Bonus psicologo, cos’è e chi può chiederlo

Il bonus psicologo consiste in due tipi di incentivi per facilitare l'aiuto psicologico a chi soffre di effetti legati alla pandemia. È pensato soprattutto per i più giovani ma può servire anche per gli adulti che non si possono permettere le terapie. È atteso per gennaio

È una delle misure più attese da molti genitori, ma non solo, perché potrà rappresentare un sostegno per chi soffre degli effetti a lungo termine del Covid. È il bonus per lo psicologo, che sarà finanziato per potersi rivolgere a uno specialista, in assenza di una diagnosi per disturbi specifici di tipo psicologico. Sulla misura, contenuta in un emendamento della Manovra finanziaria, è stato raggiunto un accordo tra le forze di maggioranza e il Governo. Le risorse, però, vanno da 10 a 20 milioni, inferiori rispetto ai 50 milioni preventivati alla vigilia.

Un emendamento alla legge di Bilancio 2022 prevede uno stanziamento per il cosiddetto «Fondo salute mentale», creato dal ministero della Salute con una dotazione tra i 10 e i 20 milioni di euro per il prossimo anno, quindi a partire da gennaio. Il Fondo è destinato ad agevolare l'accesso ai servizi di psicoterapia di base, cioè soprattutto di prevenzione e risoluzione di disagi, prima che subentri una diagnosi di disturbi mentali. È stato pensato per situazioni di ansia, stress, malessere o depressione (non inteso come patologico), legate alla pandemia e delle quali possono aver sofferto in particolare i giovani, reduci da periodo di lockdown o Dad.

Pensato soprattutto per i più giovani (ma non solo)

«Noi pensiamo che i bambini e i ragazzi nelle scuole di ogni ordine e grado hanno assolutamente necessità, perché non hanno perso solo due anni di didattica, ma anche di rapporti sociali e con il gruppo di pari età. Intervenire su di loro significa salvaguardare il futuro. Ovviamente, questo non vuol dire dimenticare chi ha risentito in termini psicologici anche per motivi di lavoro, come molti adulti, né vuol dire escludere i pazienti pregressi che si sono visti abbandonati dal SSN, perché ospedali e altre strutture si sono trasformati in reparti Covid» commenta Mario Sellini, presidente dell’Associazione Unitaria Psicologi Italiani.

Mancano gli psicologi nella sanità pubblica

«Le persone che hanno disagi psicologici prodotti dalla pandemia in Italia sono milioni. Non li vediamo perché non vanno in piazza a protestare, perché questo è un dolore silente» ha spiegato dichiarato David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale ordini degli psicologi. Secondo le stime degli esperti, però, circa il 30% di coloro che soffrono di disagi di natura psicologica non potrebbe permettersi di rivolgersi a uno psicologo privato: «È così. Ad aggravare la situazione c’è una carenza di organico notevole: basti pensare che gli psicologi pubblici sono appena 5.000 a fronte di un fabbisogno ben più ampio» aggiunge Sellini. Da qui l’esigenza di rafforzare gli aiuti direttamente nelle scuole o tramite servizi appositi, coperti appunto dal bonus psicologo, come spiegato dalle senatrici firmatarie dell'emendamento, Caterina Biti, vicepresidente del gruppo del Pd, e Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione Sanità.

A quanto ammonta il bonus

Il «Fondo salute mentale» dovrebbe avere una dotazione tra i 10 e 20 milioni di euro (ben al di sotto dei 50 milioni di cui si parlava fino a qualche settimana fa) per l’anno 2022. «Si parla di due tipi di bonus, uno costituito da un’una tantum per i maggiorenni e pari a 150 euro, e uno fino a 1600 euro (da un minimo di 400) a seconda delle fasce di reddito mappate dall'ISEE. Ancora non ci sono dettagli operativi, dovremo attendere la manovra e poi un decreto attuativo» spiega Antonello Orlando, esperto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Il testo ad oggi prevede, infatti, 1.600 euro con Isee inferiore a 15mila, 800 euro con Isee tra 15mila e 50mila, 400 euro con Isee tra i 50mila e i 90mila.

Come ottenere il bonus

Una volta approvata definitivamente la Manovra, presumibilmente con voto di fiducia entro Natale, occorrerà solo attendere il decreto attuativo del ministero della Salute, in arrivo nei giorni seguenti. Insomma, col nuovo anno si dovrebbe poter far conto sulla nuova misura. «Ovviamente noi auspichiamo che l’intervento diventi presto realtà. È comunque un inizio più che opportuno, anche se non è un intervento strutturale, come noi chiederemmo. Lo stesso anche in ambito scolastico» spiega Sellini.

Lo psicologo a scuola va rifinanziato

Anche il DL “Sostegni bis” prevedeva misure di sostegno psicologico alla popolazione, in particolare per gli studenti. «Lo scorso anno era stato finanziato un progetto nato da un protocollo d’intesa tra ministero dell’Istruzione e Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, che ha permesso a migliaia di ragazzi, e a volte anche di famiglie, di usufruire di prestazioni psicologiche. Alcuni finanziamenti sono in corso, ma sarebbe opportuno pensare di estendere al triennio queste misure. Le iniziative parlamentari ci sono, manca solo una disponibilità del ministero per lo Sviluppo economico, che quantifichi le risorse alle quali attingere» conclude il presidente dell’Aupi.

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