Tra le studentesse che si vendono sul web

10 01 2020 di Carmine Gazzanni
<p>Benedetta Porcaroli e Alice Pagani in <em>Baby</em>. Su Netflix va in onda la seconda stagione</p>

Benedetta Porcaroli e Alice Pagani in Baby. Su Netflix va in onda la seconda stagione

Sono le protagoniste del boom dei siti che recensiscono le prostitute: ragazze giovani, spesso italiane, che come nella serie tv Baby fanno le escort per  mantenersi o pagarsi gli sfizi. Ne abbiamo contattate 2. Ecco la loro testimonianza

Tariffari, giudizi, descrizioni minuziose. Ecco il nuovo mondo del sesso a pagamento. Un universo sottotraccia ma in ascesa, che si muove grazie ad app, forum, chat. E a siti come Escort Advisor, il primo portale di recensioni hot in Europa. Come funziona? In modo molto affine al più famoso Tripadvisor: invece del ristorante, si sceglie la ragazza (o il ragazzo) in base a zona e “specialità” e, dopo aver valutato foto e recensioni, si accede al numero telefonico. Che il fenomeno sia in espansione è testimoniato dai numeri: Escort Advisor è il 51° sito più visitato in Italia, con 114.000 utenti al giorno (dati Alexa). Ma in questo caso la novità di mercato, se così vogliamo chiamarla, ne racchiude un’altra: il boom della voce “studentessa”.

Sono centinaia le giovanissime, spesso italiane, che si prostituiscono mentre conducono una vita parallela fatta di libri ed esami. O almeno così dicono ai loro clienti, eccitati dal grande classico della “ragazza della porta accanto”. Proprio come accade nella serie tv Baby (su Netflix è da poco uscita la seconda stagione), ispirata al caso delle minorenni dei Parioli di qualche anno fa. Ma qual è il confine tra realtà e finzione? Come vivono, quanto guadagnano, cosa vogliono le ragazze che hanno fatto questa scelta? Lo abbiamo chiesto a 2 di loro.

«Sono sempre io che decido»

Claudia ha 25 anni. È nata a Firenze ma, dopo essersi laureata in Economia, si è trasferita a Milano. «Adesso» racconta affabile «frequento una scuola di trucco artistico». Insomma, è davvero una studentessa e, come da cliché, dice di aver cominciato a prostituirsi quasi per gioco: «Ero in discoteca e mi sono detta: perché non farsi pagare visto che poi gli uomini, dopo la prima notte, scompaiono?». Dopo quel cliente ce n’è stato un secondo, poi un terzo. Internet, dove le sue foto trasmettono una bellezza acqua e sapone, quasi ingenua e più giovane della sua età, ha fatto il resto. Da quella sera sono passati 3 anni e Claudia non ha nessuna intenzione di smettere: «Guadagno tra i 4.000 e i 5.000 euro alla settimana» ammette. «Qualcuno, è vero, si eccita per il fatto di avere tra le mani una ragazza. Molti, invece, hanno bisogno d’altro». Per esempio? «Dolore. C’è chi mi chiede di spegnergli addosso le sigarette, ma mi è capitato anche un tizio che mi ha pregata di colpirlo nelle parti intime con una mazza da baseball».

Come si sopravvive in mezzo a tanta perversione? La regola, secondo Claudia, è comportarsi in modo opposto a quanto fanno le protagoniste di Baby: «Va marcato un confine tra clientela e amicizie. Quando la mia età spinge un uomo a pensare di potermi comprare con messaggi carini, regali o inviti a cena, rifiuto e specifico che questo per me è un lavoro». E se le facciamo notare che la definizione di “lavoro” scandalizzerebbe molti, compresa un’ampia fetta di mondo femminista, sorride: «Tutto è in vendita. Se ho uno scopo, combatto per raggiungerlo, e la bellezza è uno dei mezzi a mia disposizione. Sono io che scelgo, questa possibilità per me è già parità di diritti».

«Non vedo l’ora di smettere»

La storia di Monica, che incontriamo a Roma dopo un lungo tira e molla, è molto diversa. I suoi annunci recitano “studentessa italiana”, ma è vera solo la nazionalità: un altro tocco di marketing in un mercato affollato di escort straniere. «Ho 29 anni e i libri li ho mollati da un pezzo» ammette «però agli uomini piace l’idea di andare con un’universitaria o, peggio, con una liceale. Per questo tante di noi fingono di esserlo». Monica, che come Claudia riceve in appartamento o in hotel, è entrata nel mondo del sesso a pagamento 2 anni fa: «Uscivo da una pesantissima delusione amorosa e odiavo gli uomini. In più, mia madre si era ammalata gravemente e tutta l’economia della famiglia poggiava su di me». Su consiglio di un’amica che già faceva la escort, accetta di incontrare per la prima volta un uomo. «Torno a casa, mi guardo allo specchio e mi chiedo: “Come sto?”. Bene, come prima, e con in più i soldi che mi servono. Da lì ho cominciato». Oggi guadagna circa 1.000 euro a settimana: «Potrebbero essere parecchi di più, ma faccio molta scrematura. Soprattutto, non ammetto che mi si manchi di rispetto».

Forse è anche per questo che i suoi clienti, assicura, sono lontani da una certa immagine stereotipata: «Non ci sono solo anziani con la pancia, anzi ricevo spesso studenti e uomini distinti. Moltissimi avvocati». Le è addirittura capitato di chiedersi se qualcuno di loro potesse trasformarsi in altro, ma anche per Monica il confine tra prostituzione e intimità deve essere ben chiaro: «Mi pongo dei paletti. Nel momento in cui una persona mi contatta, per me è un cliente e nulla più. Ci può essere una coccola in più, ma resta una cosa meccanica». Monica non ha intenzione di continuare all’infinito: «Sogno di aprire un locale tutto mio e sto seguendo dei corsi professionali. Appena avrò tutti i soldi necessari, chiuderò il mio profilo. E, onestamente, non vedo l’ora».

I numeri del fenomeno

4 miliardi di euro la spesa complessiva per la prostituzione in Italia, secondo le stime più attendibili ottenute incrociando i dati di Istat e Caritas. È poco meno di un terzo del mercato totale della droga. 70.000-90.000 il numero di donne coinvolte: 1 su 5 è italiana, quasi 1 su 2 non si prostituisce in strada ma in hotel o a casa. 4.118 le escort a Roma, la città più interessata dal fenomeno degli annunci online insieme a Milano (3.281), Torino (2.132) e Napoli (1.637), secondo Escort Advisor.

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