Libretti di risparmio al portatore addio: ecco cosa fare

06 12 2018 di Lorenza Pleuteri
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Per decenni i libretti al portatore sono stati uno strumento di risparmio e di sostegno a figli e nipoti. Entro la fine del 2018 dovranno essere riconsegnati e convertiti (dal 4 luglio 2017 esistono solo libretti nominativi). In caso contrario si rischiano sanzioni amministrative. Qui ti spieghiamo cosa devi fare se ne possiedi uno

Libretti al portatore, rischio multe: entro il 31 dicembre vanno consegnati

Restano pochi giorni per consegnare ed estinguere i vecchi libretti di risparmio al portatore. Se non si provvede per tempo, entro il 31 dicembre 2018, si rischiano sanzioni amministrative. Ecco cosa fare.

Chi ancora possiede libretti di risparmio al portatore, postali o bancari, entro il 31 dicembre 2018 deve andare in banca o in posta  e consegnare i supporti cartacei, anche se le somme corrispondenti sono modestissime. Trasferirli ad altre persone è vietato.

Le opzioni possibili, per rientrare in possesso dei soldi accantonati sui libretti anonimi,  sono tre: trasferire i soldi su un conto corrente, chiedere la conversione in un libretto nominativo, incassare il saldo in contanti. Se il portatore originario di un libretto è deceduto, l’onere ricade sugli eredi. Nel caso di inadempienze  (mancata estinzione e trasferimento ad altre persone) è prevista una multa da 250 a 500 euro.

Poi, dal prossimo anno, i libretti al portatore saranno ufficialmente fuorilegge. Le emittenti (sempre banche e uffici postali) potranno proporre i soli libretti nominativi dopo “adeguata verifica della clientela” cioè dopo avere identificato il titolare effettivo seguendo una rigida procedura.

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In data 29.06.2017 avevamo scritto:

I libretti al portatore bancari e postali sono stati per decenni il simbolo e lo strumento del risparmio per milioni di famiglie e un modo per donare denaro e futuro a figli e nipoti, con la cifra iniziale rimpolpata in occasione di ricorrenze e di eventi. Poi li hanno “scoperti” e usati anche i riciclatori di denaro sporco e gli evasori fiscali. A breve, tolti definitivamente dalla circolazione, andranno tutti al macero. Sono destinati a diventare un ricordo, un scheggia di storia patria e del costume. Dando corso a una direttiva Ue, varata per contrastare il riciclaggio dei proventi del crimine e i finanziamenti al terrorismo, sono stati messi fuori legge anche in Italia. Rimarranno, invece, i libretti nominativi.

Stop all’emissione di nuovi libretti al portatore

Dal 4 luglio, ecco la prima scadenza, banche e poste potranno rilasciare solo libretti nominativi, dopo rigorose verifiche sulla clientela interessata e la puntuale registrazione degli intestatari. I libretti anonimi in circolazione, non più trasferibili a terze persone, andranno chiusi ed estinti nei prossimi mesi. Ma c’è tutto il tempo per fare con calma.

I “vecchi” libretti vanno consegnati entro la fine del 2018

Chi possiede ancora uno o più libretti al portatore – che non possono avere un saldo pari o superiore a mille euro -  avrà a disposizione 18 mesi per andare in banca o in posta e trasferire i soldi su un conto corrente oppure chiedere la conversione in un libretto nominativo o in contanti: la restituzione del supporto cartaceo e il  “cambio” , infatti, dovranno essere effettuati entro il 31 dicembre 2018.  Chi  presenterà  tardivamente gli esemplari messi al bando, oltre la scadenza fissata, sarà multato e dovrà comunque ritirare la somma accumulata.

Libretti non trasmissibili e sanzioni amministrative

Anche trasmettere ad altre persone i propri libretti al portatore (cosa possibile fino al 3 luglio 2017 o al 2 agosto 2017, se se considerano i 30 giorni cuscinetto previsti per la denuncia di cessione) non sarà più consentito. “I passaggi di mano irregolari verranno sanzionati. La multa applicabile – ricordano dall’associazione di consumatori Aduc – va da 259 a 500 euro”.

Che cosa si può fare con i “vecchi” libretti fino a dicembre 2018?

“La norma – precisano dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana – vieta il trasferimento dei libretti al portatore, ma non l’operatività sullo stesso dall’avente diritto”. Il che significa – confermano da Poste italiane - che versamenti e prelievi saranno consentiti  solo all’effettivo “titolare” del libretto, quello che risulta dagli archivi anagrafici di banche e poste. 

Nel caso di decesso del portatore originario, chi potrà estinguere i libretti a suo nome?

“I libretti di risparmio al portatore – è la risposta di Abi - entrano a far parte della massa ereditaria nel caso in cui siano stati in possesso del defunto oppure custoditi a suo nome presso terzi al momento della morte (ad esempio, nella cassetta di sicurezza di un istituto di credito). Pertanto i soggetti legittimati ad estinguerli sono gli eredi”.

Divieto di utilizzo di libretti anonimi stranieri

I principi cardine sono tassativi: non è ammessa l’apertura in qualunque forma  di conti o libretti di risparmio, in forma  anonima  o  con intestazione fittizia. Non solo. È vietato   “l’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia aperti presso  Stati esteri”.

Pagamenti in contanti: resta il tetto di 3mila euro

Aduc rammenta un altro aspetto della normativa antiriciclaggio: “Il tetto per i pagamenti in contanti è rimasto fermo a 3mila euro. Per trasferimenti superiori bisogna utilizzare sistemi tracciabili, come assegni non trasferibili, carte di credito, bonifici. Frazionare gli importi, per non sfondare il limite massimo, non è consentito. La sanzione prevista per chi sgarra, in questi casi, si fa pesante: da 3 mila a 50 mila euro, con una sanzione concreta di 6mila  euro all’atto della contestazione della violazione”.

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