Influenza 2019-2020: le previsioni sul contagio

20 09 2019 di Lorenza Pleuteri
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L'influenza quest'anno dovrebbe far ammalare meno persone rispetto alle ultime due stagioni. Però un paio di virus promettono di colpire più duramente. Ecco le opzioni possibili per quanto riguarda i vaccini

La macchina per la campagna antinfluenzale 2019-2020 si è messa in moto. Il ministero della Salute, raccordandosi con le regioni, ha diramato le prime raccomandazioni per la stagione in arrivo. La Gazzetta ufficiale ha pubblicato il provvedimento con cui l’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, autorizza le case farmaceutiche interessate ad aggiornare la composizione dei vaccini da distribuire e somministrare nei prossimi mesi, in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Agenzia europea per i medicinali.

Le opzioni possibili, come in passato, saranno due: il vaccino trivalente (consigliato in particolare agli over 75, con una formula adiuvata, cioè potenziata) e il vaccino quadrivalente.

Le previsioni di massima dell’esperto

Il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore universitario e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano, premette che è difficile prevedere esattamente l’andamento e il numero dei contagi. Poi si sbilancia. E spiega: “Le stime dei probabili trend vengono fatte sulla base dell’evoluzione dell’influenza in Australia e nel resto dell’emisfero Sud. I segnali in arrivo consentono di ipotizzare le tendenze di massima. La diffusione del virus in Italia non dovrebbe essere imponente come nelle due ultime stagioni, entrambe  con 9 milioni di contagiati, i picchi più alti registrati in 15 anni. Verranno colpite meno persone, però due dei virus in circolazione saranno più cattivelli e tosti che in passato.  Per gli anziani, con ridotte capacità del sistema immunitario e in genere con altre patologie, si temono complicazioni e effetti più pesanti”.

Donne in attesa: rischi, indicazioni

“Rispetto al passato – continua Pregliasco – c’è un nuovo orientamento, nato da studi e analisi. Per la vaccinazione delle donne incinte prima si consigliava di aspettare il secondo trimestre di gestazione. Ora l’indicazione delle autorità sanitarie internazionali  è che si può fare anche prima. Durante la gravidanza, in generale, si  ha una diminuzione delle difese immunitarie e aumentano le probabilità di contrarre l’influenza. Lo conferma il fatto che nelle mamme in attesa  l’incidenza di ricoveri in corso di epidemia influenzale è circa 10 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Di conseguenza in gravidanza il vaccino viene considerato di gran lunga vantaggioso in termini di rapporto rischi-benefici. Inoltre può essere somministrato  senza alcuna restrizione anche durante l’allattamento”.

Scadenze e raccomandazioni di base

Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici, professore alla Statale di Milano e dirigente dell’unità operativa di  Microbiologia dell’azienda sanitaria di Legnano – Magenta, batte sullo stesso tasto.  La prevenzione primaria, garantita dalla vaccinazione. “E prima ci si vaccina, meglio è”.  

In Italia, per l’andamento temporale mostrato in passato dalle epidemie influenzali, il periodo ottimale per immunizzarsi va in genere da metà ottobre a fine dicembre. “Ancora da noi non c’è traccia dell’arrivo dei virus influenzali - fa il punto l’esperto – però non manca molto. Come andrà? Presto per dirlo. La diffusione e l’impatto dipenderanno anche dalle condizioni meteorologiche effettive e in particolare dalle temperature e dai tassi di umidità. La protezione indotta dal vaccino - rammenta sempre Clerici - comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e perdura per un periodo di 6 -8 mesi,  per poi decrescere”.

Le categorie target per la vaccinazione antinfluenzale

“Il vaccino antinfluenzale - stando alle direttive ufficiali dei ministero della Salute - è raccomandato per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età, in assenza di  controindicazioni. Nei bimbi più piccoli non è sufficientemente immunogenico e quindi non conferisce una protezione sufficiente. Pertanto l'immunizzazione con i vaccini influenzali attualmente disponibili non è autorizzata per l’uso né raccomandata sotto i 6 mesi di vita”.

Al contrario, tentando di alzare i livelli di copertura, anche a questo giro la vaccinazione antinfluenzale verrà proposta gratuitamente a  tutti i coloro che per le condizioni soggettive corrono un maggior rischio di complicazioni, nel caso contraggano i virus:  donne in gravidanza, maschi e femmine dai 6 mesi ai 65 anni di età con patologie che aumentano la probabilità di complicanze (ad esempio malattie croniche dell’apparato respiratorio o del l’insieme cardiovascolare, diabete mellito e problemi metabolici, obesità, cancro, Hiv,… ), ultra 65enni, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale, persone ricoverate  in strutture per lungodegenti, familiari e altri soggetti a contatto con chi è a rischio, addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e particolari categorie di operatori  (medici e personale sanitario, appartenenti a forze di polizia, vigili del fuoco), donatori di sangue, lavoratori che stanno a distanza ravvicinata con animali, possibili fonti di infezioni da virus non umani  (allevatori, addetti al trasporto di bestiame vivo, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e privati).

Bambini e adolescenti sani: che fare?

Racconta il ministero delle Salute: “L'inserimento dei bambini e adolescenti sani nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l'influenza stagionale è oggetto di discussione da parte della comunità scientifica internazionale. La vaccinazione è offerta gratuitamente a tutti i bambini e gli adolescenti sani dalla sanità americana e canadese e da alcuni Paesi dell’Unione europea (Austria, Finlandia, Lettonia, Slovacchia, Gran Bretagna). Altri Stati la raccomandano, ma non la mettono a disposizione a costo zero (Malta, Polonia, Slovenia). Altri ancora la raccomandano e la offrono, a partire dai 6 mesi di età, solo ad alcune categorie di piccoli e di ragazzini a rischio. In Italia alcune regioni la riconoscono gratuitamente, su richiesta, a bambini e adolescenti sani a dai 6 mesi di età in poi”. L’estensione su scala nazionale, generalizzata, dovrebbe essere valutata a breve.

Il dottor Clerici è per l’erogazione gratuita del vaccino a tutta la popolazione idonea, compresi bimbi over 6 mesi e teenager,  con le limitazioni previste dalle autorità sanitarie e della comunità scientifica. “L’influenza - ricorda – ha un costo sociale elevatissimo, con ricadute economiche notevoli. Fa perdere giornate di lavoro e di scuola, erode risorse, impegna la macchina sanitaria e il personale... Torno a ripeterlo: l’arma più efficace, su tutti i fronti aperti, è la prevenzione primaria”.

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