Tav, governo spaccato in Senato

07 08 2019

La Lega vota sì all'opera, bocciata la mozione dei 5 Stelle. Intanto i No Tav annunciano nuove barricate in Val di Susa 

Il Governo si è spaccato sulla Tav anche in Senato. La mozione del Movimento 5 Stelle, presentata in Senato, è stata bocciata, mentre sono passate le altre, compresa quella del Partito Democratico, che ha ottenuto l’appoggio anche da parte della Lega.

I Pentastellati avevano presentato un testo contro l’Alta Velocità Torino-Lione, che non ha ottenuto il via libera da parte dell’assemblea di Palazzo Madama, neppure da parte degli alleati di governo leghisti. Questi, invece, hanno votato sì alla mozione del PD, che poco prima di entrare in Aula aveva deciso di ridurre il testo a sole tre righe, chiedendo al governo di “adottare tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria Tav Torino-Lione”.

Crisi di governo

La rottura della maggioranza gialloverde è stata netta, tanto che il vicepremier Di Maio ha parlato di “inciucio” e ha convocato un’assemblea dei senatori M5S, seguita da un secondo vertice con lo stesso Di Maio, per la serata. L’altro vicepremier, Salvini, ha inviato un sms ai suoi, esortando a "non andare in ferie” e indicando conseguenze per la tenuta del governo. Il Pd, intanto, chiede al presidente del Consiglio Conte (che a fine luglio aveva annunciato che la Tav sarà completata) a “salire al Quirinale e a dimettersi visto che non ha più una maggioranza in Parlamento”.


Cosa succederà adesso?

In piena crisi di governo, dai No Tav arriva una conferma: la battaglia contro i cantieri proseguirà. "Di questa sceneggiata ne avremmo fatto volentieri a meno - continuano i No Tav - lo abbiamo dichiarato giorni fa, poiché l'esito era scontato e non ci interessa francamente spenderci troppo parole". "Giochi di palazzo e poltrone, equilibrismi e fanatismi li lasciamo volentieri ad altri. La storia, lo sappiamo, relegherà ognuno al posto che merita". "La nostra storia la scriviamo noi. Ci vediamo nella valle che Resiste!" si legge sul sito notav.info.

A gettare benzina sul fuoco anche il fondatore dei 5 Stelle, Beppe Grillo, che commenta su Facebook: “La pacatezza ostentata non cambia il senso alle parole che ha usato: tradimento. Il Movimento vi ha tradito, ha tradito la Val di Susa, il Movimento No TAV e soprattutto tradito e deluso Alberto Perino (leader dei No Tav, NdR)”.

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