Sono bastati pochi minuti e le storie di Fedez su Instagram hanno fatto il giro del web, diventando virali, ma soprattutto gettando nello sconforto moltissimi fan, preoccupati per le sue condizioni di salute. Il rapper e marito di Chiara Ferragni in lacrime ha spiegato: «Purtroppo mi è stato trovato un problema di salute, ma per fortuna mi è stato trovato con grande tempismo. Il che comporta un percorso, un percorso importante che dovrò fare e che mi sento anche di raccontare in futuro».

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Cos’ha Fedez?

La domanda che tutti si sono fatti è: cos’ha Fedez? Lui non ne ha parlato esplicitamente, ma in molti si sono ricordati di una sua precedente rivelazione, quando due anni e mezzo fa, ospite di Peter Gomez a La confessione sul canale Nove, aveva rivelato che durante una risonanza magnetica gli era stata «trovata una cosa chiamata demielinizzazione nella testa, che è una piccola cicatrice bianca. Devo stare sotto controllo – aveva spiegato in quella occasione – perché è una sindrome radiologicamente verificata. La demielinizzazione è quella che avviene quando hai la sclerosi multipla. Questa cosa può essere, come no, che si tramuti in sclerosi».

Cos’è la diemilinizzazione?

Il sospetto, dunque, è che l’artista 32enne possa soffrire di una demielinizzazione, una condizione che potrebbe portare a sclerosi multipla. Si tratta di una condizione in cui la mielina, che riveste i nervi e consente ai neuroni di viaggiare più velocemente, si consuma o è danneggiata. Questo comporta un peggioramento nel funzionamento dei nervi stessi, che a sua volta può portare problemi a carico di alcuni organi, compreso il cervello. «La mielina è una vera e propria guaina che riveste gli assoni, cioè il “prolungamento elettrico” del neurone. In molte malattie accade che questa guaina sia colpita, ma il vero problema è che può essere danneggiato anche quello che potremmo definire come il “filo elettrico” che vi sta sotto» spiega il neurologo Gian Luigi Mancardi, già direttore della clinica di Neurologia dell’Università di Genova. Questo comporta non solo un rallentamento nella trasmissione dei messaggi inviati attraverso i nervi: «Per questo il disturbo spesso può essere permanente» aggiunge l’esperto.

Che malattie comporta?

La demielinizzazione è spesso associata a malattie degenerative e croniche, compresa la sclerosi multipla in cui si deteriora la mielina della materia bianca nel cervello e nel midollo spinale. Era stato lo stesso Fedez a indicare questa patologia tempo fa: «Se dovesse accadermi questa cosa – aveva spiegato – e in base a dove ti si accendono queste cicatrici, puoi perdere il dono della parola o l’uso della gamba». Nella sclerosi multipla, come in altre malattie autoimmuni analoghe, il sistema immunitario attacca i tessuti e le cellule del sistema nervoso centrale, interrompendo o alterando la trasmissione delle informazioni tra il cervello e il corpo. «Se un assone riporta un danno irreversibile, per esempio se è tagliato o distrutto, non recupera più e può lasciare esiti permanenti, che si possono tradurre in una malattia differente a seconda della sede interessata: per esempio, se riguarda i movimenti, si potranno avere disturbi alla motilità o al coordinamento, oppure potrebbero esserci effetti sulla sensibilità o alle vie visive» spiega Mancardi.

Ci sono dei sintomi?

Un’altra malattia correlata è la sindrome di Guillain-Barre, che riguarda i nervi periferici, oppure la neurite ottica, che interessa il nervo ottico. È lo stesso esperto, però, a ricordare che rispetto a qualche decennio fa è possibile intervenire con cure migliori, se la diagnosi è precoce. «Occorre prestare attenzione ad alcuni sintomi: per esempio, un disturbo alla vista o alla sensibilità che dura per 10/15 giorni, per poi scomparire: all’inizio, infatti, il recupero spontaneo è spesso completo. Ma è bene non sottovalutare questi campanelli d’allarme, rivolgendosi a uno specialista.

Che esame si può fare?

L’esame più indicato per un approfondimento è sicuramente una risonanza magnetica del sistema nervoso, che può mostrare le aree eventualmente danneggiate» spiega il neurologo, che rassicura: «La tempestività della diagnosi permette anche di cominciare presto una terapia, che in genere risulta più efficace nelle fasi relativamente iniziali».

Quali sono le cause?

«Si tratta di una malattia autoimmune, nella quale si verifica un’autoaggressione di alcune parti del nostro corpo, come accade anche nell’artrite reumatoide o nella tiroidite. In questo caso è colpito il sistema nervoso con disturbi di tipo neurologico. Un’infiammazione da infezione può essere una concausa scatenante, ma ciò che provoca la demielinizzazione è la reazione dell’organismo contro se stesso, anche quando l’agente infettante viene eliminato» spiega Mancardi.

Esistono delle cure?

Quanto alle cure, l’esperto rassicura: «Esistono una ventina di farmaci, alcuni molto attivi, che rendono la prognosi molto migliore rispetto a 30 anni fa. Agiscono sul sistema immunitario, deprimendolo e cercando di evitare che aggredisca parti dell’organismo: sono immunosoppressori, ma anche immunomodulanti che, grazie a meccanismi complessi, impediscono alle cellule immunitarie attive di raggiungere il bersaglio, ma in modo selettivo e mirato» conclude il neurologo. Quanto a Fedez, i fan lo sosterranno in quella che il rapper ha definito una «nuova avventura che la vita mi ha presentato. Adesso devo stare vicino a tutti i miei amici e alla mia famiglia».