Guida facile alla fattura elettronica

03 01 2019 di Giorgia Nardelli
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In questi giorni entra in vigore la grande novità che riguarda 3 milioni di professionisti, autonomi e piccole imprese. Ma tra i lavoratori coinvolti ci sono ancora molti dubbi e molte domande. Ecco le nostre risposte

Pronti o no, dal 1° gennaio si parte. La vecchia fattura di carta va in pensione e al suo posto arriva quella elettronica, una rivoluzione che tocca da vicino circa 3 milioni di soggetti tra imprese, professionisti e lavoratori autonomi con partita Iva. L’obbligo della e-fattura, già in vigore per chi lavorava con la Pubblica amministrazione, è stato infatti esteso a tutte le operazioni: al posto del foglio numerato, d’ora in poi il professionista o l’impresa dovranno emettere un documento elettronico e inviarlo per via telematica all’Agenzia delle entrate, la quale, dopo le verifiche, lo spedirà al destinatario, sempre in formato telematico.

Una procedura complessa, che richiede una connessione web e l’utilizzo di un servizio digitale. E che potrebbe comportare non pochi problemi nella fase di avvio, visto che milioni di documenti transiteranno verso un unico cervellone che dovrà elaborarli.

Perché tanta fretta? «Si punta sulla e-fattura per scoraggiare le finte fatturazioni, responsabili del 30-40% di evasione dell’Iva» spiega Maurizio Grosso, del Consiglio nazionale dei commercialisti. Le stime sugli effetti della fattura elettronica parlano infatti di 1,9 miliardi di entrate in più all’anno per il Fisco.

Restano però da sciogliere alcuni nodi, privacy in testa. «Con le fatture viaggeranno sulle piattaforme informatiche dell’Agenzia e degli intermediari le informazioni personali su spostamenti, acquisti e consulenze legali di milioni di cittadini» dice Grosso. Mentre scriviamo queste pagine l’Agenzia si è messa al lavoro per trovare soluzioni in grado di proteggere questo immenso patrimonio di dati sensibili. Vediamo intanto cosa cambia dal 1° gennaio.

Chi è esonerato

Non tutti i soggetti con partita Iva sono obbligati a emettere la fattura elettronica. «Possono continuare a utilizzare il documento Pcartaceo i lavoratori autonomi che hanno scelto il regime fiscale “dei minimi” o il forfettario, due formule di tassazione agevolata riservate a chi ha ricavi sotto una certa soglia» spiega Michele Tomasi, commercialista dello studio Prassi di Vicenza. Il decreto fiscale legato alla finanziaria e approvato da poco prevede che siano esonerati, almeno per il 2019, anche medici, farmacisti, strutture sanitarie e società sportive dilettantistiche.


Le sanzioni

Un’altra novità contenuta nel decreto riguarda le sanzioni, che saranno ammorbidite fino al 30 settembre 2019. «Per legge la fattura va emessa entro 24 ore dalla vendita del prodotto o del servizio» spiega Raffaella Napoli, esperta della materia di Infocamere. «In questa prima fase, però, il documento potrà essere inviato entro il 15 del mese successivo, ci sarà una sanzione ridotta dell’80% rispetto a quella prevista (che varia a seconda dell’importo) se verrà spedita con un ulteriore mese di ritardo».

Fai-da-te e intermediari

Per produrre la fattura elettronica è necessario usare una piattaforma informatica. L’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione un servizio gratuito sul suo sito per preparare, inviare, ricevere e archiviare i documenti, (ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale). «Bisogna però munirsi di identità digitale (lo Spid), della Carta dei servizi dell’Agenzia, o delle credenziali di Fisconline» spiega Tomasi. L’alternativa è affidare la gestione al proprio commercialista oppure acquistare un software apposito o ancora utilizzare le piattaforme a pagamento, offerte per esempio dalle banche. Il costo parte da circa 100 euro all’anno. «Altri enti, infine, come le camere di commercio, hanno elaborato piattaforme gratuite disegnate sui bisogni dei propri iscritti».

Ma per i consumatori che cosa cambia?

La risposta è: non molto. Quando fai un acquisto o paghi il servizio, il commerciante o il professionista ti consegnerà una copia stampata della fattura elettronica che dovrai conservare e utilizzare per la detrazione fiscale.

Una novità per chi ha la partita Iva

C’è un nuovo servizio on line messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Funziona così: entrando nella sezione dedicata alle fatture elettroniche del sito dell’Agenzia si può generare un Qr code: si tratta di una specie di biglietto da visita digitale che contiene tutti i dati della propria partita Iva. Ogni volta che si acquista qualcosa, si mostra al commerciante o al fornitore il Qr memorizzato sul telefonino o anche stampato su carta. E lui, tramite il lettore, con un semplice bip registra tutte le informazione necessarie.

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