Bambino genitore

Arriva il bonus per genitori separati

È un assegno fino a 800 euro al mese per il genitore in difficoltà economica a causa del Covid, per pagare il mantenimento dei figli

La pandemia ha ricadute sanitarie, ma anche economiche pesanti e in molti se ne accorgono soprattutto a fine mese. Tra le categorie più in difficoltà ci sono i genitori separati o divorziati che, in caso di problemi lavorativi, faticano a pagare l’assegno di mantenimento per i figli. Ora nella legge di Bilancio è stato introdotto un bonus che aiuta a sostenere queste spese, che può arrivare fino a 800 euro.

Ecco a chi spetta, da quando e come viene erogato.

Cos’è il bonus per i genitori separati

Il bonus per i genitori separati è un contributo che era stato introdotto dal Decreto Sostegni, salvo poi bloccarsi per la mancanza del decreto attuativo. Un emendamento ha invece previsto l’istituzione di un fondo da 10 milioni di euro per il 2021 che entra nel Decreto Fiscale e che serve ad aiutare i genitori divorziati o separati che, in difficoltà economica a causa degli effetti della crisi sanitaria da Covid, faticano a pagare gli assegni di mantenimento per i figli.

Come funziona e a quanto ammonta

Il bonus può essere richiesto da madri e padri che lavorano, ma che hanno cessato, ridotto o sospeso la propria attività a causa della pandemia Covid e quindi, proprio per questo, non sono in grado di garantire il regolare versamento dell’assegno di mantenimento ai figli. L’importo varia in base alla situazione economica del genitore e può raggiungere un massimo di 800 euro mensili. È la prima volta che viene introdotta una misura per questa categoria di cittadini.

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Lo scopo è quello di tutelare i più piccoli, quindi l’assegno non ha nulla a che fare con l’eventuale mantenimento dell’ex coniuge, qualora questo sia previsto dalla sentenza di divorzio.

Chi ne ha diritto

Il bonus sarà erogato a chi ne farà richiesta, purché sia single (separato o divorziato), viva da solo, sia in difficoltà a provvedere al mantenimento dei figli minori che vivono con l’ex coniuge. «Il prodotto nasce proprio in seguito al Covid, ma penso che potesse essere creato a prescindere dalla crisi sanitaria. Sicuramente il bisogno c’era anche prima» commenta Carolina Casolo, consulente fiscale.

«Di fatto andrà soprattutto ai padri, che nella maggior parte dei casi sono gli ex coniugi economicamente più forti e dunque quelli tenuti a pagare un assegno di mantenimento ai figli minori che vivono con l'altro genitore. Ma ben venga un misura, che comunque rimane un tampone a un'emergenza» commenta l'avvocata Claudia Rabellino Becce.

Da quando?

Gli ulteriori dettagli saranno contenuti nel decreto attuativo, che dovrà comunque arrivare entro 60 giorni dall'entrata in vigore del Decreto Sostegni. «Occorrerà attendere questo periodo per avere conferma della misura, che nel frattempo potrebbe anche subire dei cambiamenti» spiega Casolo. «Bisognerà anche aspettare di conoscere i dettagli dei requisiti».

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Occorrerà un controllo contro i furbetti

«Il decreto attuativo immagino che prevedrà anche un meccanismo di controllo, in modo che l’assegno arrivi ai figli che sono il vero destinatario. Da questo punto di vista c'è comunque un aspetto positivo: il bonus potrebbe porre fine a situazioni non rare, nelle quali il genitore che dovrebbe versare il mantenimento adduce difficoltà economiche non sempre fondate per sottrarsi al pagamento. Se fosse l'Inps a versare l'importo direttamente al beneficiario questo non accadrebbe più. Nel caso in cui, invece, sia versato al coniuge cui spetta il pagamento, penso che dovrebbe essere prevista anche la possibilità di revoca in caso di uso improprio» conclude l'avvocata esperta di diritto matrimoniale.

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