Dove sono finiti i 43 migranti sbarcati con Carola?

18 07 2019 di Carmine Gazzanni
<p>Delle 54 persone caricate da Sea Watch 3 al largo della Libia il 12 giugno, 11 sono sbarcate nei primi 5 giorni per motivi di salute. Le altre sono a Messina. Foto CONTRASTO</p>

Delle 54 persone caricate da Sea Watch 3 al largo della Libia il 12 giugno, 11 sono sbarcate nei primi 5 giorni per motivi di salute. Le altre sono a Messina. Foto CONTRASTO

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I 43 migranti della Sea Watch 3 comandata da Carola Rackete, sbarcati al porto di Lampedusa lo scorso 29 giugno dopo 17 giorni in mare, si trovano in questo momento presso l’hotspot (centro di prima identificazione e smistamento) di Messina, dove sono stati trasferiti dopo l’arrivo. Qui avranno accesso a tutte le cure e all’assistenza del caso e nel frattempo verranno identificati e registrati. Ma, come preannunciato, nessuno di loro resterà in Italia.

«Ora è soltanto questione di tempo» spiega Carlotta Sami, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), che ha seguito la vicenda prima e dopo l’approdo. «Una volta che saranno concluse tutte le pratiche burocratiche tra Roma e gli Stati Ue che si sono offerti di accoglierli, i migranti ver- ranno trasferiti». Paesi di destinazione: Francia, Portogallo, Lussemburgo, Germania e Finlandia. Ancora non è dato sapere in che proporzione i 43 saranno distribuiti: «Dipenderà dalle intese tra tutti gli Stati» continua Sami. «Ogni Paese può avere delle “preferenze” o dei criteri diversi dagli altri. Gli stessi migranti, peraltro, faranno domanda d’asilo non in Italia, ma proprio nei Paesi in cui verranno destinati».

Si tratta di una deroga, consentita, al regolamento di Dublino del 2013, che regola le richieste di asilo e protezione umanitaria all’interno dell’Unione europea, e che alcuni governi (Italia compresa) vorrebbero ridiscutere proprio perché, in condizioni normali, penalizza gli Stati costieri. Il trattato prevede che a farsi carico della domanda d’asilo, a gestire i passaggi successivi ed eventualmente a cercare disponibilità all’accoglienza in altre mete, sia il primo Paese raggiunto dal migrante. In questo e nella maggior parte degli altri casi, dunque, toccherebbe all’Italia.

Ma l’assenso preventivo di altri Paesi Ue ha trasformato questi ultimi in assegnatari. «Fondamentali saranno la velocità con cui Francia, Portogallo, Lussemburgo, Germania e Finlandia daranno seguito all’accordo di redistribuzione e, poi, la celerità dell’Italia nell’organizzare i voli per i 43 migranti» dice Sami. Tesi confermata anche da fonti del Viminale: «L’accordo è stato sottoscritto. Ora è solo una questione burocratica, prima di arrivare all’effettivo trasferimento».

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