Bonus bici, disponibile dal 4 novembre

Definite regole e requisiti per chiedere il rimborso. Ma attenzione: sarà disponibile fino a esaurimento fondi

Era stato annunciato sul finire del lockdown, nell’ambito del decreto Rilancio, e aveva avuto l’effetto di dare impulso alle vendite delle biciclette (tradizionali, e-bike, ma anche monopattini e in genere tutti i mezzi di trasporto ecologici su ruote. Ma per mesi del bonus bici non si è saputo più nulla se non il tira e molla tra ministeri competenti (Trasporti e Ambiente) su chi dovesse gestirlo, su quali fossero le modalità per erogarlo, persino sull’ammontare dei fondi.

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Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del dpcm, ecco fissate le modalità per ottenere il rimborso per acquisti teoricamente fino al 31 dicembre 2020. Attenzione, però, perché la priorità andrà a chi ha già comprato un mezzo.

A quanto ammonta

A far discutere, oltre alle modalità di erogazione, è stato anche l’ammontare dei fondi e dunque dell’importo erogabile a ciascun cittadino che abbia comprato o abbia intenzione di comprare una bici o mezzo ecologico analogo fino al 31 dicembre. La versione “definitiva” del decreto prevede che il bonus sia pari al 60% della spesa sostenuta o comunque non superiore a 500 euro. Chiunque ne faccia richiesta potrà usufruirne una sola volta.

Chi può chiederlo

Un altro requisito è quello di abitare in centri densamente abitati e, in particolare, in capoluoghi di Regione, di Provincia o città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino e Venezia), oppure in comuni con una popolazione superiore a 50mila abitanti. Il bonus può essere chiesto solo da cittadini maggiorenni o dai genitori di bambini e ragazzi under 18. In caso di più figli minorenni, ciascun genitore potrà presentare una sola domanda per figlio: ad esempio, la fattura per la bici del primo figlio potrà essere intestata al padre, quella per il secondo alla madre.

Per quali acquisti

Il bonus rappresenta un incentivo all’acquisto di mezzi ecologici e precisamente per: biciclette (tradizionali o a pedalata assistita) e “dispositivi di micromobilità elettrica” come monopattini elettrici, hoverboard, segway, monowheel. Il rimborso è applicabile anche agli acquisti di servizi di mobilità condivisa a uso individuale, esclusi quelle per automobili: in pratica abbonamenti annuali a servizi di bike-sharing o noleggio monopattini elettrici erogati da molti comuni.

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Rimborso o sconto diretto?

Il decreto prevedeva due fasi – con relative modalità di fruizione dell’incentivo - che sono state confermate. Nella prima, cioè dal 4 maggio fino all’operatività dell’applicazione web per ottenere il contributo, è previsto un rimborso per un acquisto già effettuato. Occorre conservare il titolo d’acquisto (fattura, non scontrino!) da allegare al momento della richiesta. Nella seconda fase che scatterà dal 4 novembre cioè da quando sarà operativo il portale creato per il bonus bici, saranno invece i fornitori a ottenere il rimborso dallo Stato. Questo permetterà a chi comprerà la bici o altro mezzo elettrico di ottenere lo sconto direttamente al momento dell’acquisto. I clienti dovranno però generare il “buono digitale” da esibire al negoziante, dopo essersi registrati sulla piattaforma e aver scaricato la App.

Fino a quando

Il bonus potrà essere richiesto dal 4 novembre (la data, inizialmente prevista a luglio è slittata prima a ottobre, poi a novembre anche per mancanza di fondi stanziati disponibili da parte dei ministeri competenti) e sarà valido per acquisti effettuati anche fino al 31 dicembre 2020. Per chi avesse già comprato il proprio mezzo alla data del 4 novembre, ci saranno 60 giorni di tempo per chiedere il rimborso, dopo i quali si perderà il diritto all’incentivo.

Occorre lo SPID

Come per altre pratiche, incentivi e voucher, anche per ottenere il bonus bici è richiesto lo SPID, ossia le credenziali della propria identità digitale (clicca qui per sapere come e dove ottenerle). Bisognerà anche allegare la fattura. Il rimborso avverrà tramite conto corrente del richiedente, che fornirà le coordinate IBAN al momento della presentazione dell’istanza.

Il rischio del “click day”

A lungo scongiurato il 4 novembre rischia di trasformarsi in un “click day” con la corsa ad accaparrarsi il bonus, nel timore che i fondi si esauriscano. Secondo le prime stime (dopo il boom di acquisti registrato tra maggio e giugno) la platea di italiani che faranno richiesta sarà di circa 26 milioni di persone. Il primo stanziamento del Governo era pari a 120 milioni, che avrebbero “coperto” solo una minima parte di domande. Da qui la decisione di reperire altri fondi, aggiungendone altri 20, a cui se sono sommati infine altri 70 (disponibili però solo da fine ottobre, da qui la decisione di slittare ai primi di novembre) per arrivare a 210 milioni di euro. Ma non potendo abbassare gli importi (promessi nel decreto Rilancio), scenderà il numero di coloro che riusciranno a beneficiare del bonus, dando priorità alle prime richieste. Il che significherà una corsa al “click” più veloce, anche se il ministero dell'Ambiente scongiura questa ipotesi. Secondo alcuni calcoli solo il 50% di chi ha effettuato un acquisto green a due ruote potrebbe riuscire a ottenere il rimborso.

Negozianti autorizzati

Gli acquisti possono essere effettuati sia in negozi “fisici” (qualsiasi fino al 4 novembre, poi solo presso quelli aderenti all’iniziativa, di cui la piattaforma del Ministero dell’Ambiente riporterà l’elenco), sia tramite shopping online. In entrambi i casi sarà necessario farsi fare la fattura. Tra i siti sono compresi anche quelli stranieri, purché il documento fiscale riporti i dati richiesti dalla fatturazione italiana.

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