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Passaggio al mercato libero: cosa c’è da sapere

Il 10 gennaio 2024 termina il mercato tutelato nel settore dell'energia, cioè luce e gas: cosa vuol dire? Ci sono dei passaggi intermedi? Si è obbligati a scegliere un altro fornitore? Nella pratica cosa succede ai nostri contratti?

Quante volte vi è capitato di ricevere telefonate dai call center in cui vi annunciano la fine imminente del servizio di maggior tutela nel settore dell'energia? «Il mercato tutelato dell'elettricità e del gas sta per finire, se non cambia subito fornitore, tra qualche mese pagherà una bolletta molto più cara». Per fortuna c'è poco da preoccuparsi, si tratta di una trovata di alcuni operatori di call center per spingere i malcapitati a firmare un contratto con un nuovo venditore.

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Quando finisce il mercato tutelato?

Per la fine del mercato tutelato, le famiglie dovranno infatti attendere ancora un anno e mezzo. Per gli utenti domestici lo switch era previsto in un primo momento a gennaio 2023 – data fissata dopo una serie di rinvii - ma la legge di Bilancio 2022 ha posticipato l'appuntamento ancora una volta, stabilendo come limite il 10 gennaio 2024. I privati saranno gli ultimi ad abbandonare le tariffe tutelate: per le imprese con potenza superiore a 15 kW il passaggio è già avvenuto il 1° gennaio 2021, e l'appuntamento per le microimprese è al 1° gennaio 2023.

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Cosa succede nel 2024?

La domanda che però tutti si fanno, è: cosa succede nel 2024 a chi è rimasto ancorato al vecchio sistema? I clienti dovranno entrare da subito nel mercato libero, visto che il servizio a maggior tutela scomparirà? Per evitare forzature e scongiurare il rischio che qualcuno resti senza fornitura, è stato previsto un meccanismo a passaggi graduali. Il sistema è stato già sperimentato con le imprese, ma è probabile che fino al 2024, quando lo switch interesserà le famiglie, subirà degli aggiustamenti.

C'è un passaggio intermedio tra il mercato tutelato e il libero?

Ad ogni modo, al momento si prevede che i consumatori del servizio tutelato che non hanno effettuato il passaggio di propria iniziativa, entrino automaticamente nel “servizio a tutele graduali”, che garantirà la continuità della fornitura.

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Cosa succede in pratica durante la tutela graduale?

Nella pratica, i clienti continueranno a essere serviti dalla compagnia che li ha riforniti fino a quel momento. A cambiare saranno però le condizioni tariffarie, perché gli utenti passeranno alle cosiddette tariffe Placet (Prezzo libero a condizioni equiparate di tutela). Si tratta di tariffe le cui condizioni contrattuali sono state definite dalla stessa Arera, sono più facilmente comprensibili e paragonabili tra loro.

Cosa succede se non si sceglie di entrare nel mercato libero?

Nei primi sei mesi, inoltre, il prezzo pagato per l'energia resterà invariato rispetto al passato, ragione per cui il cambiamento sarà quasi indolore. La fase cuscinetto dovrebbe servire però agli utenti a passare a un nuovo venditore nel mercato libero. Trascorso questo periodo, infatti, chi non ha ancora scelto un nuovo operatore verrà assegnato a un altro venditore, selezionato questa volta sulla base di aste territoriali.

Chi sceglie il mercato libero può tornare indietro?

Attualmente sono ancora nel mercato tutelato dell'elettricità il 40,3% delle famiglie, percentuale che scende al 38% per il gas. Una famiglia su quattro non ha ancora fatto il “salto”. Molto probabilmente – sostengono le associazioni di consumatori – questa resistenza è dovuta alla mancanza di informazioni chiare sul tema, e alla paura che il passaggio comporti disservizi, o bollette più salate. Tra le altre cose, molti ignorano che chi entra nel mercato libero può comunque decidere di tornare sui suoi passi, almeno fino al 2024: fino ad allora è previsto che ogni cliente possa rientrare nel servizio di tutela in ogni momento, facendo semplicemente richiesta all'azienda che gestisce il servizio sul proprio territorio.

Mercato libero e tutelato: che differenze ci sono?

Ma quali sono le differenze tra mercato libero e tutelato? Con “servizio di maggior tutela” si intende il mercato delle tariffe di luce e gas regolato dall’Arera (l'acronimo che sta per Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente, e indica l'Autohrity per l'energia). Vi rientrano tutti i clienti che negli ultimi 20 anni non hanno mai siglato un contratto con un nuovo fornitore, e sono rimasti “fedeli” al venditore di riferimento del territorio, oppure l'avevano abbandonato per un'offerta del mercato libero, ma sono poi tornati sui loro passi. Per capire se si è tra questi è sufficiente guardare la bolletta: il mercato di appartenenza è indicato nella prima pagina, di solito in alto, sotto al nome del gestore. Si parla di “tutela” perché per questi utenti è l’Autorità a fissare il prezzo dell’energia a livello nazionale, aggiornando le tariffe ogni tre mesi, sulla base dei prezzi all'ingrosso della materia prima. Il controllo dell'Autorità dovrebbe appunto preservare i consumatori finali da eventuali speculazioni. Inoltre, l'Arera stabilisce anche i costi di trasporto e di distribuzione. Il prezzo finale, come abbiamo visto in questi mesi, non può che risentire comunque del costo della materia prima.

Come si può scegliere tra 700 operatori?

Il mercato libero dell'energia funziona al contrario come quello della telefonia. Ci sono diverse compagnie concorrenti – circa 700! - e ciascuna di esse propone tariffe o offerte più o meno convenienti. Sta al consumatore finale scegliere la più vantaggiosa. Il punto è che non è così semplice, perché le tariffe dell'energia hanno diverse componenti e voci di costo sia fisse sia variabili. La voce variabile è costituita soprattutto dal costo della materia prima energia, quello che viene pubblicizzato dalle aziende e su cui si gioca la concorrenza. Ma questa componente copre solo una parte del conto finale, che invece è composto da molte altre voci fisse, come le spese per il trasporto e il contatore, gli oneri di sistema, le imposte, e il canone di abbonamento tv per le bollette dell'elettricità. Alcune di queste, come il prezzo di commercializzazione e vendita, non sono inoltre fisse per tutti, ma variano da fornitore a fornitore, e questo rende ancora più complessa la scelta. Inoltre in alcuni casi i venditori aggiungono servizi e costi accessori, oppure vantaggi e sconti supplementari. Ecco perché il consiglio, quando si fa un confronto, è sempre quello di basarsi sulla simulazione della spesa annua in base ai propri consumi, uno dei modi più semplici per orientarsi.

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