Ne beneficeranno anche le persone extracomunitarie in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo o di una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari e per i cittadini stranieri con lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria, così come riformulata dal decreto sicurezza.

Sul portale dell’Inps per ora la guida 2018

Anche per i prossimi anni, da quello che è dato sapere, dovrebbero valere le stesse regole fin qui previste: il bonus non sarà cumulabile, ad esempio, con la detrazione fiscale applicata con la dichiarazione dei redditi per l’asilo nido di uno o più figli (per cui conviene fare i conti prima di presentare richiesta). Entro gennaio, una volta approvata la versione definitiva della legge di bilancio, si avranno conferme (o smentite) e se ne saprà di più.

Sul portale  dell’Inps (inps.it) si trovano le istruzioni relative all’assetto attuale e le modalità per presentare domanda con il sistema vigente. Conviene dare una occhiata, in attesa del via libera ufficiale e delle disposizioni aggiornate.

Come mandare le ricevute già da ora

Una nuova opzione, per chi già accede al bonus, è a disposizione da qualche giorno. Per agevolare la trasmissione delle ricevute di pagamento, l’app Inps mobile è stata integrata con una funzionalità innovativa. Grazie al servizio aggiuntivo ora è possibile allegare, tramite smartphone o tablet, una semplice fotografia dell’attestazione dell’esborso per la retta.

Come fare? Si deve a accedere all’applicazione con il codice Pin o Spid e poi entrare nel  servizio “bonus nido”. L’app consente pure di inserire i dati del soggetto che emette l’attestazione di pagamento, qualora  sia diverso dalla struttura indicata nella domanda, e di modificare i dati aziendali dell’asilo nido, nel caso in cui siano cambiati.

Confermato, con modifiche, anche il bonus bebè

Dovrebbe essere confermato, con quale aggiustamento, anche il bonus bebè. È il contributo economico previsto per i nuovi nati, i bimbi adottati o presi in affidamento. L’assegno sarà erogato per il primo anno di vita di un figlio (come è adesso) e non più per i primi tre anni (come avveniva in passato e come succede per i piccoli venuti alla luce fino al 2017).

Chi ha un reddito Isee pari o inferiore a 7.000 euro, avrà 192 euro al mese. Con l’ Iseee compreso tra 7.001 e 25.000 mila euro – e non oltre - il bonus sarà di 80 euro mensili (uguale ad ora). Per il secondo figlio si prevede una maggiorazione del 20 per cento della somma base.

Lo stanziamento previsto non è senza fondo e potrebbe dunque non bastare per tutti: per il 2019 saranno stanziati 204 milioni e altri 240 per la coda del 2020. Vale lo stesso discorso del bonus nido. È possibile avere ulteriori informazioni di base accedendo al sito dell’Inps (alla voce “assegno di natalità”).

Congedo di paternità: atteso il via libera        

Pare di capire - nell’altalena di annunci e contro annunci, frenate e ripartenze - che l’anno prossimo potrebbe essere mantenuto e riproposto il congedo di paternità: 5 giorni di assenza retribuita (uno in più del precedente sistema) dal lavoro, obbligatoria, per consentire a un padre di stare accanto al figlio appena nato.

Congedo di maternità più flessibile?

Un altro emendamento riguarda le donne che lavorano. Chi vorrà (con via libera del medico) potrà rimanere in servizio  fino al nono mese, portandosi "in dote" l'intero periodo di astensione di 5 mesi a dopo il parto. Il sistema attuale prevede l'obbligo di astensione dalle attività professionali (di uno o due mesi) prima della nascita del bambino.

Riproduzione riservata