Cosa fare se un farmaco è introvabile

Sono circa un migliaio i farmaci che risultano introvabili in Italia. Spesso curano malattie rare ma non solo. Se capita, bisogna farsi trovare un farmaco alternativo. Oppure allertare la Asl

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello del farmaco RoActemra, nome commerciale dell’anticorpo monoclonale Tocilizumab, usato per curare l’artrite reumatoide: a fine settembre l’Agenzia del farmaco ha pubblicato una nota in cui annuncia la “carenza temporanea della fornitura”, avvertendo che la casa produttrice Roche “sta lavorando a pieno ritmo per aumentare la capacità produttiva”.

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Cosa rende un farmaco “introvabile”

Al momento i farmaci introvabili nel nostro Paese sono circa un migliaio, la lista è sul sito dell’Agenzia (www.aifa.gov.it/farmaci-carenti). Si tratta per lo più di molecole usate per curare malattie rare, ma non solo. Le ragioni per cui, a un certo momento diventa quasi impossibile procurarseli, sono diverse. Spesso è la carenza di materie prime a costringere le aziende a interrompere o rallentare la produzione, altre volte può esserci una distorsione legata alla distribuzione, perché magari il distributore preferisce vendere quel prodotto in altri Paesi, dove ha un prezzo più alto. Più spesso il medicinale non si trova perché la domanda si è impennata e le aziende non riescono a soddisfare la richiesta. Nel caso di RoActemra, per esempio, il suo utilizzo è aumentato notevolmente, perché viene utilizzato negli ospedali per curare i pazienti con una forma grave di Covid-19.

Cosa fa l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco

Quando l’Aifa viene a conoscenza della momentanea carenza di un farmaco, come in questo caso, generalmente invia una nota informativa ai centri di cura, che contiene tra le altre le raccomandazioni per la gestione dei pazienti e le indicazioni sulle terapie alternative.

Cosa puoi fare tu

Se è invece il cittadino a non trovare il medicinale in farmacia, ha diritto a chiedere al Servizio sanitario nazionale si attivi per trovare una soluzione in tempi compatibili con le sue esigenze.
La prassi, spiegano da Cittadinanzattiva, prevede che se la farmacia non riesce a reperire dai grossisti il prodotto richiesto entro 24 ore, può contattare direttamente la casa produttrice, la quale a sua volta ha l’obbligo di rifornire il medicinale in 48 ore. «Se questo non succede, il cittadino può inviare una segnalazione alla propria Asl, che a sua volta dovrà attivarsi con l’Aifa segnalando il problema. Il cittadino più anche mettersi direttamente in contatto con l’Agenzia del farmaco, tramite il servizio farmaci-line
(800 571661, farmaciline@aifa.gov.it)», spiegano dall’associazione.

Se non esiste una valida alternativa al medicinale (e il farmaco non è già nella lista di quelli carenti) la Asl può inoltre fare richiesta all’Aifa per l’importazione dall’estero. La procedura prevede che si compili il modulo di richiesta di importazione e lo si invii all’Aifa. Tutte le informazioni sono su https://www.aifa.gov.it/modulistica-carenze.

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